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Genova, la Gotham City della Liguria: itinerario tra vicoli antichi e sirene

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Genova, la Gotham City della Liguria: itinerario tra vicoli antichi e sirene

Genova: perché andarci? Cos’ha di speciale? E cosa fare se si ha a disposizione solo mezza giornata?

Genova: scoprirla vagando

Genova è una città dal fascino strano. La prima volta che l’ho vista, mi è parsa una sorta di Gotham City all’italiana. Avete presente la città di Batman? Ecco, tra i palazzi massicci, le cariatidi in stucco e un lungomare avveniristico, ho provato delle sensazioni che non saprei spiegare meglio se non definendole stranianti, e che hanno trovato conferma in questa mia seconda visita.

Genova è italianissima e allo stesso tempo straniera. L’architettura è un misto tra classicità ed estrema modernità e ogni due genovesi c’è il volto di un cingalese, di un ecuadoregno o di un cinese, quasi a sfidare le tue convenzioni sul concetto di italianità. Ho camminato tra i suoi vicoli, estremamente affascinata da questo melting pot, sebbene non sempre e non del tutto armonioso.

Sono partita da Palazzo San Giorgio, sede dell’autorità portuale. La facciata si erge dietro all’orrendo (e, pur se in modo perverso, affascinante) cavalcavia che attraversa la città, come un immenso quadro a cielo aperto. La parte che dà verso il mare è resa incredibile dal bronzo e dal turchese degli affreschi: San Giorgio a cavallo che uccide il drago e sei statue, che rappresentano altrettante figure storiche della Repubblica Marinara.

Tra vicoli, piazze e chiese del capoluogo ligure

Ma non voglio annoiarvi ulteriormente con descrizioni che risulterebbero solo una pallida ombra dell’originale. Girando dietro al palazzo, mi sono ritrovata di fronte a uno spettacolo altrettanto colorato: alcune bancarelle di fiori a ravvivare la già vivissima Piazza Raibetta.

piazza raibetta genova

Piazza Raibetta

È che a me Genova mette allegria. Sarà quel suo fascino non lineare o quell’aria sbarazzina che le città di porto possono vantare con convinzione… Sta di fatto che, tra uno scatto e l’altro, ho raggiunto senza nemmeno accorgermene la Cattedrale di San Lorenzo. Tutta a fasce bianche e nere, la chiesa si presenta all’esterno attraverso i suoi tre portali gotici e due leoni in pietra dall’aria un po’ triste. Provate a visitarne l’interno per riempire gli spazi bianchi lasciati dalle mie descrizioni. E, ovviamente, fatemi sapere.

cattedrale di san lorenzo genova

Uno dei due leoni in pietra

Se soffrite di agorafobia, invece, non andate in Piazza De Ferrari: potreste avere un attacco d’ansia per via della sua ampiezza. O, com’è successo a me, la Sindrome di Stendhal (nonostante non si tratti di un dipinto).

In Italia, infatti, non siamo abituati a piazze troppo larghe: a caratterizzarci sono più gli spazi raccolti e accoglienti come salotti. Io, di fronte al Palazzo della Nuova Borsa Valori e alla fontana sottostante, mi sono però sentita a casa. Ecco, forse è questo che adoro di Genova: la sua apparenza fortemente metropolitana e il senso di libertà che emana da ogni poro.

Piazza De Ferrari Genova

Piazza De Ferrari

Mi sono poi incamminata sotto ai portici di Via XX settembre: pavimenti in marmo, negozi di qua e facciate che si susseguono, l’una diversa dall’altra, di là. Questo è il “salotto buono” della città e collega la piazza di cui sopra alla stazione ferroviaria. Armatevi di un buon paio di scarpe, perché la passeggiata è molto lunga.

I portici di Via XX Settembre: la via dello shopping corre sotto agli archi a sesto acuto di Genova 😍

Una foto pubblicata da Roberta -Italiaterapia (@italiaterapia) in data:

Tornando indietro, sono passata di fronte a Piazza Garibaldi, con la grande statua a cavallo che la fa da padrona, e alla chiesetta di San Matteo, una delle più suggestive del capoluogo. Bambini che giocano a pallone in questo angolo totalmente medievale e un caffè speciale dove mi sono rifugiata per una tisana.

E poi, di nuovo, tra i vicoli sporchi del Porto Antico, tra prostitute e uomini signorili, negozi alla moda e un modernissimo palazzo che un tempo fu la Loggia dei Mercanti e che in questo momento ospita il Festival della Scienza.

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La chiesetta di San Matteo

porto-antico genova

Vicolo del Porto Antico

Tra i colori e il macello di vie principali e secondarie, giungo finalmente al porto, il più grande d’Italia. E si vede subito: non un “normale” lungomare ma una base spaziale per mastodontiche navi da crociera, yatch e un galeone creato appositamente per il film I Picari.

La parte realizzata da Renzo Piano si adatta perfettamente al luogo e, del resto, tutte quelle strutture, utili e meno utili, alleggeriscono la bruttezza del cavalcavia di cui sopra.

porto di genova

Una parte infinitesima de porto di Genova

Qui sorge l’acquario, il più grande d’Europa (la grandezza è la normale cifra di Genova, se non l’aveste capito), dove, alle 17.00 passate, mi sono infilata saltellando di gioia.

L’acquario di Genova

Lasciate ogni raziocino, o voi che entrate: questo è il regno del mare, della fantasia e delle esclamazioni di adulti (compresa me) e bambini.

Appena entrata, mi hanno colto di sorpresa la presentazione in 3 D su uno schermo gigante e una Casta Diva in versione acquatica che ha conferito un’incredibile tonalità emotiva ai primi passi nel mondo dei pesci.

La missione dell’acquario – così è scritto all’ingresso – è quella di “informare e sensibilizzare il pubblico sulla conservazione, la gestione e l’uso sostenibile degli ambienti acquatici, per promuovere comportamenti positivi e responsabili”. In effetti, all’esterno di tutte le vasche, cartellini che spiegano in pillole le peculiarità di quella specie e i rischi che corre.

Si comincia con la grotta delle murene: davvero brutte per me, con quella gola gonfia e la faccia tra lo stupido e il cattivo. Saluto il simpatico polpo e passo all’incredibile lamantino, con quel musetto buffo, sproporzionato rispetto al corpone. Il mio, di corpo, aderisce totalmente al vetro che ci separa, in attesa di trovarsi vis-à-vis con il simpatico mammifero.

[Piccola nota: per tutto il tempo, ho più o meno sei anni: corro tra una vasca e l’altra, parlo con gli animali e lancio gridolini, tanto che pure i bambini mi guardano esterrefatti. Tutto ciò mi induce a pensare che io abbia bisogno di una certa dose di contatto con la natura]

acquario di genova

Io e il mio amico lamantino

Leggo su una targhetta che, quando allatta, mamma lamantino assume una posizione simile a quella delle mamme umane: sembra proprio che abbracci il suo cucciolo! “Da questa caratteristica – continua la spiegazione – nasce la leggenda delle sirene, figure mitologiche metà donne e metà pesce”. Non mi riesce difficile crederlo, visto il modo in cui l’amico Fritz sta mangiando le sue foglie di insalata.

Mi congedo dal lamantino e gioco con Baffo, stupendo cucciolo di foca: come mi muovo, lui mi segue. Una delle esperienze più emozionanti degli ultimi tempi.

Dico ciao ciao con la manina a squali di tutti i tipi, a tanti adorabili pinguini e accarezzo qualche razza. Prima dell’altro giorno pensavo che fosse uno di quei vezzi da subacquei alternativi che si vedono nei documentari. E invece… toccare il loro dorso ruvido (mai la pancia!) non ha eguali: le razze sembrano goderne e anche se i biologi più scettici avessero altre spiegazioni a riguardo, a me piace pensare di essermi divertita insieme a loro.

razze

Io e le razze

E poi: pesci palla, pesci farfalla, pesci pagliaccio. Minimo comun denominatore: i colori sgargianti. E i delfini e le danzanti meduse. La verità è che sembra di trovarsi dentro a un cartone della Disney e che i vari Nemo, prima o poi, ti rivolgano la parola.

A fine percorso, entro nella serra tropicale, dove uccellini e farfalle mi volano intorno come se stessi camminando liberamente nella giungla. Meraviglioso, giuro. Non so voi ma io adoro entrambi. E adoro i bachi, che ho scorto dietro a una vetrina, pronti a schiudersi. Mi sono chiesta se anche io, prima o poi, tirerò fuori le ali.

farfalla

Una farfalla nella serra tropicale

E voi in quale posto siete tornati bambini? Fatemelo sapere con un commento :)

Se vuoi leggere altri miei articoli sulla Liguria, vai all’apposito link.

 

 

 

 

roberta

18 Comments

  • Roberta

    Non sono mai stata a Genova. Non so perchè, fino ad’ora, non mi attirava più di tanto. Devo dire che mi hai fatto ricredere! Conosco la sensazione di tornare bambini.. a me è capitato in mezzo ai tulipani in Olanda. Mi sembrava di essere nel paese delle meraviglie :)

    26 ottobre 2016 at 11:39
    • Roberta Isceri

      E ci credo Rob! I tulipani in Olanda mi mancano… Comunque Genova te la consiglio: per te potrebbe essere una bella avventura 😉

      26 ottobre 2016 at 15:55
  • Bruna Athena

    Sono stata a Genova due volte: la prima per l’acquario e la seconda per un giro di un giorno, con un nostro amico ligure che la conosce bene. Mi ha spesso stupita, non posso negarlo, perché ha tante particolarità. Tuttavia, e non so bene dire come mai, è una città che non mi prende. Quando ripenso a Genova, non provo quell’emozione né mi viene quella voglia di tornare da cui sono presa quando ricordo altri viaggi. A proposito, ma il leone di San Lorenzo non è dolcissimo???

    26 ottobre 2016 at 14:37
  • L'OrsaNelCarro

    Roby mi dovresti dare due “ripetizioni” di Genova mi sà! Ci sono stata per qualche giorno e devo ammettere che non mi ha fatto battere il cuore. Mi credi che gli unici autoctoni che ho incontrato erano alla reception dell’hotel?! Il resto solo nordafricani e sudamericani! Ho visitato il galeone dei pirati e anche lì al botteghino c’erano addetti stranieri 😀 😀
    Comunque io sono sempre per le seconde possibilità!

    26 ottobre 2016 at 16:26
    • Roberta Isceri

      Ahaha! Non avevo dubbi che fossi salita sul galeone 😀 Comunque Genova è per animi trasandati: non è detto che piaccia a tutti. Sicuramente una seconda visita serve sempre. Ma tu dove abiti? Sai che forse non te l’ho mai chiesto?

      26 ottobre 2016 at 16:36
      • L'OrsaNelCarro

        “Animi trasandati” mi piace!
        Mio padre ci ha fatto servizio per oltre 6 anni ad inizio carriera. Anche i suoi ricordi di Genova non sono bellissimi, forse è stato questo imprinting a influenzarmi, boh?
        Purtroppo abito là dove si è fermato Cristo!

        26 ottobre 2016 at 19:27
        • Roberta Isceri

          Beh, forse la Genova del tempo era pericolosetta e zozza a dir poco, come tutte le città di porto. Adesso è da rivalutare, anche grazie a tutti i lavori che sono stati fatti. Quindi sei di Eboli? Perché purtroppo?

          27 ottobre 2016 at 9:44
  • Lucrezia & Stefano - In World's Shoes

    Ma ci credi che sono stata a Genova in terzo liceo – ho visto solo l’Acquario – e non ho mai sentito l’esigenza di tornarci perché non pensavo fosse una bella città?
    Mi hai fatto davvero ricredere con questo articolo! Che colori, e che posticini tutti da scoprire!
    Grazie Rob!!!

    26 ottobre 2016 at 17:36
    • Roberta Isceri

      Due vagabondi come voi non possono non andare! Credimi, ne rimarrete positivamente colpiti :) Ciao Lu’!

      27 ottobre 2016 at 9:46
  • Partyepartenze

    Con un marito ligure… come posso non fermarmi a Genova in ogni occasione? Come si può non percorrere le infinite traettorie che lo rivedono giovane universitario in una città così colorata? Per quanto mi riguarda, mi godo il profumo dei forni, la brezza del mare e il caloroso saluto che sempre mi riserva sventolando le lenzuola stese ai balconi. E mi piace anche quell’aria di mistero che si vive nei carruggi, con quel fascino decadente e ambiguo. E’ sempre un piacere.

    26 ottobre 2016 at 18:15
    • Roberta Isceri

      Che bello! Anche io vorrei conoscerla più a fondo… Ci tornerò e andrò a zonzo per carruggi!

      27 ottobre 2016 at 9:45
  • Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Mi hai convinta! Tu dirai: “Oh Cla, che razza di commento è questo?”. E allora ti spiego.
    Noi a Genova siamo passati solo per imbarcarci su una nave da crociera, anni fa, per cui l’abbiamo solo marginalmente attraversata. Curiosa, nel corso degli anni, ho letto articoli e reportage sui vari settimanali-mensili-guide di viaggio…e a me Genova restava indifferente, ogni volta.
    Ora ho capito perché: non hanno saputo raccontarla, valorizzarla, presentarla. Tu si. E mi hai convinta. Quando capiterà l’occasione non perderò una visita della città. E mi sa anche dell’acquario, perché, nonostante le mie remore su questi che spesso mi sembrano luoghi di detenzione, in questo caso mi pare sia un centro vivo, in cui gli animali vengono protetti con amore ed interagiscono con l’uomo senza costrizioni.
    Grande Roberta, ottimo articolo, tanto di cappello 😉
    Claudia B.

    26 ottobre 2016 at 22:46
    • Roberta Isceri

      Ti dirò: anche io mi sono posta il problema dell’acquario come luogo di detenzione. Eppure la magia supera questo tipo di considerazioni. Non la magia sciocca, ma quella che ti aiuta a conoscere gli animali da vicino. Questo dovrebbe aiutare le persone ad avere comportamenti più responsabili, almeno spero. Se capiti da Genova, fammelo sapere!

      27 ottobre 2016 at 9:43
  • Bruna Athena

    Ma solo a me a Genova sono capitate cose molto singolare? Ahahah!

    27 ottobre 2016 at 13:12
  • Deianira

    Sono stata a Genova molti anni va per una visita all’acquario (in gita scolastica, bei tempi), ma poi mai più ritornata per un vero tour della città. Sono tra quelle persone che non sente una grande attrazione per Genova. O meglio, sentiva? Ha ragione Claudia, sei riuscita a presentarla in un modo curioso e accattivante che ti fa venire voglia di vedere dal vivo la sua aria da Gotham City, le sue piazzette, le sue diverse anime, le sue contraddizioni.
    La definizione “è per animi trasandati” è fantastica! 😀 E mi incuriosisce ancora di più…

    Sull’acquario anche io avrei delle perplessità, oggi come oggi non amo molto vedere animali rinchiusi, ma se il tutto è strutturato e gestito come luogo di conservazione e in qualche modo “istruttivo” forse l’eccezione ci sta. In ogni caso, mi ha fatto morire dal ridere pensarti mentre segui pesciolini e mammiferi su e giù per le vasche parlandoci e urlacchiando felice 😀 Diciamo che sarei potuta essere io ahahah 😀

    In bocca al lupo per domani!
    Baciiiiiiiiii
    Deia

    27 ottobre 2016 at 23:16
    • Roberta Isceri

      Grazie Deia (ti chiamo così)! Io ti consiglio una scorrazzata nell’acquario: mi farai sapere! :)

      28 ottobre 2016 at 20:49

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