Recensione di “La vita non è facile, e allora? Lettere di un genio forte e curioso”

Cara Marie Curie,

mi sento un po’ in imbarazzo a scriverti questa lettera. Prima di tutto perché sei pur sempre un – doppio! – premio Nobel… E poi le tue lettere appassionate: non ti nascondo che ho provato un po’ di rabbia.

Ma partiamo dall’inizio.

Chi era Marie Curie

Ho letto, sotto il titolo di “La vita non è facile, e allora? Lettere di un genio forte e curioso”, alcune tue missive e pezzi del tuo diario segreto. Spero che, dall’aldilà, tu non ti senta violata.

Sarà che sei conosciuta da sempre come la scopritrice del radio e del polonio, sarà che la tua figura austera mi riporta agli anni della scola, ma io proprio non me lo aspettavo: non mi aspettavo che una persona del tuo calibro potesse tentare di strappare un uomo a sua moglie.

Marie Curie.La vita non è facile, e allora? Lettere di un genio forte e curioso

Marie Curie. La vita non è facile, e allora? Lettere di un genio forte e curioso

Marie Curie, Marie Curie… Che dirti? Da donna accoppiata, non amo chi cerca di fare suo il compagno di altre e con i mezzi che hai usato tu: parlandogli male della moglie. Ma non ti condanno: capisco che l’amore sia cieco e che tu, vedova inconsolabile, avessi bisogno di una spalla sui cui piangere e di una mente totalmente in sintonia con la tua.

Mi chiedi se, per caso, io stia riducendo il tuo genio a un “fatterello” come questo. La mia risposta è no. Anzi, ti ringrazio perché i tuoi sfoghi denunciano l’umanità dietro al personaggio pubblico. Questa è una cosa di cui dovremmo sempre ricordarci: anche le menti brillanti inciampano. Da questo punto di vista, siamo tutti sotto lo stesso cielo.

E poi… Si fa un gran parlare di donne ma poche volte viene visto ciò che si nasconde dietro a una “condizione” – il proprio sesso – ammantato dalla leggenda. In quanti capiscono le sofferenze tutte al femminile che ci riguardano? Ebbene, i tuoi scritti dimostrano ancora una volta quanto soffrano per amore anche donne realizzate e di cultura, piene di dignità e forza da vendere.

Marie Curie insegnò alla Sorbona

Marie Curie insegnò alla Sorbona

I luoghi di Marie Curie

Da travel blogger, mi sono soffermata soprattutto sull’ambiente che ha contenuto la tua vita, quella Parigi accademica e un po’ antipatica che profuma di libri e dibattiti infiammati. Eppure mi chiedo cosa ti sia rimasto della tua Polonia, visto che cambiasti persino nome e cognome, da Maria Sklodowska a Marie Curie. Curie come il tuo francesissimo marito.

Avrei voluto capire qualcosa della Varsavia che vedesti da piccola, ma tutto quello che ho letto riguarda la bella capitale francese, rigida ed elegante, maschilista e impetuosa come la Senna.

Nonostante questa Parigi non esista più, sono sicura che tra i laboratori e i larghi boulevard, il tuo nome risuoni ancora… Del resto, sei sempre colei che ha detto:

La vita non è facile per nessuno, e allora? Bisogna perseverare e avere fiducia in se stessi. Dobbiamo credere di essere portati per qualcosa e che questo qualcosa vada raggiunto a ogni costo.

 

 

 

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2 Responses

  1. Bruna Athena

    Già, non c’è Varsavia ma solo Parigi. Curioso come a te abbia più colpito la sua relazione con Paul (ricordo bene?), mentre a me ha fatto più effetto la perdita di Pierre. Il bello delle letture simultanee è questo: vedere cosa ci piace e cosa no, cosa ci colpisce. Ne vengono fuori sempre cose molto interessanti! Grazie per aver letto e scritto assieme a me!

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