Io odio certi modi di scrivere. Il motivo è molto semplice e si chiama conformismo. Quasi quasi preferisco gli errori grammaticali allo stile posticcio di tanto mondo web. Ora vi spiego meglio.

“E niente. È che oggi mi sono svegliata così”

E niente? Aiuto!! Davvero un’espressione tanto colloquiale è riuscita a imporsi sui social network, diventando non la trasgressione di uno ma l’abitudine di molti? Sì, davvero.

Ok, forse sono un po’ fissata con la prosa (pur non essendo Agatha Christie), ma vogliamo mettere un po’ di noi stessi nella scrittura, possibilmente differenziandola da un’insulsa chiacchierata al bar? “E ma nel web bisogna catturare l’attenzione, essere semplici, diretti” – mi direbbe qualcuno. “Va bene” – gli risponderei io.

“Ma trova il tuo stile, dannazione!”

graffiti roma

Essere duri ma con tenerezza: la mia ambizione

Comunque, ho bisogno di elencarvi ciò che proprio non sopporto (non solo a livello linguistico), a costo di essere lapidata per strada da un blogger offeso (chi mi credo di essere io? Una maestrina un po’ acida, lo ammetto. Non me ne vogliate).

    1. Non sopporto: l’esaltazione coatta di qualunque luogo. Qual è il tuo problema? Devi fare promozione e quindi non puoi dire nulla di negativo? Non hai gusto? Sei una persona così sensibile da amare tutto il creato? Non ci credo. Ecco la terminologia tipo: gioiellino, perla, tesoro. Mai che si parli di postacci, luoghi equivoci o pericolosi… Il viaggio NON può essere depurato dai difetti (o dall’ombra, per usare un termine di stampo psicoanalitico).
    2. Non sopporto: i vari “buongiorno” (e “buongiornissimo”), “buonasera”, “dolci sogni” e amenità del genere. Questi gaudenti saluti, di solito, accompagnano sui social i post su Messico, Giappone o Finlandia. Ma tutto questo fiorire di gentilezze va forse a compensare il fatto che tra vicini è già tanto se si fa un mugugno in ascensore, accompagnato da un impercettibile movimento della testa?
    3. Non sopporto: il dilagare dei “mollatori”, quelli che prendono e lasciano le incombenze noiose, facendo del viaggio la propria professione. Sia chiaro, c’è chi l’ha fatto e continuerà a farlo, con quella giusta dose di follia e fiducia in se stessi che il gesto merita. Ma Facebook è un pullulare di post che incitano tutti ad abbandonare tutto e a fare il giro del globo in barca a vela. Mo’ si esagera: quanti potranno mai essere, statisticamente, quelli che lo fanno?
    4. Non sopporto: gli “sbandieratori di felicità”, quelli che, avendo fatto la scelta che hanno fatto, hanno raggiunto il Nirvana e postano foto di sorrisi tirati con le mollette e occhi sognanti. Ma quanto tempo hai per sognare se pubblichi di continuo la tua vita?
    5. Infine (per ora): i “profondi a tutti i costi”. Quelli che l’empatia è tutto e ce l’hanno pure per i sassi o che soffrono anche quando piove, perché sono pur sempre “lacrime del cielo”.
Robertina

Io in Abruzzo

Scusami, scusami davvero se ho offeso la tua sensibilità. Non voglio mettere in dubbio la tua buona fede né sindacare sulla tua vita. Però sogno un mondo dove il post di uno non assomigli ai post di tutti; dove io possa leggere qualcosa sul Brasile senza confonderlo con la Svezia (visto che usi sempre le stesse espressioni, che tu descriva un ghiacciaio o un samba improvvisato a Ipanema); dove si parli della realtà locale, senza trascurarla in nome di un travel blogging globalizzato.

Sei d’accordo con me? Oppure sono riuscita a farmi odiare? 😉 Lasciami il tuo spassionato commento qua sotto!

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37 Responses

  1. Luca

    Ahahahah, acidissima 🙂 Io certe cose non ho il coraggio di dirle! Ho comunque capito che non sono un vero travel blogger, sono uno a cui piace scrivere e viaggiare, che avrebbe fatto il giornalista qualche decade fa, ora fa il blogger, domani chissà che nuova definizione ci sarà. Comunque vada io scrivo, che ci sia Facebook o meno. Se poi esistono blogger che scrivono male e perché c’è un pubblico di lettori che legge male.

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    • Roberta Isceri

      Dai, non così acida 😉 E poi, in un mondo in cui tutti dicono tutto, potrò anche io esprimere la mia? Non vedo l’ora di leggere commenti acidi come il mio

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  2. Rosy

    Aiutooo io stamattina ho dato il buongiorno? Che ne degli articoli lunghi? Io ho la tendenza a raccontare troppo.
    Baci Rosy

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    • Roberta Isceri

      Rosy, gli articoli lunghi non sono un peccato mortale. Anzi… Per quanto riguarda il buongiorno, lo faccio anche io ogni tanto. A me non piace quando è troppo 🙂

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  3. Michele

    Ciao Roby, finalmente una con le palle che non si arrende al buonismo e appiattimento a tutti i costi tipico italiano. Completamente d’accordo sopratutto per i primi due punti: quando leggo certi blog mi sembra di correggere i pensierini dei bambini, pieni di espressioni mielose, vuoti nei contenuti. E poi sta cosa del bello a tutti i costi, che palle! I dieci migliori dolcetti da mangiare a Brescia… Cosa fare in un weekend a Pincopallo… Ti passa veramente la voglia: un blog deve raccontare emozioni vere, deve avere uno stile e sopratutto deve raccontare il bello e il brutto, la realtà delle cose.

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  4. Lucia

    Grande Roby!
    Trovo assurdo anche io che possa piacere sempre TUTTO quello che vedi e la commozione per la pioggia…là hai raggiunto il culmine della mia stima! Una GRANDE!

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  5. Valentina

    Io ti ADORO!!! A me il mondo del blogging, dell’autopromozione, autoesaltazione di se stessi a tutti i costi non piace. Sono una che nella vita aspira a viaggiare e poi, a limite, a raccontarlo ma non a “fare la blogger”. I social poi li uso pochissimo, mi annoiano e mi scoccio anche a guardarci sopra la vita fantastica degli altri, però osservo. Il punto tre poi è quello che mi urta di più (forse perchè in fondo sono una vera rosicona ahahaha). Molti dicono che viaggiano tanto perchè risparmiano o guadagnano come frelance (ahahaha nella vita vera uno fa fatica a trovare un lavoro prima e un contratto poi ed il web cosa è? il giardino dei lavori strapagati?),,,ok, in viaggio sparano outfit che neanche su Vanity fair (ma chi è che, seriamente, in viaggio sta a guardare l’outfit?), hanno tutti mac, iphone e reflex e facendo i conti della serva neanche se guadagnassi il doppio potrei permettermi di partire ogni mese o al massimo ogni due. Ah dimenticavo non sopporto neanche l’abuso delle citazioni di autori o libri mai letti nè sentiti! In tutto ciò ammetto di aver preso qualche scivolone anche io, è da relativamente poco che ho il blog e con il tempo cerco di miglioralo e migliorarmi!

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    • Roberta Isceri

      Brava! La penso come te! Soprattutto per quanto riguarda l’autoesaltazione… Ho la sensazione che molti avrebbero voluto lavorare in TV e, non essendoci riusciti, abbiano ripiegato sul web. Menomale che ci sono perle rare (ops… Ho usato la parola perla) 😀 Ti seguo comunque!

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  6. Sicania

    Ma quanto è bella la schiettezza! Sono totalmente d’accordo con te. Stile, buon gusto e meno ignoranza possono solo fare la differenza. Buona giornata

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  7. Giuseppe

    Acida? Non credo proprio. Anzi, ci sei andata fin troppo leggera. Io ho da tempo tante “cattiverie” di questo tipo da dire sul mio blog… Ops, ma forse prima dovrei aprirlo, il mio blog. Meglio così, in realtà un post come questo mi dà ancora di più la spinta giusta 🙂

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  8. Federico

    Grande Roberta… ne aggiungo uno per un ulteriore spunto di discussione… fai lo splendido/la splendida sul web, e poi dal vivo tiratela da fare impressione … 🙂

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  9. Lucilla

    Ciao! È la prima volta che ti leggo approfonditamente e mi hai fatta morire dal ridere. Vero. Alcuni blogger sono smielosi e spesso banali. Alcuni poi mi sembrano di un forzato! Non so, io ho appena iniziato e sono ancora in cerca di un mio stile ma tutto ciò di cui hai parlato è proprio quello da cui cerco di tenermi lontana. Ecco, per citare michele, spero di non scivolare mai sulla classifica dei dolcetti 😮

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      • Lucilla

        Ciao Roberta, se vieni a buttare un occhio sul mio blog mi fa molto piacere. Si chiama la cicala sull’amaca. È appena nato e ogni buon consiglio per me vale oro. Se identifichi passaggi “dolciosi” dimmelo pure senza pietà! 😀

      • Roberta Isceri

        Ciao Lucilla, grazie per la stima 🙂 Ho guardato il tuo blog e mi piace un sacco il nome! Come ci eravamo già dette, abbiamo un bel po’ di cose in comune: Roma, i viaggi e il cinema. Anzi – incredibile ma vero – anche io ho intenzione da un po’ di aprire una sezione dedicata ai film (già mi occupo di libri). E anche io sono rimasta colpita da La Memoria dell’Acqua!

        Dolcioso il tuo blog? Non direi proprio! Scrivi di cose “impegnative”, cosa che apprezzo molto.Sappi, però, che i tuoi lettori faranno parte di una nicchia (la maggior parte delle persone vuole evasione). Piccolo consiglio che mi permetto di darti: scegli un'”immagine profilo” più attinente al viaggio. La presentazione fa molto…

      • Lucilla

        Grazie mille Roberta, il tuo giudizio conta molto e mi fa piacere che apprezzi l’impronta che sto cercando di dare. Mi consigli di cambiare logo o la foto del “chi sono”? non ho capito… io sul nome avevo molti dubbi, ho paura che non resti impresso. Però volevo una cosa che mi lasciasse libera di spaziare e infatti è quello che cerco di fare coi cinetrip. Ti ringrazio per il supporto e aspetto di leggere anche io qualcosa sul cinema scritto da te, abbiamo pure gli stessi gusti!! 😀

      • Roberta Isceri

        No no Lucilla, solo la foto 🙂 Non preoccuparti per il nome… Anche io pensavo che il mio sarebbe stato vincolante e difficile da tenere a memoria. Ma i nomi ci rappresentano. Intanto scrivo di libri. Se vai a vedere, proprio sotto la rubrica dedicata ho scritto di Cile. Curioso, no? 🙂 Partirò, prima o poi, anche con i film.

  10. claudia

    Ciao Roberta!
    Stamani mi hai regalato uno dei miei sorrisi storti alla John Wayne! 😀
    Anche io aggiungo “quelli delle citazioni”, possibilmente di Sant’Agostino, Chatwin o Proust (che tanto Proust non lo ha letto nessuno, ma quella citazione va sempre forte).
    Quelli che se non ti piace “nelle terre estreme” non hai capito niente della vita.
    Quelli che scrivono i post prendi-pacca-sulle-spalle giustificandosi di cose normalissime, e tutti li applaudono.
    Quelli che il vero viaggio spirituale è in india o thailandia
    Quelli che schifano il turismo di massa a priori perchè bisogna essere viaggiatori alternativi
    Quelli che ti spiegano come fare viaggi low cost e poi viaggiano in hotel a 5 stelle

    Vado avanti? nah… vado a fare merenda!

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    • Roberta Isceri

      Contenta di averti trasformato in quel figo di John 😀 Hai ragione su tutta la linea! E poi attenzione: se critichi sei uno snob. Meglio accoltellarsi alle spalle, come fanno tanti blogger

      Reply
  11. Valeria

    Ciao Roberta! Io sono una neofita (e scrivo per me stessa, per ricordare meglio) e ho letto il post spuntando ogni punto cercando di capire se ci casco anch’io o se mi salvo… visto che sono tutte cose che riconosco negli altri, e poi magari le faccio anch’io senza rendermene conto! Senza contare poi che molti dei blog che sto scoprendo ultimamente sono solo uno la copia dell’altro…
    Ribadisco: lo trovo un post utile per tutti, e divertente… ed è bello vedere che in così tanti la pensano in questo modo!

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    • Roberta Isceri

      Grazie Valeria! 🙂 Sono contenta che tu abbia trovato utile il mio post… C’è chi mi ha detto che è più utile parlare di viaggi ma, prima di farlo, secondo me qualche linea editoriale bisogna pur averla 😉 Buona fortuna!

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      • Valeria

        Grazie!
        Certo che sì…senza linea editoriale resteresti senza una personalità, che è ciò che ti distingue dagli altri!

  12. Marco Lovisolo

    Ciao Roberta
    Pensa che ho appena aperto un blog. E’ talmente nuovo che al momento non ci sono nemmeno post, solo pagine statiche. Uno dei post che avrei voluto scrivere è proprio quello sui travel blog da evitare a tutti i costi, quelli in cui l’autore/autrice si scatta selfie con il bastoncino a fianco di abitanti del luogo (oh, scusa, si dice “locals”) con la faccia smarronata. Ma vogliamo parlare di quelli che:
    – pubblicano miliardi di foto sorridenti o mentre saltano
    – pubblicano miliardi di foto rivolti di spalle mentre ammirano assorti il luogo di interesse
    – pubblicano miliardi di foto mentre saltano (ma perché, benedetti ragazzi, perché???)
    – pubblicano miliardi di foto del loro pranzo
    Scusa, mi sta montando la carogna …
    Bel post, “acido” il giusto che non fa mai male.

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    • Roberta Isceri

      Ahahaha!! ? Mi ha fatto schiattare il tuo elenco, anche perché anche io ho la faccia a forma di emoticon perplesso quando vedo certe foto… Seguiamoci!

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      • Valeria

        Anch’io sto ancora ridendo! (per adesso anche da queste cose mi sto salvando!).

        P.S.: l’altro giorno su WordPress ha cominciato a seguirmi una nuova (ma senza venire a vedere nemmeno l’HP): per adesso sul suo blog c’è la sua foto in costume mentre salta e la sua foto in primo piano (sempre in costume). Rientra in questa categoria? 😉

  13. Bruna Athena

    Ciao Roberta, se fossi una non blogger, quindi una semplice lettrice che va cercando ispirazioni e consigli, non mi fiderei di una persona che scrive solo in bene di ogni luogo. Allo stesso modo, non prenderei troppo sul serio chi continua ad incitare ad abbandonare tutto per sempre: magari scopro che devo vivere di aria e da buona forchetta questo non posso permetterlo ?
    Ciao!

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  14. Giulia

    Concordo, anch’io non sopporto quei blog tutti fiocchetti e cuoricini, dove ogni luogo ti ruba il cuore, la gente è meravigliosa, tutto perfetto, eccetera eccetera. Dopo un po’ sono veramente noiosi e poco realistici. Concordo anche sul punto 3, quelli che dicono eh ma molla tutto no?, cosa ti trattiene? Ognuno ha le sue motivazioni e sinceramente, per quanto ami viaggiare, non riuscirei mai a immaginarmi di stare lontana per 1-2 anni dalla mia famiglia e dai miei affetti.
    Last but not least, applauso per il punto 4: giusto stamattina ho visto su Instagram la foto di una blogger sorridente dire “sono schifosamente felice” o qualcosa di simile. Ma se sei davvero così felice, c’è bisogno di sbandierarlo ai quattro venti? O forse ti devi autoconvincere? Mistero 😀

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