Le lingue: conoscerle non è poi così scontato. In questo articolo semi-serio ti racconto la mia esperienza e i motivi per cui saper parlare “straniero” è un’ottima cosa

Oggi voglio parlarti della lingua. No, non quella strana protuberanza che tutti ci ritroviamo tra le fauci. Mi riferisco a quell’affascinante sistema di comunicazione che adottiamo in modo fluido quando è il nostro (e non sempre…) ma che, più spesso, è una barriera imbarazzante.

Ecco i disguidi incontro ai quali sono andata spesso (e non volentieri).

Do you speak English? Un petit pois, sì

londra

A Londra

1) Sei mai atterrato a Heathrow, Londra? Se sì, immagino quanto ti sia sentito galvanizzato, soprattutto all’idea di mettere alla prova il tuo inglese, magari solo scolastico.

Io, dopo i primi cinque minuti che mi hanno vista capelli al vento e bagaglio con stampata la bandiera britannica, mi sono trovata a mugugnare come se avessi una patata in bocca insieme all’addetto alle informazioni. L’arrogantello, alle prese con una Totò in gonnella, arrotava erre come se non ci fosse un domani, totalmente indifferente alle mie difficoltà.

2) Hai mai dovuto dare indicazioni mentre, totalmente alienato dal resto del mondo, venivi fermato da una coppia di anziani nordeuropei, ritrovandoti a cercare parole in inglese nella tua testa improvvisamente vuota? E tutto questo solo per dire: “Dovete andare dritti e poi girare a destra”? A me sì, nonostante non sia così una schiappa.

3) Ti è mai capitato di voler fare colpo su uno spagnolo (o su una spagnola) e di sembrare, più che una novella Penelope Cruz (o un novello Banderas), uno strano tizio con una dolorante afta alla bocca? No perché per dire “Hola, ¿cuál es tu nombre?” ci vuole un’aria minimamente vissuta…

Corsi di lingue e altre amenità

regent street

Regent Street

Non parliamo del francese o dell’arabo, del cinese o del portoghese. Sorvoliamo.

Comunque, se hai risposto sì ad almeno una delle mie domande, ti consiglio di fare ciò che ormai io faccio a cadenza regolare da anni: iscriverti a un corso di lingue, meglio ancora se un corso di lingue all’estero.

Partire per una vacanza studio è un sogno che io avevo sin dagli anni dell’adolescenza e che ho realizzato – udisci udisci si può dire? – a ben 32 anni. Della serie: non è mai troppo tardi.

Era il 2010 e decisi di partire prima per Cadice e poi per Valencia. Premetto che amo la Spagna e adoro lo spagnolo. Quindi pensai di prendere due piccioni con una fava: scegliere due località che mi ispirassero e approfittarne per imparare i rudimenti della lingua. Ché di parlare in inglese in pieno Mediterraneo a me non andava proprio.

Quelle due settimane le ricordo ancora con affetto: pensavo che non avrei imparato nulla e invece, dopo pochi giorni, mi sono ritrovata a masticare con una certa dimestichezza le frasi principali e qualche frase secondaria. Ammetto di essere arrossita di gioia quando una famiglia di argentini si è mostrata stupefatta dalle mie capacità di apprendimento.

valencia

A Valencia

Con l’inglese mi è andata altrettanto bene: spesso ho aiutato i miei genitori nella loro attività di ristoratori a continuo contatto con clienti stranieri e, ancora una volta, sentirmi fare dei complimenti (non di circostanza) è stato per me motivo d’orgoglio. Ma l’inglese l’ho affinato anche frequentando una scuola per due mesi a Portsmouth e abbottandomi ogni sera di film in lingua, con sottotitoli altrettanto in lingua insieme a quel melting pot di coinquilini che solo in Inghilterra…

Berkeley? Nei due meravigliosi mesi trascorsi nel nord della California, paradossalmente, ho parlato meno inglese che mai. Il perché è presto detto: la Silycon Valley è piena di ricercatori italiani e io, che ero lì per una borsa di studio, limitavo le mie competenze linguistiche alla lettura di libri e alla visione di film. Il che, comunque, aiuta.

Due anni fa, invece, un corso di inglese aziendale. Altra utilissima esperienza, che mi sarebbe stata ancora più utile se avessi potuto metterla in pratica in azienda. E invece, no lavoro in azienda, no impratichimento.

Viaggiare fa rima con comunicare

Insomma, quello che sto cercando di dirti è che conoscere le lingue, per me, è una delle cose più belle, anche perché è un modo perfetto per entrare a contatto con la cultura di un popolo: quante cose spiega una sola parola?

Anzi, a dire la verità vorrei ricominciare a studiare. Dici che a 38 anni posso fare un’altra vacanza studio?

 

12 Responses

  1. Lucilla

    Anche io voglio riprendere almeno a fare un po’ di conversazione, da Gennaio mi voglio proprio rimettere alla prova. Sono anni che non pratico con costanza e quello che rimane della già labile conoscenza di Inglese e Spagnolo ormai è più simile alla suddetta patata in bocca! 😀

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  2. cris

    Concordo Roberta! Anche per me le lingue straniere sono importantissime: sono una passione che ho fin da bambina (inglese l ho cominciato a 6 anni) e soprattutto mi hanno permesso di trovare lavoro in 3 stati diversi. Sai la rabbia che mi fanno quelli che ‘bhe ma l inglese lo parlano tutti dai”. Si, come no. Ora sto studiando la mia quinta lingua… e non vedo l ora di metterla in pratica!

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  3. Lilly

    hahahahha mi hai fatto morire con il tuo ” saper parlare “straniero”” 🙂
    Complimenti comunque!!

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  4. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    A parte che, a soli 38 anni, sei ancora in piena adolescenza, quindi puoi fare tutti i corsi che preferisci….
    Ho sorriso leggendo il post, perché tanto spesso capita di trovarsi in situazioni simili, penso siano parte stessa del viaggio. A volte affiorano nei miei ricordi facendomi gonfiare di affetto (perché ovviamente di orgoglio sarebbe impossibile).
    Salvo poi ricordare anche qualche complimento, qualche momento in cui veramente mi sono sentita posseduta dallo spirito della Zanichelli…smontati, però, dal fallimento su tutti i fronti subito in Irlanda. Peccato, lì non sono riuscita a capire una sillaba, nemmeno un suono.
    Molto bene in Inghilterra e Scozia, ma in Irlanda, nonostante ci tenessi un sacco…era come ascoltare una lingua aliena!!!!!
    Claudia B.

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    • Roberta Isceri

      Io amo la tua ironia! Pure nei commenti mi fai ridere ? Devo dire che amo anche il fatto che mi hai dato dell’adolescente: amore eterno per te ❤️ Ma tu quanti anni hai, scusa?

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  5. Valentina

    Ciao Roby, mi è sempre piaciuto imparare le lingue straniere ed a scuola ottenevo ottimi risultati con sforzi veramente minimi ma purtroppo non praticandole il mio buon livello di inglese e il mio medio spagnolo sono diventati entrambi abbastanza imbarazzanti…piano piano mi rimetterò in carreggiata perchè non c’è cosa più bella che poter comunicare con le persone anche se mi risulta veramente difficile essere costante… Un aneddoto divertente… qualche anno fa mi ferma a Largo di Santa Susanna una coppia di signori spagnoli…io tutta contenta di poter sfoggiare le mie doti di spagnolo rispondo che posso aiutarli e cosa mi chiedono…come si arriva all’Acqua Felix!!! Io neanche ne avevo mai sentito parlare ho scoperto poi che è un parco acquatico vicino Civitavecchia! Ma vaaaaaa vaaaaaa!!!

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    • Roberta Isceri

      Ecco, pure certi stranieri però 😀 Comunque io, di certo, devo rispolverare le lingue… Anche perché un anno fa ho abbandonato la sezione in inglese di Italiaterapia, che comunque mi teneva allenata. Per fortuna che non è mai troppo tardi ?

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