Si è concluso ieri il weekend romano dedicato al social trekking, un modo condiviso ed ecologico di esplorare la città. Italiaterapia è stata felice di diventare partner dell’iniziativa promossa da Walden, cooperativa fiorentina che si occupa proprio di viaggi a piedi. Sono stata orgogliosa di accettare l’invito di Raffaele Basile e Alessandro Vergari perché sono un’amante del camminare, occasione privilegiata per conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda.

Non solo: per quanto viva a Roma ormai da più di dieci anni, passeggiare al seguito del gruppo dei “social trekker” mi ha dato la possibilità di conoscere aspetti nuovi (e sorprendenti) della mia città. Una vera e propria terapia, dunque, per gli animi curiosi ma anche inquieti, placabili (anche se solo momentaneamente) dal ritmo sostenuto dei propri passi.

Terapia: scoprire il #mondo senza allontanarsi da casa. Dove? A #piazzavittorio, #Roma ?

Una foto pubblicata da Roberta -Italiaterapia (@robertaisceri) in data:

Ebbene, dietro alla guida siberiana (!) di Migrantour, progetto nato per diffondere la conoscenza dell’Italia multiculturale, ho scoperto i diversi volti di Piazza Vittorio, il quartiere più multietnico di Roma. Eccomi dunque di fronte a un ristorante siriano ed ecco, pochi metri dopo, la più antica erboristeria cinese della capitale, dove ancora vengono impiegati metodi e medicinali della medicina tradizionale dell’Estremo Oriente.

Raggiunta via Ferruccio, scopro un tempio buddista (il primo d’Europa). Poco più in là, un negozio di tessuti e gioielli afghani e pakistani, dov’è possibile trovare il pregiato lapislazzulo blu… E poi: il barbiere turco, il bar brasiliano e la Chiesa di Sant’Alfonso (dove si tengono anche messe in lingua polacca), che si trova tra i resti delle mura serviane e l’Auditorium di Mecenate, a due passi da Panella, famigerato bar-panetteria della capitale.

GUARDA IL VIDEO! 🙂

Le gambe toniche per la camminata, raggiungo l’ Acquario Romano, splendido edificio circondato da un curatissimo giardino. Tappa finale: il suggestivo Mercato Esquilino, dove mi ritrovo sommersa da colori e aromi di pesce, verdure e spezie; dal vocio di commercianti e clienti indaffarati; dalle sete provenienti da ogni dove, che volenterosi sarti sono pronti a trasformare in abiti eleganti su commissione, giusto il tempo di fare la spesa.

È qui che il fattore multiculturalità raggiunge il suo culmine. È qui che nordafricani, cinesi ed europei convivono in pace, parlando lingue ibride con, alla mano, un dizionario comune: quello degli affari.

Stanca e soddisfatta, saluto gli amici di questa giornata davvero social (no Facebook o Twitter), preparando i miei piedi per la prossima camminata, chissà se a Roma o in un altro multietnico luogo d’Italia.

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