È il momento di andare in Cile. Un paese che sto imparando a conoscere attraverso gli scritti di Marcela Serrano, di cui ho appena finito di leggere Dieci Donne. Quando dico Cile, dico Cordigliera e Patagonia, deserto di Atacama e isola di Chiloè. Dico Santiago.

Santiago del Cile - immagine da Pinterest

Santiago del Cile – immagine da Pinterest

Non so se vi ho mai parlato della mia passione per il Sud America, maturata negli anni per chissà quale motivo. Finora l’ho parzialmente soddisfatta (ormai sei anni fa) con un meraviglioso viaggio nel Brasile più autentico. Ma tanti sono i luoghi che voglio ancora vedere e le esperienze che spero di fare e più mi inoltro nella letteratura sudamericana, più sono convinta di quello che dico.

Veniamo a Dieci Donne, un libro a metà tra il romanzo e la raccolta di racconti: nove donne parlano di sé nello studio della loro psicoanalista Natasha. Un’occasione per conoscersi, condividere paure, problemi e desideri inconfessabili, ed esorcizzare la sofferenza.

diecidonne

Copertina di Dieci Donne

Ultimamente ho letto una recensione (a volte odio le recensioni!) che definisce Dieci Donne “di una noia mortale”. Non ho compreso il motivo, dato che io sono entrata così tanto in ciascuna storia che l’ho digerito tutto d’un fiato.

Poi, pensandoci a mente fredda, mi sono fatta un’idea sulla severità del giudizio: in questi racconti, di un realismo da fare male, noi donne non possiamo non rispecchiarci profondamente. Che siamo giovani o anziane, belle o brutte, ricche o povere, in un certo senso ci assomigliamo tutte. Sembra una bestemmia (nella nostra cultura così egocentrica) e allora lascio parlare la Serrano, per bocca di una delle protagoniste, Francisca:

“Donne di quarant’anni con la vita sulle spalle, magari insignificanti e inoffensive, alcune più intelligenti, altre più gentili, altre ambiziose o divertenti, ma in fin dei conti, tutte uguali. Lottano ferocemente per essere riconosciute come creature speciali, si battono per fare la differenza, com’è nel loro diritto. Tutte esauste. Obbediscono al medesimo standard. Se ne hai vista una le hai viste tutte. Certi giorni non entri in sintonia con tuo marito, le storie dei tuoi figli le trovi noiosissime, e sogni di andare a letto con George Clooney. Altri giorni invece non senti nulla, così, semplicemente. Fai tutto meglio che puoi, ma sempre in modo meccanico. E se qualcuno t’investe mentre attraversi la strada non te ne accorgi neanche. Non soffri, sei un pezzo di ghiaccio.”

deserto-di-atacama-panorama_asq89.T0

Deserto di Atacama – Foto da: www.viaggiamo.it

Parole dure? Pessimismo cosmico? Certo, a parlare è una donna che va in psicoterapia e quindi non esattamente felice. Eppure, nel leggere le vite di tutte, perfino quelle più distanti dalla nostra realtà, è impossibile non riconoscersi almeno in qualcosa. Credo che la bravura della scrittrice sia proprio questa: l’essere stata capace di sondare l’animo femminile. Non a caso, a un certo punto, cita anche Simone de Beauvoir: da subito, infatti, si coglie il femminismo pacato della Serrano, frutto delle sue lotte per la causa negli anni sessanta e settanta. Sarebbe stato difficile, altrimenti, afferrare dell’anima delle donne la forza e, allo stesso tempo, la fragilità, quasi mai compensata dall’amore.

Ammetto che possa dare fastidio questa visione quasi vittimistica della donna. Il motivo, secondo me, è che non vogliamo più vederci passive; ma è solo confrontandosi con la propria ombra che è possibile capire e superare le nostre difficoltà.

fattore-ulisse-patagonia-5

Patagonia. Immagine da www.fattoreulisse.com

In mezzo a questi personaggi, come dicevo all’inizio, scorrono la storia e la natura del Cile: ci immergiamo nella sua lenta evoluzione sociale e, allo stesso tempo, negli immacolati spazi di campagna, nel deserto e tra le vie di una caotica metropoli, con il desiderio di prendere il primo aereo e andare dall’altra parte del mondo.

La cultura sudamericana evoca in me la passione e la forza stemperate da quella che in Brasile chiamano saudade. Questo irresistibile miscuglio mi porterà – già lo so – a volare fin lì. Per trovare pezzi di me che solo il Viaggio riuscirà a restituirmi.

Se volete fare un viaggio nel Cile di Marcela Serrano, andate a questa pagina: http://www.visitcile.it/

2 Responses

  1. Carlo

    Il Cile anche attraverso gli scritti di Luis Sepulveda… L’anima del sud america attraverso un viaggio in Perù, a Cuzco, nel cuore dell’antico impero Inca…

    Reply
    • Roberta Isceri

      Certo Carlo. Il Perù è una delle mete che mi sono ripromessa di raggiungere dopo aver letto Profezia di una Curandera…

      Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published.