È passato un mese esatto dalla pubblicazione del mio post sulla condizione di moglie perennemente in viaggio. Una single sposata: ecco come mi sono definita. Sì, perché moglie in viaggio è riduttivo: in viaggio per lavoro? Per svago? Per amore? E poi quella cosa della single sposata definisce meglio una condizione che è prima di tutto psicologica.

La single sposata: aggiornamenti

Vuoi gli ultimi aggiornamenti, vero? E io ti accontento: dopo due, intensissime settimane a Taranto, trascorse sviscerando la città vecchia, scoprendo Monopoli e arrivando a Matera, è ora di tornare a Roma. Stato d’animo? Malinconico.

Come potrebbe essere altrimenti? Viaggiare fa anche questo effetto ed è inutile, se non controproducente, pensare di farlo da esaltati alla continua ricerca di divertimento.

Viaggiare significa separarsi ma anche – altra faccia della medaglia – ricongiungersi: ci si separa dalle persone, dai luoghi, dalle atmosfere, in direzione di altre abitudini, vecchie o nuove che siano. Nel mio caso vuol dire ritrovare un quartiere e una scuola appassionante, un colloquio e qualche amico, il rumore della moka al mattino e il raccoglimento aperto verso il mondo.

  Arrivederci Taranto. Lascio qui un pezzetto del mio cuore, pronta a riprendermelo tra due settimane…   Una foto pubblicata da Roberta -Italiaterapia (@italiaterapia) in data:

Viaggiare da sole: cosa significa per me

Sì, perché viaggiare è un movimento, un’onda che, allontanandosi, si avvicina e viceversa. E anche quando è imposto, è comunque un recidere i cordoni ombelicali, un trovarsi faccia a faccia con se stessi. È un fare a meno delle rassicuranti abitudini, imparando a darsene di nuove.

E allora, se anche tu ti trovi nella mia situazione, ti faccio un elenco di alcuni dei piaceri irrinunciabili, quelli che mi curano (chiamali vizi piuttosto ma non chiamarli mai coccole, parola che detesto). Insomma, il mio piccolo manuale di sopravvivenza per single sposate:

  • Leggere/studiare: come avrai capito, sono piuttosto accanita. Farlo la sera, prima di addormentarmi, e al mattino, con una tazzina di caffè fumante, è per me una delle gioie più grandi della vita.
  • Guardare (analizzare) film: per una laureata in cinema, è un vero e proprio massaggio al cervello.
  • Crearmi: hai capito bene. Anche questa è una passione.
  • Vagabondare per la città, godendomi l’autunno.
  • Scrivere. La mia cura migliore? Italiaterapia!

Ma anche: stare con le persone che amo, conoscerne di nuove, esplorare, inventare, cercare. E mettere radici, ché le radici si trovano proprio quando ci si perde.

E tu, ti ritrovi almeno un po’ nella mia stramba storia? Vuoi qualche consiglio su come affrontare partenze e distacchi? Scrivimi! 🙂

About The Author

Related Posts

8 Responses

  1. Lucilla

    Come sempre mi rivedo un po’ nei tuoi racconti. A dirla tutta non sono moglie e le lunghe separazioni non fanno per me. Però lo studio, i film, l’amore per il vagabondaggio e la scrittura, ecco quelli li riconosco. Non posso neanche fare a meno del caffè ad essere sincera. Sono talmente viziata che quando viaggio ho sempre con me la caffettiera! 😀

    Reply
    • Roberta Isceri

      Cara cicala(?), le lunghe separazioni non farebbero nemmeno per me. Ma – come si dice? – di necessità faccio virtù. Ci aspettano litri di caffè…

      Reply
  2. Deianira

    Finalmente un nuovo capitolo della tua serie 🙂
    Avevi ragione, questo capitolo è più malinconico, ci mostri un’altra faccia della medaglia, tra le emozioni ed il romanticismo, fatta di lunghe separazioni e momenti di solitudine…
    Viaggiare da soli è tosto, lo è ritrovarsi soli con sé stessi in generale. Quando ci si trova faccia a faccia con sè stessi si affronta TUTTO, si affronta una persona con la quale non sempre e non tutti hanno un ottimo rapporto, si affrontano emozioni che esplodono contrastanti, limiti e paure; si affronta però anche una sorta di lunga chiacchierata con noi stessi che ci porta a scoprirci davvero per quello che siamo, gusti, desideri, ritmi ed abitudini.
    Come dice Cicala, non penso che facciano nemmeno per me le lunghe separazioni e come tu giustamente sottolinei, non credo facciano nemmeno per te, come forse per nessuno, specialmente dopo aver scelto di condividere la vita con qualcuno che si ama.
    Fai però benissimo come ti ho già scritto ad affrontare questa cosa come fai, usandola come opportunità di scoperta, di te stessa e del mondo! Ci vuole forza e molta pazienza immagino per gestire tutto ed immagino che ci siano momenti in cui ci si sente più giù, in cui si sente di più la mancanza, in cui l’entusiasmo di una vita alternativa cali a favore di attimi di sconforto.
    Con l’allenamento e l’abitudine però si impara forse a gestire bene sia gli alti che i bassi, a consolarsi con piccoli vizi nei bassi e a godersi tutto al 1000 per 1000 negli alti, e nei tuoi post ci fai vedere entrambi gli aspetti…
    Quanto in genere durano i momenti di “solitudine” rispetto ai ricongiungimenti? Spero ci sia un equilibrio abbastanza buono tra i due 🙂

    Come ti dicevo, ti ammiro per come affronti qualcosa di comunque non semplice e mi affascina sempre la tua storia, nel bene e nel male, nelle gioie e nei “dolori”, mi sembra sempre fatta di emozioni intense, che (prendiamola con filosofia) di certo non ti mancano…

    Baci!
    Deya

    Reply
    • Roberta Isceri

      Le tue sono le classiche risposte che ogni essere umano che scrive vorrebbe ricevere: approfondite, incoraggianti e delicate ? Sono contenta che tu veda le mie risorse in base ai post che leggi e confermo tutto ciò che hai detto riguardo alle difficoltà date dallo stare con se stessi: dal dormire nel lettone vuoto al sentimento di vuoto (stare da sole questo vuol dire); dal desiderio di condividere ai problemi che inevitabilmente nascono. Ma tutto ha due facce e la distanza, se ben gestita, arricchisce…

      Reply
  3. Elisa e Dintorni Blog

    Sono moglie e madre e non sono molto ragazza da lunghe separazioni, e da separazioni in generale. Però mi ritrovo parecchio negli altri punti che hai elencato: dal caffè immancabile al mattino accompagnato da una lettura, le.passeggiate, la scrittura nei momenti d’ispirazione, ovunque io sia, fino alla lettura serale ☺

    Reply
  4. Roberta

    Mi piace l’idea di “crearsi”. Anzi, credo sia una delle principali opportunità che abbiamo in questi casi. Inutile dirti che i post su questo tema mi piacciono moltissimo 🙂

    Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published.