Alla scoperta di un itinerario insolito nel cuore di Matera

Il grigio non mi è mai piaciuto tanto ma Matera può permettersi di indossarlo senza sembrare tetra. La neutralità di questo colore permette alla luce, quella naturale del giorno e quella artificiale della sera, di conferire alla città un’aura surreale.

Matera è uno dei luoghi più mistici che io conosca. Si viene a sommare, nella mia personale classifica, ad Assisi, alla greca Meteora, alla turca Santa Sofia e ai muezzin. La associo, forse con fantasia, alla mai visitata Betlemme.

Calatevi con me nella sua atmosfera e saprete dirmi.

piazza Vittorio Veneto Matera

Scorcio da piazza Vittorio Veneto

Matera: il mio modo di procedere

Quello che faccio di solito, quando visito un posto, è perdermi. Per questo non vi suggerisco quasi mai itinerari precisi. Del resto, Matera è ricca di segnaletica e, se proprio volete attenervi alle regole del “bravo turista”, non avete che da seguire le ridondanti indicazioni: “Itinerario turistico”.

Io preferisco lasciar scegliere ai miei piedi, fermandomi ogni volta che un dettaglio, un panorama o un monumento richiamano la mia attenzione.

Matera

I dettagli grigio-verdi della città

Il mio itinerario

Percorrere via Madonna delle Virtù significa avere un affaccio privilegiato su quell’abisso che è la gravina, vero e proprio canyon attraversato da un torrente (il torrente Gravina, appunto). Mi rendo conto che, pur essendo la scrittura il mio mezzo, non ho parole adeguate a descrivere tanta bellezza.

Case e monumenti fanno tutt’uno con la natura primordiale, dominata dalla roccia. La pietra, se ci pensate, è materia prima ed emana una saggezza millenaria: provate a osservarla da quassù e a chiedervi come sia possibile che, in un lontano passato, siano state costruite abitazioni in perfetto equilibrio con i sassi più aguzzi. Un tempo non troppo lontano, quando le grotte fungevano ancora da riparo per le persone, come per gli animali.

Il contadino lucano viveva, pur nella miseria, pur non avendo scarpe tecnologiche, in connubio con gli elementi naturali, arrampicandosi con la stessa agilità delle capre.

Matera via Madonna delle Virtù

Via Madonna delle Virtù. A sinistra si apre la gravina

È stato perdendomi nella contemplazione del panorama che ho notato un attraente ponticello in fondo alla gravina.

Per quanto io sia riflessiva, non riesco quasi mai a resistere alle tentazioni e, incurante del tempo e dell’ora, ho deciso di scendere la ripida scalinata – sapendo che, al ritorno, si sarebbe trasformata in una salita – e dedicarmi a un’escursione in quello che ho scoperto chiamarsi parco della Murgia Materana.

Parco della Murgia Materana

Parco della Murgia Materana

Il Parco della Murgia Materana

Se decidete di seguire le mie orme, vi consiglio tre banalità da non sottovalutare: un cappellino – se c’è il sole -, una bottiglietta d’acqua e delle scarpe molto comode.

Il parco è meraviglioso, un Eden che si apre all’improvviso al di sotto dei percorsi più battuti dai turisti: ho camminato tra fiori gialli, farfalle e maggiolini, e scavalcato sassi che parevano disegnati da fumettisti.

Maggiolino rosso

Maggiolino rosso

Dopo qualche centinaio di metri, vi troverete davanti il ponte sospeso, scopo della mia discesa nel parco. 35 traballanti metri da percorrere con risatine isteriche – per quanto mi riguarda, almeno – apprezzando una delle ultime novità della città lucana, futura capitale della cultura.

Sarò una bambina ma io riesco ancora ad emozionarmi davanti a queste cose!

Roberta Isceri Italiaterapia

Io che rido come una matta

Come ho detto poco sopra e in altri post, è molto difficile che io mi fermi una volta ottenuto lo scopo. Dato che ho voluto la bicicletta – mi sono detta – tanto vale continuare a pedalare e raggiungere così il belvedere di Murgia Timone. Insomma, la salita vera e propria.

Nonostante i cartelli di Porta Pistola – il punto da cui sono partita – avvertano della difficoltà del percorso, posso assicurarvi che è alla portata di tutti. Di tutti quelli minimamente allenati, intendo. Io non lo sono e infatti, ogni tanto, ho dovuto fermarmi a picco sul vuoto per riprendere fiato.

Di pericoloso, in effetti, c’è la possibilità di cadere di sotto, visto che il sentiero che porta al belvedere si fa sempre più ripido e stretto.

belvedere di Murgia Timone

Verso il belvedere di Murgia Timone

Domanda: secondo voi ne è valsa la pena?

Belvedere di Murgia Timone

Belvedere di Murgia Timone

Una volta arrivati, ci si trova di fronte a uno degli spettacoli naturali più ammalianti. Sembra di calpestare il suolo lunare, di essere a due passi dal Paradiso. E ho seguito solo uno dei tanti itinerari! In verità, si possono fare passeggiate tematiche, per scoprire la flora, la fauna, le grotte, le chiese rupestri e quanto di più incredibile offra questo angolo di Basilicata.

A proposito di fauna, ho potuto osservare da lontano un cinghiale che, nonostante la stazza, se la dava a gambe – anzi, a zampe – con un’agilità incredibile. Mai vista tanta misantropia.

Il misticismo di Matera

Al mio ritorno – la “passeggiata” è durata circa un’ora e mezza – mi sono fermata nella splendida chiesa di San Pietro Caveoso.

San Pietro Caveoso

San Pietro Caveoso

Religiosi o meno che siate, fate una capatina in questa chiesa, punto nodale dell’itinerario mistico che vi sto proponendo: il suo interno è sfarzosamente semplice ed è facile raccogliersi in meditazione sulle sue panche di legno, circondati da statue che nulla hanno dei volti spaventosi che spesso i santi assumono nei luoghi di culto.

Il profumo d’incenso, il freddo della sera e il silenzio che, dietro alle voci dei turisti, si può assaporare. E poi le luci dei lampioni, sapientemente calde, che danno a Matera l’aspetto di un eterno presepe. Tutto questo può essere una città che spero non diventi mai meta di massa, pena la rovina del suo aspetto di magnificente eremo.

Per questo vi consiglio di vistarla fuori stagione: non in estate, non a Natale – per quanto sia suggestivo il presepe vivente – né a Pasqua, quando viene messa in scena la Via Crucis. Settembre è il mese ideale, ancora lontano dai climi più rigidi e dalle invasioni barbariche.

Matera

Le prime luci della sera

Qual è il vostro luogo mistico?

 

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8 Responses

  1. L'OrsaNelCarro

    Di veramente mistico c’è stato lo sbrocco di un tizio, mio compagno di sventura, nella nostra recentissima Pasquetta DISorganizzata in bus. Sul blog c’è il racconto se vuoi farti due risate.
    Devo assolutamente tornarci a Matera altrimenti “muoro” dannata, nel senso che se non ci torno per conto mio avrò per sempre un brutto ricordo legato ai Sassi e non sarebbe giusto.
    Diciamo che già il tuo post ha contribuito a mitigare la rabbia di quel giorno, và! 😀
    Ciao 😉

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    • Roberta Isceri

      Sì “orsa”, muori dannata se non ci torni 😀 Mannaggia, alle volte i compagni di viaggio rovinano tutto… Un ottimo motivo per tornare. Vado a leggere il tuo post!

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  2. Roberta

    Mi hai fatto venir voglia di tornare a Matera per scoprire questo parco… e il ponte!
    P.s. evviva i viaggi fuori stagione!!

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  3. Agnese - I'll B right back

    Matera è sicuramente una delle destinazioni che è ormai da qualche anno nella mia wishlist italiana. Pensa che anche io sono sempre stata convinta di doverla visitare fuori stagione, perché credo sia una destinazione da vivere in pace e in tranquillità, per assaporarla meglio. Ora che ci penso hai proprio ragione tu: è la meta perfetta per un piccolo viaggio mistico!
    Grazie per questo bell’articolo 🙂

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    • Roberta Isceri

      Grazie a te per averlo letto 🙂 Ah sì, puoi starne certa, a meno che tu non preferisca farti spazio tra mille teste e pance tra una chiesa rupestre e una gola…

      Reply

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