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Cosa un viaggio NON è (o non dovrebbe essere)

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Cosa un viaggio NON è (o non dovrebbe essere)


Oggi voglio dirti cosa, secondo me, un viaggio non è. Di post che parlano del contrario ce ne sono già abbastanza. O no?

Nell’articolo che segue, ti descriverò alcune aberrazioni di cui, purtroppo, sono stata inerme testimone. E chissà che da questo breve elenco non possano nascere approcci diversi al partire. Come direbbe De André:

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”

  • Il primo punto è il più scontato. Non a sufficienza però, visto che cose del genere succedono ancora. IL VIAGGIO NON È: mancare di rispetto all’ambiente. Se hai imparato a conoscermi, ti sarai accorto che amo le esperienze un po’ particolari. L’ultima che ho fatto è stata su un peschereccio tarantino e quello cui ho assistito mi ha lasciata senza parole. Pensavo infatti che i pescatori avessero una reverenza tutta speciale per il mare. Fino a quando non ne ho visto uno buttarci delle bottigliette d’acqua, con una tale nonchalance che ho capito trattarsi di un’abitudine. Cosa c’entra con il viaggio? Tutto: prima di essere un viaggiatore, sii un abitante.
  • Il secondo punto è (o dovrebbe essere) altrettanto scontato. IL VIAGGIO NON È: disprezzare la cucina altrui. Già non capisco come si possa scegliere un resort italiano all’estero. Figuriamoci se comprenderò mai quelli che pure a Sharm El Sheikh sono incapaci di allontanarsi dalla triade pizza, spaghetti e mandolino. Ho persino assistito a pranzi a colpi di bustine Knorr tra camperisti avventurosi (?).

The real Italian style 😄

Una foto pubblicata da Roberta -Italiaterapia (@robertaisceri) in data:

  • IL VIAGGIO NON È: criticare un posto in base alla sua sporcizia. Esistono persone che riescono a dire che Istabul è brutta per questo motivo o che definiscono Venezia puzzolente (e quindi – mi pare giusto – non ci tornano più, preferendo i luoghi tutti aiuole e tulipani). Servono commenti? Ditemi la verità. Cosa devono sentire ancora le mie orecchie prima di scoppiare?
  • IL VIAGGIO NON È: cedere ai luoghi comuni. Tempo fa davano spesso alla radio una pubblicità geniale. Elencava alcune delle frasi più banali che si sentono spesso nelle chiacchiere da bar (e non solo). Per tornare al capoluogo veneto: “Venezia è bella ma non ci vivrei”. Aiutami a sopravvivere.
  • IL VIAGGIO (secondo me) NON È: divertimento a tutti costi. Quelli che: “Alle Maldive potrei starci al massimo due giorni. Poi sai che scatole…”. La cosa assurda è che a dirlo sono spesso quelli che si lamentano di lavorare come somari e di non avere mai tempo per sé. Soffri di irrequietezza motoria? Non hai idee su come passare il tempo? Forse nessuno ti ha detto che anche parlare, giocare a carte o passeggiare sono attività. Possibile che tu voglia replicare ciò che già fai per 11 mesi all’anno (andare in disco, berti un drink con gli amici, sballare)?

Il viaggio, per me, è: calarsi nella realtà locale, spostare l’asse del proprio sguardo dalla monnezza alle luci del Bosforo e rischiare, anche se nei limiti del buon senso. In sostanza, non c’è viaggio senza comprensione (o senza empatia, per usare un termine abusato). Altrimenti stiamo parlando di vacanze.

E tu come viaggi? Hai altre cattive abitudini che vuoi segnalarmi? Dimmelo in un commento :)

roberta

4 Comments

  • Valeria

    Condivido ogni punto (anche se magari su qualche luogo comune di troppo ci casco anch’io)!

    Io non sopporto quelli che viaggiano (o meglio vanno in vacanza) senza alcun interesse a parte quello di potersene vantare con gli “amici”…lamentandosi poi anche di ogni biglietto di ingresso pagato “per vedere 4 sassi”. Tanto vale che si mettano a fare le lucertole in giardino o in spiaggia sul lago (di Garda, visto che io sono di qui).

    31 maggio 2016 at 9:57
    • Roberta Isceri

      Concordo! Questa cosa dei 4 sassi poi… L’ho sentita dire pure a proposito della Valle dei Templi di Agrigento O_O

      31 maggio 2016 at 10:43
  • Silvia

    Potrei quasi averlo scritto io questo articolo, da quanto mi trovi d’accordo! :-)
    Ai geni che non rispettano l’ambiente direi sempre di pensare a come si comportano a casa loro, a volte vedo cose che mi mandano fuori di testa..
    E vogliamo parlare di chi dice che si annoia se per 5 minuti sta fermo a rilassarsi? Il viaggio per me è prima di tutto uno stato d’animo.. è lasciare la comfort zone e scoprire il nuovo e il bello che ci sono.. che sia un museo, una spiaggia deserta, un parco naturale…
    Poi ammetto che mi è capitato, dopo due settimane on the road, di sognare la pasta al pomodoro, ma questa è un’altra storia :-) :-)
    Un abbraccio

    28 maggio 2017 at 19:49
    • Roberta Isceri

      Cara Silvia, a chi non è capitato? Siamo tutti vittime della pasta al pomodoro 😀 E va beh, il cibo ci riporta a casa immediatamente ed è bello così. Un bacio!

      29 maggio 2017 at 12:13

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