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4 luoghi da vedere in Australia: natura, squali e altre amenità

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

4 luoghi da vedere in Australia: natura, squali e altre amenità

Sperando di avervi stuzzicato con il mio articolo su Sydney, oggi voglio parlarvi di qualche luogo speciale nei dintorni della metropoli antipodiana e della questione-animali-selvaggi, che credo vi stia molto a cuore 😀

1. Featherdale Wildlife Park: incontro ravvicinato con canguri e koala

Per il momento, cominciamo dai più innocui: canguri e koala. Ebbene, non partite per Sydney convinti di vederne ad ogni angolo. In città potrete sì adocchiare uccelli meravigliosi e dai canti esotici; potrete pure scansare qualche brutto, inquietante ragno. Ma non aspettatevi incontri ravvicinati con gli animali più teneri del pianeta: purtroppo, se si hanno pochi giorni a disposizione, è preferibile un giardino zoologico, come il Featherdale Wildlife Park.

Si tratta di un luogo sulla cui eticità molti potranno obbiettare. Da parte mia posso dirvi di non essere un’amante degli zoo e che a infastidirmi, oltre alla chiusura degli animali entro recinti, c’è il fatto che i vari ospiti sembrano come in catalessi. Considerate, tra l’altro, che i koala e i canguri dormono molte ore al giorno e cominciano a mostrare segni di vita solo quando la calura si fa meno insopportabile. Interagire con loro diventa quasi un miracolo.

koala

Koala in catalessi

Ad ogni modo, il Featherdale Wildilife Park rimane indubbiamente una via privilegiata per conoscere la fauna locale, ma siate consapevoli che vi spilleranno un bel gruzzoletto, che dovete aggiungerne un altro qualora voleste accarezzare un koala e che questo accarezzare si limita alle zampe: pare che ai pelosi mammiferi dia parecchio fastidio farsi toccare la testa.

Anatre dal becco blu, dingo, volpi volanti(!), emù: non manca nessuno, a parte i due leocorni (va bene, me la potevo risparmiare). A stupirmi, però, sono stati i wallaby, piccoli marsupiali più simili a topi che a canguri. La cosa strana è che sembrano un po’ tristi e non si capisce se si tratti della loro espressione naturale o se invece sia lo zoo a far loro questo effetto.

wallaby

Io e il wallaby

I canguri, come vi dicevo nell’articolo precedente, sono impressionanti: hanno un che di umano, soprattutto nella parte del torso. Per quanto riguarda i koala, spettacolare vederli in cima agli eucalipti del parco, quando – dopo la loro consueta, lunghissima dormita – cominciano a masticare foglie con quel movimento mandibolare che fa venire una gran voglia di strizzarli a sé. Non so, stuzzicano l’istinto materno.

Se c’è un animale che ho detestato, invece, è proprio la volpe volante. Mi spiace per gli animal-fanatici ma io i pipistrelli non posso proprio vederli. Avranno pure il muso canino, avranno anche delle orecchie caruccie, ma quelle ali… Niente da fare: la loro cartilaginosità non fa per me.

Dopo una visita a questo parco e un discutibile pranzo a base di hamburger, è arrivata la volta delle Blue Mountains, di cui avevo sentito molto parlare.

Cosa vedere nei dintorni di Sydney: le Blue Mountains

Si tratta di una catena montuosa chiamata così per il colore che le conferisce l’evaporazione dell’olio dagli eucalipti. In particolare, non avendo troppo tempo a disposizione per fare un’escursione seria, ho optato per Echo Point. Per raggiungerlo, ho attraversato Katoomba, città dal fascino “western”.

Elegante, forse un po’ decaduta rispetto ai fasti del passato, incredibilmente linda e verdeggiante, come – a quanto pare – grandissima parte di paesi e città d’Australia. Avrei voluto fermarmi a bere qualcosa ma era tutto inspiegabilmente chiuso.

Una volta arrivata ad Echo Point, mi sono scapicollata verso il belvedere. L’aria che tirava era incredibilmente bella: il cielo terso, l’erba tinta del verde che solo nei disegni dei bambini. Questo mix di colori – scusate l’azzardo – mi ha riportato alla mente il mio viaggio in California. So che si tratta di due luoghi letteralmente agli antipodi ma c’è qualcosa che li accomuna. Ve lo dice una blogger estremamente sensibile alle atmosfere e un po’ meno alle nozioni da guida di viaggio.

Echo Point

Il belvedere di Echo Point

Insomma, arrivi al belvedere e cosa ti si para dinnanzi? Un panorama magnifico, immenso. Ma è solo quando scorgi le Tre Sorelle alla tua sinistra che l’esclamazione, da mentale, diventa suono vero e proprio. Tre speroni rocciosi alti più o meno trecento metri invitano gli avventori a percorrere un sentiero punteggiato da tronchi bianchissimi, che conducono a una serie di ripidissimi e sconcertanti scalini. Dove portano questi scalini? A un altrettanto sconcertante ponticello collegato a una delle tre sorellone. Posso giurarvi che c’erano turisti bloccati ai primi tre gradini.

Il panorama che questo percorso ti regala alla fine, però, vale tutta la paura e la fatica del mondo!

The Three Sisters

The Three Sisters

The Three Sisters

Io e il ponte della paura

Andandomene via, mi sono imbattuta in un cartello che indicava delle cascate. Sfortunatamente, ho preso la direzione sbagliata e, in groppa alla mia/nostra Holden affittata, sono arrivata di fronte a un piccolo corso d’acqua: quello di Leura. Felci a non finire e anatre abituate al contatto con gli uomini. Insomma, non avrò imboccato il sentiero giusto ma mi sono trovata ugualmente in un ambiente idilliaco.

Manly Beach

Altro luogo interessante è Manly, sobborgo di North Sydney famoso per la sua spiaggia riparata. Perché sono andata a Manly? Ma per fare il bagno, naturalmente! Perché non l’ho fatto? Perché diluviava, ecco perché. Mi sono quindi accontentata di una passeggiata per il centro, protetta dal mio impermeabile da turista scema nuovo di zecca, di quelli che sembrano sacchi della spazzatura.

Ho poi raggiunto il bel molo, dove attraccano traghetti e catamarani provenienti da e diretti prevalentemente a Sydney. Insomma, una bella località di mare, lievemente old fashion, finalmente piena di australiani veri, biondi, a piedi nudi e con il surf sottobraccio.

Manly

Manly sotto la pioggia

Manly Beach

Traghetto in arrivo

Bondi Beach

Infine, la celebre Bondi Beach, a 7 Km dal centro di Sydney. La spiaggia è oceanica e, più di tanto, non invita a bagnarsi. Non ha invitato me, almeno: il tempo era bruttino, le onde erano quello che erano e, in più, avevo paura delle temibili cubomeduse. Sarà stata la suggestione ma a me sembrava di averne vista una: nonostante fosse minuscola, la sua visione mi ha scoraggiata dal tentare l’impresa.

Bondi Beach

Bondi Beach: attigua alla spiaggia, una piscina naturale

Bondi Beach

Sei tanto bella Bondi ma io tra le tue acque non mi tuffo! Non oggi…

E gli squali? Pare che questi simpatici animali si trovino prevalentemente all’interno del porto di Sydney più che in mare aperto. Il perché non so dirvelo. Ho poi scoperto che i temerari australiani usano buttarsi in acqua aiutandosi preliminarmente con una app. Avete capito bene: Dorsal Shark Reports dovrebbe avvisarti in tempo reale, tramite il simbolo di una pinna, sulla distanza dei predatori dalle spiagge.

Io mi tranquillizzerei ben poco ma gli australiani sono fatti così: surfano nonostante sappiano che gli squali li inseguono perché scambiano le loro tavole per appetitose foche. Tanto ci pensano gli elicotteri che sorvolano i luoghi a rischio a lanciare l’allarme, dando così la possibilità ai natanti di darsela a gambe. Sempre che facciano in tempo.

Bondi Beach, comunque, non è particolarmente bella. Deve la sua fama al fatto di essere una sorta di paradiso per surfisti ma credo che in Australia ci sia di molto meglio. Per me è stata speciale grazie a un ristorante. Ma di questo – e di cibo in generale – vi parlerò in uno dei prossimi post. Sempre che vogliate eh 😉

roberta

5 Comments

  • cris

    Manly e Bondi le ho adorate. Gli animali li ho incontrati tutti in giro, compresi i wallaby, finchè un dingo non li ha fatti scappare… (anche io niente liocorni però! :DDD ) Purtroppo, invece, per le Blue Mountains non c’è stato tempo! 🙁 Sembrano fantastiche però!!!

    7 marzo 2017 at 16:16
  • Blueberry Stories

    Sto leggendo tutti i tuoi post sull’Australia, che occupa un posto speciale nel mio cuore. Vedere le foto di Sydney mi fa venire una voglia immensa di prendere il primo aereo e tornarci, per camminare in riva all’oceano e nei suoi parchi, nei suoi quartieri e sulle sue spiagge. Splendide le Blue Mountains con il sole: non ti dico come appaiono (o meglio, NON appaiono) con la nebbia e il gelo… ancora me lo sogno di notte, quel paesaggio surreale in cui non si vedeva assolutamente niente. Ma non possiamo controllare il tempo atmosferico, e anche questo fa parte del viaggio…

    10 marzo 2017 at 13:01
    • Roberta Isceri

      Grazie per il tuo apprezzamento! Le Blue Mountains con la nebbia mi ricordano il racconto di Bill Bryson, che trovò anche lui la nebbia (a quanto pare frequente da quelle parti). Affascinante però… Arrivano altri articoli comunque 😊

      12 marzo 2017 at 22:38
  • Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Roberta io sono a metà tra il piacevolmente stupito, in piena fase assorbimento notizie e momenti, e l’ilare andante! E dire che le uniche app supportate dal mio scarso smartphone, sono Whatsapp e Instagram. Come si vede che non sono bionda e cammino con le scarpe… Vorrei anche aprire una parentesi sui tuoi splendidi tentativi di balneazione, ma non vorrei che mi cacciassi via a pedate 😉
    Posso dire, al di là di tutto, che comunque non ti è andata affatto male? Guarda, non ti sarai tuffata tra squali, meduse e affini, ma hai visto posti mozzafiato, con un’atmosfera indimenticabile. Okay, Bondi Beach non ti avrà conquistata appieno, ma alla fine ti sei portata a casa un momento legato al cibo, nella tua esperienza in Australia.
    Sulla questione zoo e animali, è sempre difficile dare giudizi. Io la vedo come te, sono contro a tutto ciò che valuto come show per gli umani, costruito e a scarsa tutela delle specie. Odio il modo in cui ogni singolo movimento di quelle povere creature venga mercificato, seppure non avrei nulla in contrario a pagare, se fossi certa che il denaro viene utilizzato a loro beneficio. Non lo so Roberta, non è una questione facile da valutare e capire…io sto ancora stramazzando nell’ignoto, per quanto riguarda gli ospedali degli elefanti in Thai!
    Un bacione,
    Claudia B.

    13 marzo 2017 at 18:29
    • Roberta

      Non ci posso credere: ho visto il tuo commento solo ora :/ Mi piacciono troppo le tue risposte. Sei brillante e simpatica e non è da tutte (non so perché ma trovo poche donne veramente ironiche). Sì, i posti in effetti erano mozzafiato e pazienza per il bagno: onestamente posso pure farmelo in Italia. Comunque questa cosa della single sposata, come vedi, non è poi malaccio: facci un pensierino! Scherzo ovviamente 😀

      27 marzo 2017 at 11:06

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