Dai musei da odiare alle mostre mostruose, fino ad arrivare al tema più scottante: il lavoro che manca. Ecco, oggi voglio parlarvi di un libro che mi sta a cuore, sia perché scritto da un amico che per il tema trattato. Sto parlando di “Un patrimonio da riconquistare. Il patrimonio culturale tra riforme, lavoro, difficoltà e traffici culturali”, edito da Talos Edizioni.

Un libro tutt’altro che didascalico: le sue pagine sono vive perché scritte da chi ha a che fare quotidianamente con l’arte: Federico Giannini è anche fondatore di Finestre sull’Arte, uno dei blog a tema più letti d’Italia.

Un-patrimonio-da-riconquistare-Copertina

Un patrimonio da riconquistare

Sapevate, per esempio, che “i musei italiani non godono affatto di buona salute”? O che esiste “una distinzione tra il popolo dei musei e il popolo delle mostre”? E che “l’età media degli impiegati del MiBACT, secondo più fonti, si attesta ormai attorno ai cinquantasette anni”? Dati deprimenti, sì. Non è possibile dire il contrario, soprattutto se si pensa (retorico ma vero) che l’Italia detiene un primato indiscutibile quanto a patrimonio culturale e che noi non sappiamo amministrarlo.

Italiaterapia: patrimonio culturale

Io durante il blog tour #tratturiecammini

Che fare allora? Io, nel mio piccolo, continuerò a parlarvi di Italia (e non solo) con la stessa passione e dedizione di sempre, sperando di farvi innamorare dei luoghi, anche quelli meno famosi. Perché (per chiudere con una frase estratta dal libro) ripartire “da un approccio che consideri la cultura fondamentale per le nostre esistenze, è il modo più immediato che abbiamo per riappropriarci del nostro patrimonio culturale”.

“Un patrimonio da riconquistare” si può acquistare anche sul sito di Talos Edizioni!

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