Sydney: le 10 tappe obbligatorie di Italiaterapia, testate di persona e amate con tutta l’anima

Sydney è indubbiamente una delle città più belle del mondo. Te ne accorgi immediatamente, mentre l’aereo perde lentamente quota e nel campo visivo entrano fiordi, grattacieli e quei due simboli da cartolina che tutti conoscono: la Sydney Opera House e l’Harbour Bridge.

Ebbene sì, la single sposata (se non sai chi sia, leggi il mio articolo) si è fatta nientepopodimeno che venti ore di volo per raggiungere l’altra metà di Italiaterapia, che invece si muove in nave. La distanza, a volte, produce buoni frutti, e quindi eccomi qui a parlarvi di una metropoli che si trova dall’altra parte del mondo, di giorno scaldata dal sole e di sera illuminata dalla Croce del Sud.

Voglio indicarvi il mio speciale itinerario, fattibilissimo se avete una settimana a disposizione ma da sfrondare se i giorni sono di meno. Premetto che indicare solo 10 luoghi è alquanto riduttivo, ma tant’è: siete liberi di uscire dai percorsi segnati ogni volta che volete e tornare sulla retta via prima che i piedi facciano troppo male. Anche perché quel momento arriva presto per tutti, trattandosi di uno dei suoli più estesi del mondo.

Sydney: prima di tutto, dove alloggiare?

Tutto inizia da… Victoria Street. Airbnb alla mano, ho optato per un appartamento, illudendomi che, prima o poi, avrei cucinato qualcosa. Poco importa: questa soluzione è perfetta per Sydney, visto e considerato che gli alberghi lasciano un po’ a desiderare. Mi spiego: o optate per le grandi catene o dovete togliere almeno una stella agli hotel di qualunque parte della città. Il più delle volte vi capiteranno stanze ricoperte di zozza moquette (e io non sono certo una tipa schizzinosa). Victoria Street si trova nel quartiere di Potts Point, nella parte est della città. Confina con Kings Cross, distretto a dir poco movimentato: ho avuto modo di scoprire che i tanti locali che si dipanano lungo le sue vie sono a luci rosse e si riempiono, durante il weekend, di “simpatici” avventori. In realtà è tutto sotto controllo: la polizia è onnipresente e, da quello che ho potuto vedere con i miei occhi, l’unica cosa che rischiate è la visione di qualche ballerina un po’ osé che vi chiama con il suo ditino invitante a varcare la soglia. Victoria Street, per quanto letteralmente attaccata a Kings Cross, ha tutta un’altra allure: è una via piena di ostelli e case vittoriane, locali eleganti e take away di qualità. Che poi Kings Cross, diciamocela tutta, mi dà l’impressione di un quartiere-esca costruito a tavolino: niente a confronto con la Cristoforo Colombo o con la Salaria (e mi limito a Roma).

La “mia strada” è situata in una posizione strategica, soprattutto per chi, come me, ama girare a piedi. Se avete gambe forti e voglia di scoprire una metropoli senza altro mezzo di trasporto, allora cercate qui il vostro alloggio e Sydney non avrà più misteri per voi. O quasi.

E adesso passiamo ai 10 luoghi sine qua non, firmati Italiaterapia:

1. Il Royal Botanic Garden di Sydney

Potete cominciare da qui, da questo spazio di pura meraviglia, luminoso, immenso e… gratuito.

Sebbene in Australia si paghi tutto, e non poco, questo Eden metropolitano è alla portata di qualunque portafoglio. Sarà che sono abituata ai giardini botanici italiani ma la cosa mi ha alquanto stupita, soprattutto perché, nonostante la gratuità, in ettari ed ettari non ho visto una sola carta a terra.

The Royal Botanic Garden Sydney

Il meraviglioso giardino botanico di Sydney

La gente può calpestare i prati e lo fa con estremo rispetto. Non c’è una pianta vandalizzata né uno spiazzo sporco. Se a questo si aggiunge che è vietato bere e fumare per strada, il quadro è perfetto: nessuna cicca, niente puzza di fumo né pezzi di vetro. Pare che le persone riescano a divertirsi semplicemente, sedendosi a leggere o a prendere il sole. Il mio luogo ideale!

Il Royal Botanic Garden è speciale: si trova magnificamente conficcato tra i grattacieli del centro e la Circular Quay, il luogo più famoso della città, quello della Opera House, dove milioni di persone camminano o prendono un battello.

Ma la cosa più bella rimane, per me, il verso degli uccelli che vi si trovano. È proprio quando senti i loro canti che ti accorgi di essere dall’altra parte del mondo. Mentre ai richiami dei volatili nostrani siamo abituati, a Sydney siamo costretti ad aguzzare vista e udito, solleticando quel lato selvaggio che, nel 2017, risiede chissà dove dentro di noi.

uccelli Sydney

Uccello varipinto

Consiglio: all’interno del Giardino Botanico, dovete scattarvi almeno una foto sulla Mrs Mcquarie’s Chair, celeberrimo sedile ricavato nella roccia…

2. La Sydney Opera House

Beh, mi pare che su questo non possiamo che concordare tutti: il Luogo con la l maiuscola, a Sydney, è il suo meraviglioso teatro.

Vi svelo un segreto: prima di arrivare in Australia, non mi attirava l’idea di vedere quella che ormai pare più un’icona per turisti che altro. Eppure… Basta uscire dal Royal Botanic Garden in una giornata di sole per ricredersi immediatamente.

Esiste la possibilità di visitare (a pagamento) l’interno ma io mi sono “accontentata” della magnificente esteriorità. Percorrere i suoi scalini dà la sensazione di salire a bordo di una nave: il tetto a più vele, da lontano, sembra proprio solcare l’oceano!

Sydney Opera House

Sydney Opera House

In cima alla scala, mi sono goduta uno dei più bei panorami mai visti: quello sulla Circular Quay, dominata da immensi transatlantici, battelli a vapore, moderni catamarani e turisti che, all’interno di questo gigantesco quadro, appaiono formiche.

Circular Quay

Vista sulla Circular Quay

3. Il Queen Victoria Building

Chiamiamolo centro commerciale. Il primo giorno, dopo essermi uccisa i piedi tra il giardino botanico e la Sydney Opera House, ho deciso che non ne avevo abbastanza e ho proseguito verso Mcquaire Street, il cosiddetto business district della città.

Girovagando a casaccio, mi sono trovata di fronte a un enorme edificio in stile vittoriano, bellissimo: il Queen Victoria Building.

Queen Victoria Building

Il magnifico Queen Victoria Building

Mi dispiace definirlo centro commerciale, data la sua estrema eleganza: una volta entrata, mi sono trovata a passeggiare tra veri e propri quartieri di lusso, ognuno di un colore diverso. Negozi, cibi dall’aspetto esotico e un grande orologio, come quello delle stazioni di una volta.

Mi sono fermata qui per la pausa pranzo, perché non ho potuto resistere ai colori di un’invitante insalata. Meraviglioso.

4. La Chinatown di Sydney

Dovete sapere che Sydney, a primo impatto, sembra una città del Sud-Est Asiatico. Non mi aspettavo di vedere tanti occhi a mandorla, al punto che a stento ho riconosciuto qualche tratto autoctono. E non mi riferisco solo a Chinatown.

Persino il business district vede migliaia di asiatici camminare tra le sue vie: mi è stato detto, infatti, che a Sydney studiano i rampolli cinesi delle famiglie più abbienti.

Chinatown Sydney

L’ingresso di Chinatown

Ma torniamo a Chinatown: ho voluto con tutta me stessa fermarmi a mangiare in uno dei suoi tanti ristorantini, certa che la cucina cinese d’Australia, vista la prossimità con l’oriente, avesse poco a che vedere con la nostra. E ho avuto ragione: nonostante sia un luogo ad alta incidenza di turisti, Chinatown ha quel che di autentico che ancora stentiamo a trovare in Europa.

Chinatown Sydney

Bancarelle di Chinatown

Ho mangiato ottimi ravioli ripieni di maiale e anche comprato delle scarpe di qualità e non di deperibilissima e cancerogena plastica, mal tenuta da ago e filo.

Consiglio: di fronte all’uscita che dà su Hay Street, si trova Market City, shopping centre di proprietà cinese, ricco di articoli di diverse marche a prezzo ridotto.

5. Il Chinese Garden of Friendship

Ancora parchi. E che ci posso fare? Sydney è dominata dal verde e quello di cui sto per parlarvi è un Paradiso in piccolo. A due passi da Chinatown, si trova questo incantevole giardino: entrarvi ha un che di mistico. Donato dalla Cina all’Australia, è ricco di piante orientali e pagode.

Modellato sulla base dei giardini privati della dinastia Ming, offre ai visitatori l’opportunità di seguire un percorso quasi spirituale: ogni roccia ha il suo perché, spiegato su appositi cartelli, e la stessa cosa si può dire degli specchi d’acqua e delle strutture, sormontate dai grattacieli.

Il contrasto tra l’ambiente idilliaco e la modernità di Sydney non ha nulla di stridente e offre all’occhio uno spettacolo originale e rigenerante.

Ho pagato solo sei dollari ma credetemi: ne vale almeno il doppio. Al suo interno, tra l’altro, c’è una sala da the dove è possibile fermarsi a bere o anche a mangiare. Commovente.

6. Darling Harbour

Altro quartiere magnifico, il cui simbolo principale è il Darling Bridge, raggiungibile in pochi minuti da Chinatown. Una volta uscita dal Chinese Garden of Friendship, ho percorso la stupefacente Day Street. Non pensiate che io stia alterando i toni per abbellire quello che ho visto: Sydney mi ha davvero riempito occhi e cuore. Come si fa, del resto, a non rimanere imbambolati di fronte a luoghi in cui il verde è in perfetta armonia con il vetro dei grattacieli? Dove i palazzi avveniristici fanno da cornice contenitiva a zone tranquille e piene di australiani rilassati?

Day Street Sydney

Vista da Day Street

Consiglio: fermatevi in uno dei bar di Day Street e assaporate direttamente quello che sto dicendo.

7. The Rocks

Il quartiere storico, laddove un tempo approdarono coloni e carcerati. Conoscete tutti la storia dell’Australia, giusto? Allora sapete che la maggior parte dei locali discende da galeotti di vario tipo, arrivati qui dall’Inghilterra… Beh, pare che gli australiani non siano particolarmente orgogliosi del loro passato e, in qualche modo, tentino di occultarlo.

Il quartiere di The Rocks

Il quartiere di The Rocks

È solo a The Rocks che si può averne qualche testimonianza, sia per i mattoni antichi che la compongono che per alcune sculture che spiegano le origini di quella che oggi è una zona che pullula di bar, ristoranti e persone che vanno e vengono dalle navi di Circular Quay. Inoltre, il fine settimana vede mercatini di ogni tipo, grazie ai quali ho avuto modo di assaggiare una sorta di magnifico pancake giapponese. Un’altra volta mi sono fermata in un bar francese, a mangiare cheesecake al limone e ad accarezzare pappagallini colorati che rubano bustine di zucchero ai turisti. The Rocks è il tutto: qui trovate ogni possibile etnia, merci di ogni genere e visuali da mozzare il fiato.

Pappagallini australiani

Pappagallini

 

8. The Harbour Bridge

E qui arriviamo alla seconda grande icona, lo strabiliante ponte di ferro che collega il centro al nord della città. È possibile scalarlo, a prezzi vertiginosi e dotati di corde e moschettoni (avete capito bene). Io ho preferito percorrere i suoi 1149 metri a piedi. E che bellezza!

Harbour Bridge

L’Harbour Bridge

Da qui si vedono i punti principali di Sydney, tra cui l’onnipresente Opera House. Questo ponte è molto più bello dal vivo che in cartolina e fa da sfondo in qualunque angolo ci si trovi. Sotto di lui corre un ennesimo parco, che affaccia sull’Oceano Atlantico. Una volta attraversato, ci si ritrova a…

9. North Sydney

In teoria, si tratta di una zona periferica. In pratica, North Sydney è l’ennesimo quartiere bello, pulito, ordinato, verde e rilassante della città. Famoso per il suo luna park (quello con la faccia da maniaco, come lo ha definito lo scrittore Bill Bryson), offre una magnifica visuale sull’altra parte di Sydney, quella più turistica e vissuta.

luna park north sydney

L’ingresso del luna park

Da qui ho poi preso il catamarano per tornare indietro: i miei piedi non ce la facevano davvero più. E poi volete mettere l’esperienza di arrivare a Circular Quay dal mare? Avrei voluto vedere meglio North Sydney ma i tempi stringevano: mi aspettava un’ottima cena a base di noodles thailandesi e, il giorno dopo, la partenza per Melbourne.

10. Woolloomoolo Wharf

Un nome particolare, forse di ascendenza aborigena. Di certo si ricorda. Come pronunciarlo, non saprei. Io, all’italiana maniera, dicevo uollomollo e mi sono molto divertita (sì, sono una blogger dai facili entusiasmi). Si tratta di un quartiere chic, passato dalle sue funzioni industriali a quelle di accogliente “ricovero” per vip e turisti con qualche soldo in più. Qui vive Russel Crow e qui si viene spennati in uno dei tanti romantici ristoranti che seguono il pontile. Da qui, infine, si vedono le navi da guerra e si raggiunge il Royal Botanic Garden. Questo lungo molo è punteggiato da tante sculture di arte contemporanea, tra cui quelle di un canguro e di un cane che bevono il caffè (o il tè?). Devo dire che queste ultime due spiazzano e, qualche giorno dopo, capisci anche il perché: l’antropomorfizzazione del canguro non è a caso. Visti da vicino, i simpatici marsupiali ricordano davvero l’uomo: sarà il loro torso muscoloso o forse l’altezza. Insomma, ho capito che quella che appare a prima vista un’eccentricità ha, in fondo, un suo senso.

Un cane e un canguro che parlano amabilmente di fronte a una tazza di tè: solo in Australia Un post condiviso da Roberta – Italiaterapia (@italiaterapia) in data:

Ora mi chiederete: e le spiagge? Non hai fatto un po’ di mare/visto gli squali? Vi parlerò in seguito di questo simpatico aspetto. Per ora voglio lasciarvi uno stimolo: pensate a Sydney. Leggendo quanto scritto, cosa vi piacerebbe che io approfondissi? Avete delle curiosità? Sono qui per soddisfare tutti quanti 😀

Intanto vi saluto dal Royal Botanic Garden!

Cartoline da Sydney

Cartoline da Sydney

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9 Responses

  1. Roberta

    Ma che bella Sydney! Anche io vado sempre alla ricerca di parchi e orti botanici, quindi questo itinerario non può che entusiasmarmi. Il Chinese Garden of Friendship è una meraviglia <3

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    • Roberta Isceri

      Credimi Rob, lo conoscono in pochi ma non esagero se dico che questo parco val bene una visita a Sydney. L’alternativa è andare in Cina, credo 😉

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  2. inworldshoes

    Splendida, mi piace tantissimo!
    Vorrei scalare l’Harbour Bridge sinceramente, non so perché l’idea mi attira tanto nonostante io non vada poi così d’accordo con le altezze vertiginose!
    *_*

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  3. L'OrsaNelCarro

    Meraviglioso il Queen Victoria, adoro lo stile vittoriano e l’avrei fotografato da ogni angolazione. E cosa non è quello scorcio del Chinese Garden *_* Dal blu intenso del cielo vedo che non è caldo afoso, sembra il clima perfetto per gironzolare per parchi, giardini e quartieri uollomolli, vero? 😉
    Ma ho capito male o sei ancora lì? Buon proseguimento allora!

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    • Roberta Isceri

      No, non sono ancora lì ? Comunque il clima è tutt’altro che perfetto. Considera che il buco dell’ozono è sopra l’Australia, per cui i raggi solari arrivano belli diretti sulla pelle. E io mi sono ustionata con 22 gradi!

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  4. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Tutto, mi piace tutto, approfondisci tutto che poi io leggo (sono anche io una blogger di facili entusiasmi!).
    Quanto mi è piaciuto conoscere Sidney attraverso i tuoi dieci -esemplari- punti! Ho apprezzato ogni visita che hai fatto e come l’hai affrontata, per non parlare delle foto straordinarie. Okay, le avevo già viste sui social, ma abbinate alla storia del tuo viaggio, del tuo vissuto australiano, hanno una forza ancor più dirompente!
    Grande Robi, ora leggo il resto che sono rimasta indietro! Bacioni!
    Claudia B.

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