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Viaggio sui Monti Sibillini: le Marche da scoprire

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Viaggio sui Monti Sibillini: le Marche da scoprire

#RIPARTIdaiSibillini: a due mesi dal sisma, un tour per scoprire le bellezze del territorio

Finalmente trovo il tempo di raccontarvi il mio tour nelle Marche, dal quale non mi sono ancora pienamente ripresa. Mi riferisco alla situazione del mio stomaco, che nel giro di soli due giorni ha visto transitare i cibi più disparati. In questo post, vi guiderò passo passo tra i luoghi che ho visto, cosicché – se lo volete – possiate percorrere il medesimo itinerario.

Perché le Marche

#RIPARTIdaiSibillini (questo l’hashtag del tour) nasce dal desiderio di Luca Tombesi – in arte I Racconti dello Stomaco – di aiutare la sua regione a riprendersi dal punto di vista turistico dopo il terremoto. Dal 24 agosto in poi, infatti, si è registrato un forte calo delle presenze, che ha mandato in tilt produttori locali e strutture.

La parte avuta dai media nel seminare il terrore è stata rilevante e le persone hanno deciso – anche se comprensibilmente – di evitare del tutto la zona. Ecco quindi che entrano in gioco blogger e Instagramers che, armati di macchine fotografiche e pc, vogliono dire la loro sulla situazione. Ma adesso seguitemi, perché #RIPARTIdaiSibillini è stato uno dei miei blog tour più belli…

Sui Monti Sibillini: il mio itinerario

Alle 8.30 di mercoledì 12 ottobre salgo a bordo di un pullman Roma Marche Linee. Tre ore e quarantacinque minuti e sono a Porto San Giorgio. Andrea, uno degli organizzatori, mi viene a prendere e mi porta al Lago di San Ruffino, che include i Comuni di Amandola (FM) e Monte San Martino. Sullo sfondo, i Sibillini imbiancati dalla nevicata notturna.

Insieme a una parte dei blogger e Instagramers, ci fermiamo per pranzo all’Osteria del Lago, un casale che non avrebbe potuto trovarsi in luogo più idilliaco. E qui apro un’altra parentesi: nell’indicarvi i luoghi dove ho mangiato e dormito, faccio una promozione sfacciata e voluta. Agriturismi e ristoranti, infatti, oltre a essere oggettivamente di qualità, hanno aderito all’iniziativa, inserendosi in un circuito virtuoso.

lago di san ruffino

Il meraviglioso lago di San Ruffino

 

Cercare tartufi nel bosco

Adesso sì che sono pronta a cercare tartufi. Non che io ne sappia molto, ma mi affido a Marcello e alla sua Brina, un meticcio esperto. Questa è una di quelle esperienze che vi consiglio di fare almeno una volta nella vita: i ritmi sono slow, si sta letteralmente IN MEZZO alla natura e – cosa da non trascurare – si muove il corpo. Il tempo ci è amico, nonostante la quantità imbarazzante di fango.

A dire il vero, mi scopro un po’”cippa”: non poche volte devo chiedere aiuto per disincastrare le gambe dalla melma e per affrontare salite che altri sembrano percorrere agevolmente. In tutto ciò, la cosa strana è notare tanti  blogger e Instagramers che postano foto in mezzo al bosco. Una visione inusuale, no? A parte le mie difficoltà, godo pienamente del contatto con la natura, anche se qualche residuo da cittadina mi rimane quando Brina, la cagnetta bianca e marrone, cerca di farsi accarezzare imbrattata com’è di terra e io mi impaurisco tutta. 

Caccia di tartufi sibillini

A caccia di tartufi

Come vedete dalla foto, qualche piccolo tartufo sbuca fuori, anche se non potrò assaggiarne nessuno: altre prelibatezze mi attendono sul cammino… La camminata nel bosco mi rigenera. Ho sempre ammirato i personaggi come Marcello, perché credo che nella loro placidità risiedano molti segreti: non è da tutti uscire da casa quando è ancora buio e dedicarsi a un’attività solitaria come questa. Ecco perché il rapporto tra uomo e cane è particolarmente profondo. 

Vite alternative

Ma adesso è il “tea time“: la signora Giovanna, dell’Agriturismo La Querceta, ci fa trovare una bella tavola imbandita. Giovanna, originaria di Milano, si è trasferita da anni nelle Marche, dove trascorre la maggior parte dell’anno. Nonostante il suo accento smaccatamente lombardo, pare aver introiettato e fatta sua la bellezza del luogo.

La Querceta di Marnacchia

La Querceta di Marnacchia, frazione di Amandola

Manco a dirlo, è l’ora di visitare l’azienda agricola Amargi, dove ad attendermi ci sono – tra le altre cose – miele d’edera e succo di mela rosa (frutto diventato presidio Slow Food). Ad accoglierci, Chiara e Marco, giovane coppia veneta dalla storia particolare: laureati – in Scienze Politiche lei, in Filosofia lui -, dopo aver vissuto due anni in Bolivia, si sono trasferiti a Smerillo (FM), per dedicarsi all’apicoltura e alla produzione di oli essenziali, succhi, composte, polline e miele. L’azienda è anche B&B e la presenza del grande orto e di galline per le uova consente ai coniugi, vegetariani, l’autosufficienza. Alternativa di vita che, in un angolo remoto del mio cervello, tengo sempre presente…

miele

Il miele di edera è meravigliosamente buono

 

L’ora di cena

Il tempo scorre inesorabile: cammini nel bosco, assaggi i prodotti della natura e non ti accorgi che sono già trascorse tre-quattro ore. L’ora di cena arriva ed è il momento di risalire in macchina, in direzione di un posto che fa proprio al caso nostro: il bioagriturismo La Conca, sempre a Smerillo. Il caminetto acceso sembra messo lì apposta per noi (fuori fa un freddo da pelare e piove). Sembra di entrare nella cucina della nonna, complici i centrini, i mobili di legno e un’invitante cesta di bellissime mele appena raccolte, dell’antica varietà autoctona Mela Rosa dei Monti Sibillini.

Dovete sapere che, da qualche anno a questa parte, si stanno ricreando frutteti di questa varietà, che stava quasi per scomparire. A questo proposito, vi invito ad andare a “Saperi e Sapori della Mela Rosa”, che si terrà a Monte San Martino il 5 e il 6 novembre.

Qui alla Conca, la cena è un susseguirsi di leccornie: a prepararle è Mirela, cuoca di origine rumena che ha fatto di questo casale sui monti un luogo sperimentale ma senza eccessi. Il mio ideale.

A parte i classici ,come fiori di zucca fritti e agnello – preparati comunque in maniera innovativa -, ho modo di assaggiare gnocchetti frutti rossi e mirto! Giudicate voi.

la conca di smerillo

Gnocchetti frutti rossi e mirto

A pancia infinitamente piena, ci dirigiamo nuovamente a La Querceta, dove ci fermiamo per la notte, avvolti dal silenzio dei Monti Sibillini.

Non vedo l’ora che sia domani. E non vedo l’ora di raccontarvi la mia seconda giornata!

P.S.: Spostarsi sui Monti Sibillini, come avrete capito, è piuttosto semplice, almeno finché non nevica. Per quanto riguarda l’abbigliamento, se volete fare una gita fuori porta in questo periodo, vi consiglio di portare capi pesanti: il tempo è ballerino e si possono avvertire forti sbalzi di temperatura da un momento all’altro. Sembrano banalità ma il giorno in cui vi troverete sui monti con quella che pensavate essere una giacca pesante, vi accorgerete che non lo è affatto 😉

 

 

roberta

14 Comments

  • Lucilla

    Più che da scoprire direi, da gustare. Questo post genera fame! 😀

    18 ottobre 2016 at 17:41
  • Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Roberta, finalmente ho trovato il tempo per gustarmi questo post, desideravo farlo da oggi, appena ricevuto il tag.
    I motivi sono molteplici. Prima di tutto amo, amo, amo davvero questa zona, un luogo incantato d’Italia, che ho avuto spesso modo di visitare, seguendo itinerari sempre diversi ed ammalianti, come le leggende che aleggiano tra le cime.
    Secondo, perché sono così stanca e scazzata per il ruolo così massacrante che i media ricoprono nel lanciare allarmismi. L’importante è fare notizia, non condividere una verità. Se poi, per vendere, si calpesta il duro lavoro delle persone, chi se ne frega.
    E leggendo le storie di vita da te riportate, mi è salito ancor più sconforto, perché nemmeno i giornalisti devono avere libertà di distruggere il duro lavoro e le passioni di chi butta il sangue per promuovere una terra straordinaria.
    Seguirò con piacere anche la seconda giornata di tour, per rivivere con te i miei amati Sibillini.
    A presto,
    Claudia B.

    18 ottobre 2016 at 21:37
    • Roberta Isceri

      Non sai quanto sia contenta di contribuire, nel mio piccolo, a risollevare la zona… In effetti i media fanno più danni che altro. Con questo non si vuole certo minimizzare quanto successo ma, come ho scritto, le persone hanno cominciato ad avere una paura irrazionale nei confronti di tutta la zona e questo non ha senso. La seconda parte arriva presto 🙂

      19 ottobre 2016 at 14:04
  • L'OrsaNelCarro

    Roby che bel post dai sapori autunnali! Ce ne fossero di più di iniziative così!
    Il miele di edera non l’avevo mai sentito, dev’essere buonissimo! (detto da un’Orsa poi).
    Azz sono gnocchetti? A prima vista sembravano chicchi di melograno! Che bontà *_*
    Spero di cuore che quei luoghi si riprendano presto!

    18 ottobre 2016 at 21:49
    • Roberta Isceri

      Lo spero anch’io! In effetti, visto che sei un’orsa, dovresti assaggiare il miele d’edera: pensa che io non sono un’amante del miele, anzi… l’ho sempre aborrito. Gli unici che adoro sono questo e quello di castagno, perché hanno un retrogusto amaro. Comunque bisogna avere l’autunno inside per capirlo 😉

      19 ottobre 2016 at 14:03
  • elena

    Oh, eccomi. Finalmente anche io ho letto il tuo post! Sono stata nei Sibillini anni fa, ma nel versante umbro e ho sempre desiderato tornarci e vederne il lato marchigiano! dal tuo post sembra che sia ugualmente incantevole e soprattutto molto goloso! Complimenti per il tartufo, io non trovo neanche i funghi! Bene, non vedo l’ora sia sabato per fare la mia parte in questo splendido progetto per aiutare i Sibillini a ripartire! Aspetto la tua seconda parte intanto!!

    19 ottobre 2016 at 10:28
    • Roberta Isceri

      La mia seconda parte è in arrivo! E pensa che ne vorrei scrivere 10, di parti… Sono sicura che ti divertirai 🙂

      19 ottobre 2016 at 14:01
  • Marco

    Ho sempre adorato quella parte d’Italia compresa tra Umbria e Marche, per i posti, il cibo, le persone. Complimenti per l’iniziativa sia da parte vostra che degli esercenti che hanno aderito.
    P.S. So come ti sei sentita andando per tartufi. Qui in Piemonte è uno dei battesimi del fuoco. Certo, ci sono delle volte nel quali sprofondi nel fango fino alle caviglie e ti domandi cosa ci fai in quella situazione, ma è un’esperienza da provare (magari portandosi a casa i tartufi che hai trovato).

    19 ottobre 2016 at 12:12
    • Roberta Isceri

      Sì, esatto: portandoseli a casa 😀 Comunque hai ragione: la zona tra Marche e Umbria è meravigliosa e, paradossalmente, poco conosciuta…

      19 ottobre 2016 at 14:00
  • Lilly

    Credo proprio che prima o poi organizzerò anch’io un viaggio come il tuo. 😉
    Aspetto altri racconti.
    Buona giornata!

    19 ottobre 2016 at 12:31
    • Roberta Isceri

      Devi Liliana! Sicuramente è un modo diverso per vivere un luogo… Il secondo post a breve 😉

      19 ottobre 2016 at 13:59
  • Roberta

    Un’iniziativa meravigliosa alla scoperta di un territorio bellissimo, ricco di tradizioni, Oltre a farmi venire una fame esagerata, mi hai fatto immergere nell’atmosfera autunnale e nei ritmi lenti del luogo. Mi sembrava quasi di essere con voi a cercare tartufi e poi a deliziarmi con quelle prelibatezze 🙂

    20 ottobre 2016 at 12:42
    • Roberta Isceri

      Ho scritto questo articolo ieri, prima di cena. Mi credi che mi brontolava lo stomaco? 😀 Comunque sì, posti meravigliosi…

      20 ottobre 2016 at 15:40

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