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Monopoli: di street photography e altre amenità pugliesi

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Monopoli: di street photography e altre amenità pugliesi

Una giornata a Monopoli, tra fotografia e chiese barocche

Monopoli si presenta così, come una cittadina di abbacinante bellezza: un campanile che sembra fatto di terra rossa, il mare celeste come quello dei Caraibi (o è quello dei Caraibi a essere come l’acqua di Puglia?) e, piazzate qua e là, gigantografie che ho scoperto per caso.

PhEST, festa internazionale della fotografia

Sono stata a Monopoli domenica 25 settembre e ho scoperto le foto d’autore di PhEST, festa internazionale della fotografia: fino al 30 ottobre sarà possibile esplorare la città secondo un itinerario artistico speciale. Nel post ve ne do un’assaggio e vediamo se vi convinco.

Phest Monopoli

Monopoli: foto sul mare

Non sono un’amante della fotografia. Mi spiego meglio (prima che sgraniate gli occhi e diciate: “Ma come, una blogger che non ama la fotografia?!”): le foto possono essere gelide, anche quelle d’autore. Ed è spesso in questa tipologia che mi imbatto, tutta tecnica e poca anima. E poi troppi fotografi o presunti tali in giro.

Di fronte alle immagini di Monopoli, però, mi sono incantata da subito, ed è questo che cerco in qualunque forma d’arte. Sono partita dalla muraglia di Cala Porta Vecchia, tappezzata dai lavori di Marieke van der Velden: A Monday in Kabul.

Marieke van der Velden

Foto di Marieke van der Velden

Marieke van der Velden

La moschea di Kabul – foto di Marieke van der Velden

Ecco la mia preferita: padre, madre e figlio che ti guardano dalla loro sala barocca. A colpirmi, tra gli altri dettagli, le sopracciglia disegnate della donna.

Marieke van der Velden

Foto di Marieke van der Velden

L’itinerario mi avrebbe (ripeto: avrebbe) poi portata all’interno del castello Carlo V, che espone fotografie di diversi autori ma che a quell’ora (erano circa le 15) era chiuso.

Pazienza.

castello Carlo V

Alle mie spalle, il castello Carlo V

Monopoli: il porto vecchio

Ho poi attraversato il suggestivo porto vecchio, godendomi i pescherecci colorati e le opere di Piero Martinello, I Gladiatori di Nettuno. Una serie di uomini dagli sguardi diretti e impenetrabili. Sono tutte in bianco e nero, caratteristica che esalta i tratti somatici, tra cui un naso grosso, sorta di stemma di famiglia.

Lasciate parlare le immagini e vedrete che l’incontro con loro sarà perturbante.

Foto di Pietro Martinello

Foto di Pietro Martinello

Foto di Pietro Martinello

Foto di Pietro Martinello

Il porto vecchio di Monopoli

Il porto vecchio di Monopoli

Per il resto, le fotografie sono disseminate tra le chiese di San Salvatore (chiusa), SS. Pietro e Paolo (chiusa) e San Giovanni (chiusa). Sì perché gli orari variano a seconda della sede espositiva e questa è l’unica cosa che rimprovero a Monopoli.

Monopoli: la sua punta di diamante

Detto ciò, mi sono goduta cielo terso, persone e monumenti, il che non è poco.

Monopoli

I panni stesi sono sempre un tocco di colore

monopoli

Una delle tante piazze di Monopoli

Spero che siate più fortunati di me, quanto a orari. Di certo fortunati sarete se mi darete retta riguardo a un luogo da non perdere per nulla al mondo: la concattedrale Maria Santissima della Madia.

Fermi là! Non provate ad allontanarvi, ché tanto lo so che a molti di voi le chiese non piacciono. Questa, però, scioglierebbe il cuore di qualunque ateo, di chiunque detesti l’ansia da prestazione da visitatore di chiese. Vi spiego…

Maria Santissima della Madia

Maria Santissima della Madia

Entrando, si assiste a uno degli spettacoli più colorati del Barocco pugliese: la chiesa è interamente rivestita di marmi policromi e, nella navata destra, potete ammirare dei bellissimi quadri, che ne raccontano la storia. Sono quattro, opera settecentesca di Michelangelo Signorile e mostrano la venuta a Monopoli dell’icona della Madonna.

In sintesi: il vescovo, nel 1100 circa, aveva bisogno di travi per completare un tempio. Ecco allora che interviene Mercurio, al quale appare in sogno Maria, che lo avverte della presenza di travi giunte nel porto. Insieme a queste, la famosa icona che oggi, bellissima, troneggia nell’apposita cappella al di sopra dell’altare.

Cappella della Madonna della Madia

Cappella della Madonna della Madia

La cosa eccezionale è che, grazie a due scalinate, potete salire dietro all’altare, godendo della pace e della luce surreali di questo magico luogo e osservando la chiesa “a volo d’uccello”. Un’esperienza unica, che intimidisce, tanto sembra dissacrante trovarsi così vicini alla divinità.

Tutto questo per dirvi: andate! Se potessi, stilerei una lista personalissima della mia top 100 e, in mezzo, ci sarebbe sicuramente la concattedrale di Monopoli.

Vi ho convinti? 🙂

 

 

 

roberta

6 Comments

  • L'OrsaNelCarro

    Una mostra fotografica così correrei anche io ad ammirarla! Come nel caso della nave scuola, ancora una volta la location si presta a meraviglia per eventi del genere. Mi piacciono molto gli edifici di tufo di Taranto (li ho visti anche nell’altro tuo post), il loro colore specchiato sul mare mi ricorda La Valletta.
    In merito alla chiesa ehm….di solito le evito perchè se ci entro prendo fuoco!! XD XD

    27 settembre 2016 at 17:27
    • Roberta Isceri

      Davvero? Perché odi la religione? Io mi scindo e godo dell’aspetto artistico. E nonostante il mio agnosticismo, mi lascio persino andare alla spiritualità del luogo 😀

      27 settembre 2016 at 19:22
  • Stefania

    Bella mostra. Mi piacerebbe visitare Monopoli e la Puglia, spero il prossimo anno!

    30 settembre 2016 at 12:52
    • Roberta Isceri

      Uh devi, Stefania! La Puglia è unica ma io consiglio di non andare in alta stagione. Monopoli poi… Esotica!

      30 settembre 2016 at 14:23
  • Tiziana - lavaligiainviaggio

    Pensa che mi sono persa! Foto bellissime. Rimpiangerò per il resto dei miei giorni di non essere stata a Monopoli proprio nei giorni della mostra. Peccato!

    5 novembre 2016 at 9:41
    • Roberta Isceri

      Ah mannaggia! Poi tu sei pure pugliese, giusto? :/

      8 novembre 2016 at 16:14

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