Loading

Viaggiare: i classici 5 (che pizza…) errori da pecoroni

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Viaggiare: i classici 5 (che pizza…) errori da pecoroni

Oggi ho voglia di filosofeggiare, di partire da una domanda e approdare a qualche – spero – certezza: c’è qualcosa che NON bisogna fare in viaggio? Scrivo questo post un po’ arrabbiata dopo il mio ultimo pezzo su Creta, che mi ha fatto ripensare ad alcuni errori di fondo che mi auguro di non ripetere più.

  1. La prima cosa da non fare è: affidarsi al giudizio altrui. Come nella vita, così in viaggio. Mi spiego: dopo aver preparato meticolosamente il mio itinerario – lasciando sempre, com’è nel mio stile, parecchio margine all’improvvisazione – ho avuto la brillante idea di chiedere qua e là. A un certo punto mi sono ritrovata preda inerme di pareri contrastanti, che mi hanno gettata nei dubbi più amletici: “Dormi a Rethymno e non a Chania? Ma è un peccato mortale!”; “Vai a Sitia? Oh mio Dio, orrore!”; “Non puoi perderti Balos: DEVI andarci assolutamente”. E altre amenità.Premesso che fare domande è lecito, farne troppe può diventare un’esperienza spiazzante. Questa volta mi sono fatta fregare, aggiungendo qualche cosiddetto must al mio programma. Il risultato? Mi sono goduta meno di quanto avrei potuto i luoghi che avevo scelto. Qualche volta, i must di cui sopra non mi hanno nemmeno colpita al cuore. Ecco perché è importante scegliere di pancia, anche dopo aver consultato delle guide (e noi blogger, chiaro), a costo di sbagliare qualcosa. E qui veniamo al secondo errore:

  2. Abbattersi per delle scelte non proprio azzeccate. Hai presente il datato tormentone “No Alpitour? Ahi, ahi, ahi!”. Non esiste “ahi” nei miei viaggi, altrimenti li chiamerei vacanze. Le vacanze prevedono che tutto vada bene, che il mare abbia il colore dell’opale e che il divertimento raggiunga vette dimenticate nel corso dell’anno. Se sei un vero viaggiatore, invece, l’imprevisto non dovrebbe terrorizzarti, non solo perché tutto serve ma anche perché dietro alla bruttezza di un paese, di una campagna o di un albergo si nascondono spesso tesori che non abbiamo il coraggio di guardare. Qualche volta no, per carità.
  3. Il terzo errore è l’ASPETTATIVA: vuoi che vada tutto liscio, esigi di rispettare la tua tabella di marcia e prima di partire immagini due settimane così piene da raccontarle per generazioni intere. Questo è il modo migliore per passare delle giornate d’inferno. O – a seconda del carattere – per essere finto come i soldi del Monopoli. Freud docet.

  4. Il quarto errore – collegato al terzo – è: voler essere come gli altri. Ci hai fatto caso che stanno tutti partendo per l’Islanda (lo farò anch’io prima o poi). Lo fa uno, lo fanno tutti. “Non è vero, è il sogno di una vita!” – mi dirai. Sarà. Sta di fatto che sto vedendo in giro per il web tante copie di un unico viaggio. E non mi riferisco solo alle destinazioni ma ai modi: trova la tua originalità. Magari, sotto sotto, vorresti andare a Rimini ma non osi dirlo a te stesso. O magari litighi col tuo fidanzato per tutto il tempo del viaggio e ti senti una nullità dopo aver visto foto di coppie felici alle isole Lofoten. Ti sei mai chiesto se questo continuo paragonarti non ti metta un’ ansia tale da indurti a mandare tutto all’aria?
  5. Il quinto e ultimo errore – per ora – è: volere assaporare tutto fino a farti male. La filosofia, in sé, è pure giusta ma così rischi di rendere il tuo viaggio una macchietta. Vivi! Cammina per le strade permettendoti emozioni come la rabbia, la noia o la delusione. I viaggi sono come la vita: non puoi partire dall’Italia con il pensiero fisso di trovare un te stesso diverso, perché come bagaglio a mano è il tuo carattere intero che ti porti. E non che un viaggio non possa cambiarci… Ma lasciamolo dire al tempo.

    pecore creta

    Non essere un pecorone!

Insomma, quello che cerco di comunicarti è che non esiste il viaggio perfetto, se non sulle copertine dei giornali (e pure su qualche blog). Lascia perdere i sorrisi stampati, i panorami patinati e le atmosfere magggiche: se è l’autenticità che cerchi, sii come sei nella tua vita quotidiana e i tuoi viaggi ne beneficeranno.

Il mio motto è: nell’imperfezione, la perfezione.

Sei d’accordo o vorresti prendermi a randellate? Dimmelo per favore 🙂

roberta

22 Comments

  • Lucrezia & Stefano - In World's Shoes

    È verissima questa cosa dei pecoroni… Anche noi vorremmo vedere l’Islanda. Tantissimo!!!
    Però ci sono periodi in cui TUTTI vanno in un certo posto, ora è Islanda e Thailandia, un anno è stata Budapest, vedevo solo foto di quella città. Un’altra estate la Puglia, non si andava da nessun’altra parte. Per questo noi abbiamo scelto davvero Rimini e la Romagna questa estate Ahaha per sfatare il mito che sulla riviera si può fare solo “vacanza” e che non c’è nulla da vedere!!

    11 agosto 2016 at 21:57
    • Roberta Isceri

      Vi ho pensati infatti! Siete controcorrente 😁 Ma un giorno, non troppo lontano, Rimini tornerà di moda 😂

      11 agosto 2016 at 22:43
  • Serena

    Sono d’accordissimo con te! Aggiungo che il bello degli imprevisti è che creano ricordi di cui col passare del tempo si ride di gusto (a noi è capitato un hotel da incubo, il.materassino da campeggio bucato nel bel.mezzo del.nulla ecc) 🙂 Anche per quanto riguarda le mete e i consigli mi trovi d’accordo, ai sceglie una destinazione perché ne siamo attratti non perché è di moda. (A me nel dubbio però va bene sia Rimini sia l’Islanda, ogni luogo offre qualcosa di diverso 🙂 ) un saluto!

    11 agosto 2016 at 22:38
    • Roberta Isceri

      Ti immagini che noia un viaggio di cui parlare solo bene? 😁

      11 agosto 2016 at 22:42
  • Deianira Feneri

    Concordo su tutti e 5 i punti! 😀 personalmente adoro gli “on the road” un po’ all’avventura dove pianifico a grandi linee le tappe e poi mi lascio guidare “dalla pancia” come dici, scegliendo gli alloggi dove passerò la notte all’ultimo,nel posto che più mi ispira al momento. Questo come immagini porta anche a grandissimi imprevisti e a dormire in posti che rasentano l’orrore in quanto a stranezza o sporcizia ahah, ma il bello è proprio quello, quel particolare andato in maniera “alternativa” a come avevamo previsto, quella cosa che racconti e su cui ridi poi per anni.
    Ho imparato anche a non affidarmi troppo al giudizio altrui (ho sentito ad esempio amici scappare a gambe levate da posti visitati da me di persona e ritenuti a mio parere dei paradisi in terra…)
    È sempre meglio lasciarsi guidare dall’istinto e affidarsi al proprio gusto, al proprio sentire ed ai propri sogni…
    Soni perfettamente d’accordo anche sul non crearsi aspettative nella vita come in viaggio perché sono le peggiori nemiche del godersi ogni cosa appieno. E lo dice una che di aspettative cerca di non crearsene mai ma alla fine un po’ (a volte tanto) ci casca, e noto come sono sempre loro a rovinare l’umore inutilmente.
    Ci si dovrebbe solo mettere nell’ottica di prendere tutto come viene e godersi al 100% ogni secondo…
    Ed hai ragionissima anche sul non voler imitare nessuno e a non voler a tutti i costi fare sembrare perfetto una vita o un viaggio che non lo sono…ammettiamolo, quando mai qualcosa va in maniera perfetta? Dovremmo prenderci l’impegno di pubblicare anche facce incazzate, litigi, momenti di sconforto, posti che di bello anche scavando hanno poco o niente, e hotel da incubo in cui è meglio dormire vestiti e con i cuscini avvolti da sacchetti di plastica (tratto da esperienza personale,ahahah) ! 😀 sarebbe un mondo migliore 😀

    Un abbraccio!
    Deianira

    12 agosto 2016 at 0:03
    • Roberta Isceri

      Esatto Deianira (che bel nome che hai) 😂 Ti immagino come sarebbe più sincero Facebook se mettessimo video e foto mentre litighiamo in famiglia o ci svegliamo pentiti della metà? Su, sarebbe più divertente 😁

      12 agosto 2016 at 11:00
  • Stefania

    Io amo programmare tutto prima della partenza, in genere poi sul posto vario qualcosa se sono ispirata da situazioni, luoghi. Ho visitato l’Islanda lo scorso anno e le mie prossime mete spero non siano troppo scontate.

    12 agosto 2016 at 2:36
    • Roberta Isceri

      Ma no Stefania, non saranno scontate proprio perché ormai tutti vanno ovunque. Va bene programmare e chiedere consigli… L’importante è non farsi depistare 😊

      12 agosto 2016 at 10:57
  • Agnese - I'll B right back

    Ciao Roberta!
    Sono d’accordo con molte cose che dici, soprattutto perché, di natura, sono una persona così testarda che non capisco come si possa basare un proprio viaggio solo perché va di moda o perché gli altri te l’hanno caldamente consigliato! Io sono sempre ben lieta di accettare consigli e di leggere le opinioni degli altri, ma poi faccio di testa mia. E non è una questione di voler essere diversa per forza (cosa che non sopporto), ma semplicemente per ritagliare il viaggio a mia, e solo mia, misura! Se poi va male…fa niente, è un’avventura anche quella!
    Comunque non dirlo a me: in Australia ci volevo andare da quando avevo 7 anni (avevano regalato un mappamondo a mio fratello e io mi ero innamorata proprio di quel posto lì, in basso), e non sai che fastidio è stato andarci proprio quando è diventata una destinazione alla moda! Io che studiavo e leggevo aspetti della storia e della cultura, e tutti gli altri che erano lì solo perché faceva figo -.-”’
    Un abbraccio! 🙂

    12 agosto 2016 at 2:41
    • Roberta Isceri

      Ti capisco Agnese 😓 A parte che ora tutto va di moda… È impossibile andare in un luogo dove non si trovino turisti. Anche l’Amazzonia è turistica! L’importante è seguire il cuore e cercare i tempi e i modi migliori. Un abbraccio a te!

      12 agosto 2016 at 10:56
  • L'OrsaNelCarro

    Mannaggia, anche io sono vittima del voler vedere tutto 🙁
    Non riesco a fare a meno di stilare itinerari folli basandomi sull’altrettanto folle principio del: “questo posto domani sarà inghiottito dal mare come Atlantide”.
    Il risultato è che Orso è sempre meno contento di partire…mi devo dare una calmata. 😛
    Anche perchè puntualmente si presentano ritardi o stravolgimenti che mandano all’aria “Operazione Praga/Malta/Colmar ecc ecc”. Si… ho una mensola con i faldoni di ogni viaggio con sù scritto proprio Operazione TreCime, Operazione Mercatini ecc…
    Dimmelo con sincerità ItaliaTERAPIA: sto messa male? 😀 😀
    PS: Non sapevo che si portasse l’Islanda!

    12 agosto 2016 at 10:47
  • Francesca

    Scegliere sempre di pancia, niente di più vero, per il resto io pecco ancora un pochino sull’ultimo punto ma sto cercando di trattenermi. A volte vorrei fare così tante cose che fatico a starmi dietro 😂

    12 agosto 2016 at 16:10
    • Roberta Isceri

      Beh, io sono ben lontana dalla perfezione (imperfetta, ovviamente) 😁

      12 agosto 2016 at 19:36
  • Silvia Demick

    Sono d’accordissimo con te! Sopratutto quando parli con qualcuno che è tornato da un viaggio in cui “tutto è stato bellissimo”. Allora mi chiedo spesso se forse sia colpa mia, perché quasi tutte le volte capita qualcosa che non era previsto! Per quanto riguarda la tua lista, lo sbaglio che faccio SEMPRE è il numero 3: mi aspetto che tutto vada liscio e quando non succede mi incavolo come una pecora, per rimanere in tema 😉

    12 agosto 2016 at 23:50
    • Roberta Isceri

      Eh Silvia… sfondi una porta aperta! 😀 Comunque dagli errori c’è sempre da imparare!

      13 agosto 2016 at 12:12
  • Cris

    Ooooooh: il punto 4! Finalmente qualcuno che lo dice. Un’abitudine sempre più frequente e sempre più irritante, a dimostrazione che – e di questo mi spiace ma ne sono convinta – si viaggi sempre più per ‘fare pagine’ che non per il gusto stesso del viaggio.

    15 agosto 2016 at 12:28
    • Roberta Isceri

      Ti riferisci all’Islanda o, in generale, al voler essere come gli altri? In entrambi i casi, non se ne può più!

      15 agosto 2016 at 19:38
      • Cris

        Ad entrambi – ora è l’Islanda, ieri era un’altra destinazione. Personalmente leggerei con maggior interesse articoli su New Orleans invece che su NY, sul deserto dell’Atacama invece che sulla solita tenda nel Sahara con stellata inclusa, sul Botswana invece che sui safari pieni di auto in Kenya, sui monaci in Tibet invece che su quelli Thailandesi, su di un on the road in Canada invece che sulla Route66. Ma non sono vacanze – ops, viaggi – gettonati, ahimè. E quel che è peggio è che al lettore viene fatta una testa tanta sulle solite 4, prevedibili mete (su cui magari si crea super aspettative) mentre altre non vengono prese in considerazione.

        15 agosto 2016 at 23:05
        • Roberta Isceri

          Ti do ragione alla follia! Hai citato mete meravigliose e ad alcune avevo già pensato (vedi il deserto di Atacama). Dovremmo fare un viaggio insieme 😉

          16 agosto 2016 at 18:35
  • Silvia

    Adoro questo post!! 🙂 Quanto è vero che spesso ci facciamo influenzare dalle mode, c’è stato il periodo in cui se non eri andato in Thailandia non eri nessuno, ahahahhah! Io cerco di scegliere sempre la mia meta di pancia, di solito parte tutto da una foto vista per caso e che mi emoziona.. ho visto un’immagine dell’abbazia di Sénanque e ho sentito battere forte il cuore.. l’anno dopo sono andata in Provenza!
    Devo lavorare invece sul voler che vada sempre tutto bene, qui ho ampi margini di miglioramento 🙂

    18 giugno 2017 at 18:32
    • Roberta Isceri

      Grazie Silvia! Caspita, adesso mi hai fatto venire curiosità sull’abazia! Comunque anche io funziono così: vedo un’immagine, me ne innamoro, tento di partire. Odio le mete di massa, non per una presa di posizione ma perché se in un dato momento ci vanno tutti, la cosa mi spira ben poco. Un bacione e a presto

      23 giugno 2017 at 13:23

LEAVE A COMMENT