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Creta on the road: il meraviglioso ovest

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Creta on the road: il meraviglioso ovest

Mitologica e saggia: questi sono i due aggettivi con cui voglio sintetizzare Creta, isola tanto grande quanto insondabile nell’arco di sole due settimane. Per questo mi occorrerà parlarne in più di un post e spero che la cosa possa servirti a costruire un itinerario bello e insolito come il mio.

pecore

Pecore e capre, simboli di Creta

4 luglio 2016: Bari – Hersonissos

Si parte da Bari Palese. Due aerei e un’automobile i miei mezzi, per via di un’offerta che mi costringe a fare scalo ad Atene per qualche ora. Arrivata nella capitale della Grecia, passeggio per il centro-centro della città ma il caldo è insopportabile e ho una gastrite che non so se attribuire alla mia solita ansia pre-viaggio (che sono strana te l’ho già detto in un articolo recente) o all’insalatona nazionale piena di pomodori, cipolle e cetrioli: un mix davvero letale per il mio stomaco.

Da Syntagma (il nome di questa fermata della metro suscita in me reminiscenze liceali) mi dirigo verso la Plaka, che a dire il vero mi delude un po’. Passeggiando per le vie di questo quartiere, scorgo l’acropoli illuminata da un sole troppo potente ma non riesco a goderne appieno, probabilmente per il mio fastidioso disturbo che, associato al caldo, assomiglia più a una punizione che ad altro. Sta di fatto che riesco a notare più i negozi che fanno assomigliare ogni città europea alle altre che i resti dell’antica civiltà greca.

Tornata all’aeroporto Elefthérios Venizélos, vengo invitata a sorpresa nell’aera lounge della Sky Express. Mi chiedo il perché di tanta gentilezza (mi offrono persino la cena) e, una volta a bordo del piccolo aereo a eliche, comincio a sospettarne i motivi. Sì, sono un po’ fobica quando volo… In realtà è una compagnia fantastica. L’unico lato buffo è che sono seduta al contrario: nel velivolo mignon ci sono infatti due sedili rivolti verso i passeggeri. Sedili non destinati alle hostess (ce n’è solo una)… Decollo quindi piegata in avanti e guardo per tutto il tempo un tizio grosso, una ragazzina esile e tutti coloro che puntano gli occhi su di me sorridendo ironici.

Sky Express

L’aereo Sky Express

Arrivata a Heraklion, noleggio la macchina che mi porterà in giro per 14 giorni e mi dirigo (è ormai sera avanzata) a Hersonissos, dove mi fermo presso Home Suites, appartamentino di paese privo di comfort particolari ma sommerso da bouganville. La mattina dopo, la signora mi offre un caffè greco che sorseggio in terrazza, cullata dal canto delle cicale, che mi accompagnerà per tutta la lunghezza di questo viaggio nel cuore del Mediterraneo.

5 luglio: Hersonisson-Kissamos

Sulla strada per Kissamos, mi fermo ad Agia Pelagia, dove mangio la mia prima pita souvlaki, spiedini di pollo avvolti in questo speciale pane piatto lievitato insieme a patatine fritte e verdure varie. Vado in riva al mare e scopro un paesino biancazzurro, con un ristorante qua e una chiesetta là, proprio come piace a me. Il turismo di massa pare non essere in grado di raggiungere questo luogo. Non ora. Le onde mi colpiscono all’improvviso mentre cammino sul molo, bagnando i miei pensieri un po’ agitati.

Agia Pelagia

Agia Pelagia

La sera sono a Kissamos. Qui alloggio per sole due notti da Secreto Studios, appartamento meraviglioso sito in una stradina lontana dal mare, che del resto nemmeno frequento in quella che considero la mia base verso il sud-ovest di Creta. Prima di cena, seguendo il consiglio della proprietaria, riprendo la macchina e dopo un quarto d’ora sono a Falassarna, una delle mie spiagge preferite per la sua ampiezza, per il vento che solleva i granelli di sabbia lanciandoli sadicamente contro i corpi ancora molli dei turisti e per il mare limpido e profondo. Sgrano gli occhi sul colore paglierino della sabbia, dei colli circostanti e degli ombrelloni, mai troppo colorati.

Voglio farmi scattare qualche foto al tramonto, ispirata da una donna che si sta facendo immortale dal compagno in una baietta di Falassarna. Ed è così che faccio amicizia con Nikos e Ntina (si pronuncia Dina), ufficiale della polizia lui, infermiera lei. Al bar della spiaggia offrono a me e a mio marito Francesco un caffè freddo e, intanto, mi raccontano di loro e della loro amata isola.

Nikos mi dice apertamente che non gli piacciono i turchi (l’eterno conflitto tra i due popoli sembra non terminare mai…) né tantomeno Tsipras, presidente sopravvalutato. A quanto pare, i politici greci si sono piegati alla Germania e, a quanto dicono Nikos e tanti altri, il partito di sinistra è più di destra della destra. Nikos è un appassionato: “La vita va goduta ogni giorno, perché potrebbe essere l’ultimo. Dobbiamo amare, mangiare, avere passione”. Parole semplici ma che fanno centro mentre, di fronte al mio caffè, osservo il sole tramontare sul mare di Falassarna. La mia impressione, in questa mia prima giornata, è di estrema ospitalità ovunque io mi giri. Un’ospitalità che in Italia sembriamo spesso esserci dimenticati.

Falassarna

Tramonto a Falassarna

Tornata a casa, cena in terrazza a base di formaggio fresco e insalata. I grilli, in sottofondo, mi fanno compagnia…

6 luglio: Elafonissi

Svegliarsi in un appartamento del genere è a dir poco magnifico. Il sole filtra dalle zanzariere e invita a uscire immediatamente. Decido di passare l’interna giornata a Elafonissi, famosa per la sua sabbia rosa  e il mare da urlo.
Arrivo alle 10.00 in punto, prima che la folla si impossessi della pur immensa spiaggia. Ho voglia di succhiare il midollo di questo paradiso terrestre!

La spiaggia è come divisa in due: una parte è occupata da una sorta di laguna, l’altra dal mare aperto. La fluorescenza dell’acqua, il madreperla delle dune, la luce: gli occhi hanno di che saziarsi di fronte a tanta munificenza divina. I gabbiani sopra la mia testa, il rumore dei cavi d’ormeggio che si tendono tirati dalle barche, la lingua greca: anche le orecchie trovano pace.

Nel momento in cui la spiaggia comincia a riempirsi, decido di passeggiare fino a una caletta sperduta. I pesci guizzano intorno alle mie caviglie.

Elafonissi

A Elafonissi

Elafonissi

Caletta a Elafonissi

Al ritorno faccio tappa a Polirìnia, borgo con in cima un’acropoli romana. Il luogo è selvaggio, pieno di kri kri (così si chiamano le particolari capre dell’isola), vestigia del passato e precipizi. Scarpino come un’ossessa fino in cima, scaricando così le mie energie in eccesso. La vista è dominata dal giallo selle sterpaglie che si infiltrano ovunque e l’olfatto dall’odore acre di latte di capra.

Polirinia

Polirinìa: in cima all’acropoli

La sera torno a casa distrutta e mi rifaccio con un paio di salsicce di maiale ai semi di finocchio. Sì perché a Creta, che vive da sempre di pastorizia, il pesce è quasi inesistente e i piatti tipici sono quasi sempre a base di carne.

Questa è una delle cose che scopro sul campo. Le altre te le racconto al prossimo post, portandoti a sud, tra i venti di Matala e i nudisti di Red Beach. Mi aspetterai? 😉

roberta

10 Comments

  • Lemurinviaggio

    Il tuo racconto è molto coinvolgente, ci piace tanto. Creta è una meta che abbiamo in mente da diverso tempo .. e prima o poi un bel viaggetto lo faremo (spero). Intanto aspettiamo di leggere anche il post del sud.

    25 luglio 2016 at 22:21
    • Roberta Isceri

      Grazie ancora! Ispirare viaggi è la mia missione 😉

      25 luglio 2016 at 22:37
  • L'OrsaNelCarro

    Solo un post e già il tuo tour si preannuncia come meraviglioso. Sono rimasta anche io sorpresa sulla questione cucina: davvero il pesce è completamente assente dalla tradizione gastronomica cretese?
    Hahahah non te la prendere ma sto ancora ridendo immaginando il tuo secondo volo! 😀
    Bellissimi scatti, aspetto i post successivi!
    Un saluto
    Daniela
    PS: Nikos si lamenta di Tsipras…e tu non potevi parlargli di Renzi?! 😀 😀

    25 luglio 2016 at 22:55
    • Roberta Isceri

      Eh Daniela… Poi si aprirebbero discorsi infiniti 😀 Il pesce non è del tutto assente ma quasi. Sconvolgente direi!

      25 luglio 2016 at 23:01
  • Roberta

    Che meraviglia! Attendo gli altri racconti. P.s non so se avrei avuto il coraggio di salire su quell’aereo.. 😀

    26 luglio 2016 at 15:20
  • Marco Lovisolo

    A leggere del vostro incontro con Nikos e Ntina, mi è venuto in mente Mediterraneo di Salvatores: “Italiani, Greci: mia faza, mia raza” ;o)) A parte gli scherzi, mi è piaciuto molto questo articolo. Non sono mai stato a Creta, ma a Cipro sì e sembra che le due isole si somiglino molto. Però se non vedo io non credo… ;o))

    23 agosto 2016 at 16:27
  • partyepartenze

    Creta è troppo spesso data per scontata e ci si dirige in altre isolette più glamour. In realtà credo che per conoscere la Grecia si debba partire proprio da Creta. Almeno, io ho fatto così ed è stato incredibile trovare le differenze con il resto dell’arcipelago.

    13 giugno 2017 at 21:36
    • Roberta Isceri

      Sono contenta che tu lo dica 😃 Ne sono convinta anch’io. Creta è storia, è natura, è mitologia. Spero che non venga mai invasa dal turismo di massa

      14 giugno 2017 at 10:36

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