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Donne in viaggio: breve manuale di sopravvivenza

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Donne in viaggio: breve manuale di sopravvivenza

Ti ho già detto che sono appena tornata da una meravigliosa avventura on the road? Ovviamente la mia è una domanda retorica (ho scritto solo ieri un articolo sulla mia esperienza).

Quello che non ti ho detto, però, è che prima di partire mi si sono aperti svariate volte scenari apocalittici alquanto ansiogeni: viaggiare con un’amica, per di più a bordo di un calessino, ci avrebbe esposte come minimo agli sguardi (minacciosi? Desiderosi?) di camionisti & Co. Perdona il luogo comune ma il mio istinto è culturalizzato come quello di tutti.

Per esemplificare il tutto, ti elencherò prima le paure che mi sono portata dietro, poi gli ostacoli e, infine, i modi per superare entrambi. Se sei donna e hai tutta l’intenzione di viaggiare sulla strada, seguimi!

Pianura Padana

Uno dei paesaggi da scoprire strada facendo

Donne in viaggio: le (mie) 5 paure

  1. Le corsie di accelerazione. Non chiedermi il perché ma da qualche anno tremo davanti al triangolo bianco del dare precedenza, quando questo significa che sto per imboccare una statale (o peggio: un’autostrada). Di cosa ho paura? Semplice: che le automobili e i tir in corsa mi travolgano. Ecco.
  2. Le gallerie. Abbi pazienza ma non riesco a scavare nei meandri della mia psiche fino a questo punto. Ho paura dei tunnel e basta. Se poi vuoi vederci una metafora, fai pure.
  3. I malintenzionati. Sono sicura che qui mi capirai di più. Viviamo pur sempre in un paese ancora maschilista e le probabilità che uomini non proprio eleganti si avvicinino a due ragazze che viaggiano a bordo di un macinino sono piuttosto alte. Già mi immaginavo scene in stile “Duel”, il bellissimo film di Spielberg basato interamente su un inseguimento stradale, non si sa se reale o frutto di una mente psicotica. Carino, no?
  4. La possibilità di non farcela, in generale (vai al capitolo autostima)
  5. Mostri vari ed eventuali (e se entro per sbaglio in autostrada? E se l’ape si cappotta? E se mi rubano il portafogli?)
donne ape calessino

Il mio compagno d’avventure

Gli ostacoli che ho dovuto superare

  1. Il maschilismo reale. Io e Diana non siamo state oggetto di alcuna molestia, per fortuna. Ma almeno un paio di volte siamo state scambiate per prostitute. Hai capito bene. È successo quando, per ripararci dalla pioggia, ci siamo fermate  sotto la tettoia di una stazione di servizio. La frase d’aggancio: “Scusate, qui si fa benzina?”. Nei casi minori, ci sono capitate domande come: “Perché non vi hanno dato un autista?”.
  2. Gli autisti isterici: fortunatamente la maggior parte degli automobilisti ci ha sorpassato con nonchalance ma ce ne sono stati alcuni, soprattutto nel Milanese, che non perdonavano: alla minima esitazione, partiva un’orchestra di clacson da stordire un dinosauro.
  3.  La stanchezza e l’alienazione che i lunghi viaggi portano con sé.
  4. Il maltempo. Ti ricordo che ho viaggiato a bordo di un’ape, quindi di un mezzo aperto e a tre ruote. Il vento sa sferzarti a dovere sugli Appennini e con la pioggia forte rischi come minimo un aquaplaning e, nel peggiore dei casi, il cappottamento.
  5. L’ansia. Quella c’è sempre se non sei un’esperta guidatrice e può davvero essere il freno maggiore.
maltempo donne in viaggio

Uno dei possibili ostacoli: il maltempo

Come ho superato paure immaginarie e ostacoli reali

  •  Corsie d’accelerazione, gallerie, curve a gomito e via dicendo: la soluzione si chiama semplicemente prudenza. Non esistono altri segreti. Cosa ho imparato: a far aspettare le persone. Mi sono infatti resa conto che a mettermi più paura erano le reazioni degli altri e non le mie presunte incapacità. Questo viaggio mi ha fatto capire che non muore nessuno se mi prendo i miei tempi, nemmeno quelli verdi in volto per la rabbia.
  • Uomini et similia: la risposta ideale? Il (finto) candore. A chi si avvicina con voglie subdole al mio calessino, rispondo che ha sbagliato distributore. Il tutto con un sorriso a 32 denti :)
  • Vocine interiori disturbanti. Una su tutte: “Non ce la farò”. In questo caso, se vuoi arrivare sana e salva a destinazione, il comportamento da tenere viene da sé. Me ne sono accorta ogni qualvolta ho dovuto affrontare una delle suddette fobie. Davanti ai tuoi mostri, o ti paralizzi o vai avanti. Felice di aver scelto la seconda opzione o che la stessa abbia scelto me.
  • Maltempo. Cosa fare? Fermati, possibilmente in un luogo tranquillo, a costo di annoiarti un po’ e scombussolare la tabella di marcia.
  • Stanchezza/alienazione: come sopra. Qui occorre una grande consapevolezza del proprio stato fisico. Sii saggia e non fare la “sborona”.
donne sull'ape calessino

Mi mancherai…

In buona sostanza, un viaggio on the road al femminile può insegnarti un sacco di cose. In primis, a non aver paura della tua femminilità e a non reputarla una debolezza. Se segui alcuni, fondamentali accorgimenti, sei al sicuro, che tu sia una bellona o di aspetto più modesto.

In secondo luogo, impari ad andare avanti nonostante l’ansia, che alla fine scopri alimentarsi da sola, soprattutto nell’immobilismo. A meno che tu non soffra di gravi attacchi di panico, parti e sta’ serena. Quando hai vincoli da seguire, le paure non dico che se ne vanno ma sicuramente si mettono da parte.

Infine, viaggiare da sole in condizioni non proprio confortevoli dà una bella botta di autostima al tuo ego ferito. Ti accorgerai, giorni dopo essere tornata, che non sei più identica a te stessa.

Insomma, se fai il primo passo verso nuove avventure, non puoi che ringraziare te stessa e renderti conto che a frenarci, nel 99% dei casi, siamo prima di tutto noi.

Fidati di me e fammi sapere se hai mai viaggiato in condizioni simili. Sono curiosissima! :)

roberta

4 Comments

  • the baG girl

    Questo era il post che avevo bisogno di leggere, a 2 giorni dalla mia avventura con TheGira ( che sarà ancora più lunga della tua, da Catania a Milano!)
    Quando me lo hanno proposto ho pensato “Sì, devo farlo!!” Solo dopo ho riflettuto sul fatto che
    A) non guido
    B) sono donna e da 8 anni ho sempre condiviso tutto con il mio fidanzato che mi ha dato tutta la sicurezza di cui avevo bisogno
    C)non sapevo bene a chi chiedere di venire con me.
    ma sapevo anche che non potevo e non dovevo rinunciare a questa avventura. Così, armata di coraggio e un po’ di follia, ho chiesto a mia sorella di accompagnarmi ( e in un secondo momento a un’amica blogger più grande di noi e con più esperienza alla guida perchè i miei non si fidavano a farci partire da sole!)
    E adesso, eccomi qui. A finire di riempire le valigie di vestiti e di ansie.
    Ma so che quando partirò, lo farò per me stessa. E so che quando tornerò sarò diversa. Anche grazie al tuo post! :)
    Grazie mille <3
    Al ritorno ti racconterò come è andata!
    Carla – The baG girl
    http://www.thebaggirl.it

    13 luglio 2016 at 17:33
    • Roberta Isceri

      Grandissima Carla! A questo punto, voglio leggere il tuo resoconto finale :-)! Ah: martedì prossimo faccio Torino-Siena. In calessino ovviamente 😉

      13 luglio 2016 at 20:01
  • Roberta

    Che bellissima avventura e brava per aver affrontato le tue paure! La mia paura più grande sono proprio i malintenzionati.. avverto troppo spesso gli sguardi viscidi degli uomini addosso in Italia quando son da sola ed è una cosa a cui non voglio abituarmi!

    10 giugno 2017 at 13:29
    • Roberta Isceri

      Ti capisco… Purtroppo bisogna armarsi di faccia di bronzo e indifferenza. Gli sguardi viscidi perdono potere quando lasciati cadere

      14 giugno 2017 at 10:37

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