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La vera cucina italiana è internazionale: viaggio in un’insolita Calabria

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La vera cucina italiana è internazionale: viaggio in un’insolita Calabria

John Nocita

Lo chef John Nocita e alcuni dei suoi allievi

“L’Italia è il paese con maggior potere enogastronomico al mondo”. Parola di John Nocita, master chef internazionale, cresciuto nel Bronx ma formatosi secondo i principi della vera cucina italiana. Ho avuto l’onore di conoscerlo (e di gustarne i piatti) durante un soggiorno in Calabria organizzato da Mark McDonald, allievo di John e proprietario dell’ Old Vine Café di Orange County, California.

A Caminia, frazione di Stalettì (CZ), proprio a picco sul mar Ionio, si trova l’ICI (Italian Culinary Institute), scuola fondata da Nocita per tutti coloro che desiderano imparare a cucinare italiano. Gli studenti, com’è prevedibile, sono per lo più stranieri. Sì, perché noi italiani pensiamo di saperle tutte quanto a ingredienti e metodi; ed è qui che ci sbagliamo: per esempio, “molti italiani non sanno nulla sulla qualità dell’olio extravergine” – racconta John. Lo confermo: un giorno, io e gli altri viaggiatori siamo stati messi di fronte a cinque bicchierini di olio evo. Solo allora mi sono accorta di cosa significhi capire qualcosa sul sapore, anche quello più delicato. Ho apprezzato il dolce ligure, il piccante toscano, il vellutato laziale, il fruttato pugliese e l’amaro calabrese.

Durante la master class, ho visto preparare piatti cui non avrei dato una lira, prima: pensate alle tagliatelle alla bolognese! Quale italiano si sognerebbe di chiamarle così, se non il proprietario di un ristorante per turisti ignari? Mi credete se vi dico che ho sognato sin dal primo assaggio? Ho quasi chiuso gli occhi dal piacere; e mi sono resa conto che rischiamo di perdere le nostre specificità regionali, schiacciati come siamo dalla globalizzazione, anche in cucina.

tagliatelle alla bolognese

Tagliatelle alla bolognese

Durante la lezione, ho potuto osservare (e mangiare: ripeto, nel caso non si fosse capito, che sono tornata a Roma con una taglia in più) la preparazione di una sublime insalata di pollo (sembra strano ma anche un piatto del genere può toccare vette altissime, soprattutto se ad arricchirlo ci pensano il tartufo e l’aceto balsamico vero, invecchiato per 25 anni). Per non parlare dei tagliolini impastati a mano con il nero di seppia e conditi coi frutti di mare, della trifolata di funghi e del raviolo alla fornarina con tuorlo d’uovo.

Insalata di pollo

Sublime insalata di pollo

Nulla, come la cucina, ti fa capire quanto l’apprendimento sia legato alla sperimentazione. E così mi sono trasformata volentieri in una cavia umana di fronte alle decine di pietanze che ci sono state servite nel corso dei giorni. Ho finalmente amato il risotto (sono da sempre una “pastara”): da quello broccoli, scamorza affumicata e parmigiano croccante a quello con coda di bue, midollo e tartufo; ma il risotto può essere anche un dessert, se con zafferano, vaniglia e gelato al pistacchio…

#Risotto broccoli, scamorza affumicata e parmigiano croccante

Una foto pubblicata da Roberta -Italiaterapia (@robertaisceri) in data:

 

Ho imparato che la pasta alla puttanesca, come il nome suggerisce, ha origini a dir poco popolari: i pescatori pugliesi, tornati nel cuore della notte in paese, solevano un tempo preparare questo semplice primo, il cui profumo attirava, appunto, le prostitute. Per dirla in maniera fine…

La degustazione continua con pasta alla #puttanesca! Grazie #Calabria Una foto pubblicata da Roberta -Italiaterapia (@robertaisceri) in data:

 

Ho assaggiato il bergamotto di Reggio Calabria DOP e fatto scorpacciata di gelati sopraffini. Ho appagato la mia curiosità con gli gnocchi al brasato di fagiano e non ho fatto marcia indietro davanti al peperoncino di cui sono ricchi ‘nduja e soppressata. Ho, infine, scoperto il kumquat, chiamato anche giapponesino. Un mandarino piccolissimo e dal gusto stupefacente: dolce fuori, amaro dentro.

Il vero #limoncello

Una foto pubblicata da Roberta -Italiaterapia (@robertaisceri) in data:

 

All’ICI di Caminia, che si trova all’interno dell’ hotel Baia dell’Est, gli studenti possono seguire un percorso di tre mesi per imparare la cucina italiana, tradizionale e rivisitata, dalla A alla Z. Oppure, se non si ha intenzione di diventare provetti chef, ci si può andare come viaggiatori. 

Nebbiolina all’orizzonte… #pietragrande #Calabria #whatitalyis #instaitaly #italygram #italiansdoitbetter Una foto pubblicata da Roberta -Italiaterapia (@robertaisceri) in data:

Ringrazio lo Mark McDonald e Jennifer Morris per avermi invitata a questo magnifico tour che si ripete ogni anno e per avermi fatto conoscere un’Italia ancora autentica: quella che solo gli stranieri, ormai, sembrano saper apprezzare.

roberta

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