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Donne (e uomini) che viaggiano da sole: 6 impagabili vantaggi

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Donne (e uomini) che viaggiano da sole: 6 impagabili vantaggi

Io viaggio da sola. Una frase ormai scontata, forse: sempre più numerose sono le ragazze e le donne che, con l’unica compagnia del loro zaino (o del trolley rosa confetto, poco cambia), partono alla volta di mete lontane. Oggi voglio parlarvi però di quella che, secondo me, è la vera dimensione del viaggiare da soli, uomini o donne che siate.

“Solitudine”: il vero valore di una parola che fa paura

Se il viaggio è metafora della vita, si suppone che chi ama partire in solitaria viva più o meno come un lupo della steppa. Non è così: stare da soli non significa rifuggire la compagnia ma selezionarla e selezionare i momenti in cui si ha voglia di scambiare quattro chiacchiere tra esseri appartenenti alla stessa specie.

Né viaggiare da soli coincide necessariamente con la classica immagine da copertina di Facebook: di solito è una lei, possibilmente molto giovane, che guarda l’orizzonte infuocato da un meraviglioso tramonto. Sì, l’immagine è molto romantica (e anche un po’ banale) ma semplifica il vero valore della solitudine, una parola che, almeno ad alcuni, fa orrore e che le immagini facebookiane in qualche modo addolciscono e massificano.

Una viaggiatrice solitaria fuori dagli schemi: Babushka, 89 anni

Una viaggiatrice solitaria fuori dagli schemi: Babushka, 89 anni

Come diceva il caro e vecchio Nietzsche

Ma io ho bisogno di solitudine, cioè di guarire, di tornare in me, di respirare un’aria libera, leggera, gioconda

Cito il filosofo tedesco per essere più credibile quando dico che per alcuni la solitudine è una vera panacea. Partire da soli non significa necessariamente ubbidire alle immagini da cartolina che la fanno da padrone ma ritagliarsi degli spazi quand’anche si fosse in coppia, in famiglia o in gruppo. Da non confondere con l’ora d’aria dei carcerati: non si tratta di scappare dallo stress da contatto troppo intimo ma di riattivare la propria capacità di essere felici osservando un panorama quando non si ha intorno nessuno.

Partire da soli: verità e bugie

Avete presente Into the Wild? Gran bel film, guastato però dalla frase (divenuta anch’essa un po’ troppo facebookiana) che, in qualche modo, ne racchiude tutto il senso: “Felicità è vera solo se condivisa”. Credo che sia uno dei motti più fraintesi della storia del cinema. Intanto perché il protagonista arriva a questa conclusione dopo un lunghissimo periodo vissuto nella più totale solitudine. Quindi, tu che te ne stai tutto il giorno con mamma, papà e fidanzato smettila di tediarci scrivendo status che fanno effetto.

Babushka 1927

Profilo Instagram di Babushka: https://www.instagram.com/p/BPiEKZ1DQN6/?taken-by=babushka_1927

In secondo luogo, estrapolare una frase da un intero contesto è un vero e proprio atto mutilante: sentita così, è una riflessione non solo banale ma anche discutibile. Io ho conosciuto picchi di felicità solitaria arrampicandomi sulle strade di San Francisco, passeggiando per Hyde Park (novella Mrs Dalloway) in compagnia degli uccellini e della mia macchina fotografica o bevendomi una Clara al bancone di un bar di Valencia.

A chi mi chiede se io sia stata molestata da manipoli di marpioni, rispondo: non più di tanto. Mi arrogo il diritto di dire una cosa: molto dipende dai messaggi che lanciamo. Una donna che viaggia da sola o che ama ritagliarsi momenti di solitudine in mezzo agli altri, raramente ha l’aria smarrita o della bambola da conquistare. Nulla ci protegge al 100% ma non indossare minigonne e tacchi vertiginosi al tavolino di un bar aiuta. So di avere appena detto una grande banalità ma negli anni ho imparato a non dare nulla, ma proprio nulla, per scontato.

Partire da soli ha, essenzialmente, un (quasi) indelebile effetto sull’autostima: siamo tutti assuefatti dalla quotidianità e prendere un aereo per andare in un posto sconosciuto rappresenta, qualche volta, una vera e propria botta di vita. Vero è che siamo in un’epoca in cui anche viaggiare è un’attività massificata. Non siamo più ai tempi del Grand Tour, quando a spostarsi erano solo i giovani dell’aristocrazia europea. Ma tant’è: oggi non esiste quasi più nulla di infattibile e pare che persino il bungee jumping sia stato provato da tutti tranne che da me.

Cigno ad Hyde Park

Cigno ad Hyde Park

Viaggiare da soli: 6 vantaggi

Partite da soli. Almeno una volta nella vita.  Anche per andare ad Ascoli Piceno. Non sono per le grandi cose (cosa è grande? Cosa non lo è?) ma per la grandezza potenziale di qualunque esperienza. Se, come me, amate starvene spesso per i fatti vostri, beccatevi qualche vantaggio del viaggiare da soli:

  1. Il silenzio. Avete presente quella impagabile sensazione che si prova una volta usciti da una stanza affollata, i cui rumori sentite sempre più lontani man mano che camminate? Questa immagine racchiude il senso che io do alla solitudine sana. Una volta stanchi della trasandatezza tipica degli orsi, potete sempre rientrare.
  2. La novità. Vedere luoghi nuovi (o vecchi ma con occhi diversi) è un valore aggiunto quando ci si trova faccia a faccia con se stessi. Non distratti da chiacchiere, talvolta inutili, possiamo davvero assaporare l’altrove.
  3. Le conoscenze selezionate. Lontani dai doveri quotidiani, imbattersi nell’altro diventa davvero un’avventura: mai, come quando si viaggia da soli, conoscere qualcuno è altrettanto fonte di gioia. Si è focalizzati sulle persone, le si ascolta di più e si sceglie se trascorrervi altro tempo nei giorni successivi.
  4. La conoscenza di sé. Avete mai notato che, quando si è da soli, escono fuori lati di noi a cui non avevamo fatto caso? Non solo pregi, ovviamente. Quando si affronta un’esperienza nuova, emergono risorse che, a mo’ di cani soporosi, se ne stavano accucciate da qualche parte.
  5. Odori, sapori e atmosfere potenziate. La solitudine fa anche quest’effetto
  6. Capacità di sognare. A me viaggiare da sola fa questo regalo: la prima fase serve a scaricare, a spurgare un po’ di scorie. L’anima, dopo, vola.

Detto questo, poi potete tornarvene tranquillamente in mezzo agli esseri umani. Del resto, ci sarete sempre, ovunque voi andiate.

E voi avete mai viaggiato da soli? Mi raccontate la vostra esperienza?

roberta

16 Comments

  • Marco L.

    Io ho mai viaggiato da solo? Hai voglia!
    Condivido pienamente tutti i punti, ma vorrei farne presente uno in particolare: viaggiare in solitaria, inevitabilmente ti “apre” agli altri. In una coppia o una famiglia si rimane un po’ chiusi all’interno della propria comfort-zone: sei con le persone che ami e immancabilmente ti interfacci con loro, in parte escludendo altri. Nel viaggio in solitaria, al contrario, sei quasi “obbligato” a prendere contatto con gli altri e istintivamente ti predisponi all’incontro. In giro per il mondo ho conosciuto gente conosciuto persone con le quali ho trovato un’immediata affinità, che invece non trovavo in altre che conoscevo da una vita. Non significa che un modo di viaggiare sia migliore dell’altro, semplicemente sono diversi e la cosa migliore sarebbe quella di integrarli.

    30 gennaio 2017 at 12:23
    • Roberta Isceri

      Esatto: una modalità non esclude l’altra… Per me è fantastico alternare. In effetti, quando sei solo, sei “costretto” ad aprirti agli altri. Ed è un’esperienza fantastica

      2 febbraio 2017 at 11:20
  • Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Io non ho mai viaggiato da sola, ma sempre con Dani, però ho letto con grande interesse il tuo post. E mi ci sono ritrovata per quel che riguarda la vita di tutti i giorni.
    Sai, quando si è ragazzi si ricerca la compagnia piena, grossa, tanta, ad ogni costo. Come se lo stare soli fosse una piaga. Ma con gli anni, impari che stare soli è un valore aggiunto. Anzi, per me una necessità, perché la gente, anche le amicizie o lo conoscenze, tendono a stressarmi.
    Riesco a sentirmi e capirmi, quando sono sola, riesco ad apprezzare cose che in un cumulo di chiacchiere non sentirei.
    Non è la solitudine a spaventarmi, ma lo stare in compagnia e sentirsi soli e non compresi, non ascoltati. Questo non mi piace. E per questo negli ultimi anni ho dato grossi tagli ad amicizie e conoscenze.
    Ho bisogno di poco ma vero e ho bisogno di me stessa.
    E poi, quando stai bene con te, stai davvero bene col mondo.
    Un bacio Roberta!
    Claudia B.

    30 gennaio 2017 at 12:39
    • Roberta Isceri

      Parole sante! Sentirsi soli in compagnia è quanto di più triste possa capitare… Se sai stare da solo, è fatta! Un bacione :*

      2 febbraio 2017 at 11:19
  • Roberta

    Purtroppo, mi rivedo nella frase di into the wild. I 6 vantaggi che hai elencato, in effetti, sono reali, ma preferisco comunque condividere la mia esperienza con qualcuno.
    Comunque c’è da dire che la soddisfazione che ti da un viaggio in solitaria (anche solo alla scoperta di una città non distante da casa), è davvero un toccasana per l’autostima :)

    30 gennaio 2017 at 13:24
    • Roberta Isceri

      Ma un’esperienza non esclude l’altra. Io viaggio quasi sempre in coppia e, forse proprio per questo, quando ho momenti di solitudine me li godo, anziché fuggirne terrorizzata… Sì, autostima a go go 😀

      2 febbraio 2017 at 11:18
  • L'OrsaNelCarro

    Anche io non mi sono mai lanciata con l’elastico e concordo assolutamente sui vantaggi che hai espresso.
    Paradossalmente viaggiavo da sola più da preadolescente (grandissima la fiducia di mammà) che adesso!

    30 gennaio 2017 at 14:59
    • Roberta Isceri

      Certe cose si perdono con l’età 😀 A parte gli scherzi… Si può sempre recuperare!

      2 febbraio 2017 at 11:17
  • Bruna Athena

    Ho viaggiato da sola solo per una volta; ho girato per Roma e in costiera amalfitana: m’è piaciuto tantissimo. Per carità, mi piace stare con Mr. S, ma sono proprio quel tipo di persona che ama stare per fatti suoi, passeggiare, pensare, stare in silenzio e fare solo quel che le frulla nella sua sola testa.

    30 gennaio 2017 at 16:44
  • Lemurinviaggio

    Solitudine o compagnia, dipende, l’importante è che sia una scelta e non una conseguenza. Nel nostro caso condividiamo questa, e tante altre esperienze insieme, avendo anche la fortuna di essere sulla stessa lunghezza d’onda e quindi viaggiamo molto volentieri insieme.
    Per il bunjee ci piacerebbe chiedere a Babushka se si aggrega a noi! 😀

    30 gennaio 2017 at 17:33
    • Roberta Isceri

      Il punto è: non solitudine O compagnia ma solitudine E compagnia. Amo l’alternanza e amo ricavarmi momenti di silenzio anche quando il viaggio è a due, anche se chiaramente è più difficile. Credo che Babushka si aggregherebbe molto volentieri 😀

      2 febbraio 2017 at 11:16
  • Francesca

    FINALMENTE! Dei tanti articoli che ho letto sull’argomento è la prima volta che posso dire di ritrovarmici completamente.

    Riguardo alla fatidica frase “Felicità è vera solo se condivisa” vorrei aggiungere che per me la felicità è sempre un’emozione solitaria, al di la dei “picchi da viaggio da soli” che sono poi il motivo per cui amo questo modo di spostarmi, anche nella vita di tutti i giorni, quando mi è capitato di essere felice ad esempio per un obbiettivo raggiunto o per un ti amo che aspettavo, il sentimento di grande gioia che mi esplodeva dentro era comunque solo e soltanto mio e incomprensibile a chi mi stava attorno.
    Forse sono troppo orsa io ma proprio non riesco a comprendere come la felicità possa dirsi vera solo se condivisa, come se le altre persone potessero capire le montagne che hai scalato o le difficoltà che hai dovuto superare, insomma non si parla di una risata o di un sorriso, la felicità vera ce la si deve guadagnare e si può fare solo da soli, le persone possono anche accompagnarti per un tratto e magari essere felici a loro volta per i loro motivi ma dubito che riescano a capire un tuo sentimento così profondo…

    In ogni caso complimenti per l’articolo, ora vado a spulciarmi il resto del blog 😉

    2 febbraio 2017 at 18:40
    • Roberta Isceri

      Cara Francesca, mi hai capita perfettamente e sono felice che tu abbia apprezzato il mio post. Sono d’accordo con te: la felicità è comunque una tua conquista personale e la solitudine, forse più per alcune persone che per altre, un momento prezioso da ripetere frequentemente. Lo svarione di quella frase famosa, per me, consiste proprio nella parola SOLO: felicità è vera SOLO se condivisa? No, mi dispiace ma trovo molto limitante dire una cosa del genere… Io sono stata felice in compagnia e felice da sola. Sono sicuramente due sentimenti diversi ma non per questo uno è peggio dell’altro. Anche io spulcio subito il tuo blog! :*

      3 febbraio 2017 at 17:21
  • Marina

    Ciao Roberta,
    ho letto con molto piacere il tuo post sul viaggiare da soli, sono appena tornata da un bellissimo weekend in solitaria a Belfast, è stato il mio 4° viaggio da sola, il secondo all’estero e ogni volta sono sempre più felice di fare questa scelta.
    Ho un marito meraviglioso con cui condivido la maggior parte dei viaggi da 10 anni, ma ogni tanto staccare da tutto e partire, avendo solo me stessa come compagnia mi fa bene, mi riporta a casa ricaricata e con il sorriso.
    E’ bello non dover stare dietro ai ritmi di nessuno, fare delle piccole cose spontanee imitando la gente del luogo (sabato scorso ad esempio mi sono fermata a mangiare in mezzo al St. George’s Market mentre un bravissimo ragazzo strimpellava la sua chitarra e allietava gratuitamente i presenti), cose semplici di cui magari non hai voglia di spiegare la motivazione per cui le fai, al tuo compagno di viaggio.
    E nonostante sia circondata ancora da una mentalità in cui per la maggior parte vede strana questa mia scelta di “evasione” temporanea (anche tra persone molto giovani!), sono sorpresa di vedere che le persone a me realmente vicine iniziano a comprendere questa mia esigenza. Non ho hobby o vizi se non quello di viaggiare, far capire che è una cosa normalissima è la mia sfida giornaliera, ma ci sto riuscendo e sono felicissima di vedere che molte altre ragazze si stanno avvicinando al mondo del solo-traveller, perché se si sta bene con se stesse, si sta bene con gli altri, anche in viagigo.

    Ciao e altri 100 di questi viaggi!!

    Marina

    1 aprile 2017 at 13:53
    • Roberta Isceri

      Ciao Marina, ma quanto mi fa piacere ricevere un messaggio di questo tipo! Hai ragione: è molto difficile far capire agli altri che, pur essendo sposate, si possono fare tante cose da sole. Non solo viaggiare: mangiare, andare al cinema, uscire, pensa un po’… Sono tutte un po’ rinchiuse dentro ai loro stereotipi, sempre a inseguire il modello di coppia perfetta. Troppo facile fare le cose da sole quando si è single. Nemmeno io ho vizi, a parte viaggiare e mangiare 😀 Grazie per essere passata: ho dato un’occhiata al tuo/vostro blog e mi piace un sacco!

      3 aprile 2017 at 19:07

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