Quando mi hanno invitata a trascorrere quattro giorni in Slovenia, mi sono detta: “A fare che?”. Ultimamente, è vero, ne avevo sentito parlare molto bene. Poi, però, ho lasciato cadere il tutto nel dimenticatoio, trasferendo le mie urgenze di viaggio altrove.

E così, dopo due ore e mezzo di pulmino, circondata da campi apparentemente aridi, mi sono apprestata a scoprire per la prima volta un paese tanto vicino quanto sconosciuto alla maggior parte degli italiani, compresa me.

Il primo, vero impatto è stato incredibile. Ma voglio arrivarci piano, indicandovi il mio itinerario, che spero possa servirvi da guida. Se lo seguite passo passo, vi assicuro un viaggio memorabile.

Primo giorno: Venezia – Bled

Due ore e mezzo di macchina, dicevo.

Una volta arrivati a Bled, ringrazierete il cielo di essere partiti. Questo comune della Slovenia nord-occidentale sorge su un lago tanto perfetto da sembrare artificiale. I suoi contorni netti avvolgono un isolotto da paese delle fiabe.

[Dove mangiare]

Arrivo a Bled all’ora di pranzo e mi fermo allo Jezeršek Bled Castle Restaurant. La posizione è magnifica: arroccato accanto al castello, affaccia romanticamente sul lago e, soprattutto, garantisce piatti di un certo spessore.
Un esempio su tutti: petto di pollo ripieno di pere, involto nella pancetta e servito su purè di patate dolci con cavoletti di Bruxelles fritti. Tante parole, sì, ma alla fine? Alla fine, occhi e stomaco deliziati.

Subito dopo pranzo, io e il mio gruppetto ci dirigiamo verso il Glamping Sava Hotel. Si tratta di un campeggio molto particolare. Glam, appunto: niente tende né tristi boungalow ma invitanti casette in legno circondate da boschi e montagne.

E qui interviene la mia “specializzazione”: posso assicurarvi che è uno dei luoghi più terapeutici che abbia mai visto. Per prima cosa, ognuna di queste casette nasconde sul retro una Jacuzzi. In secondo luogo, negli spazi comuni potete usufruire di una sauna e del solarium. Infine, ai clienti vengono proposti pacchetti su misura. Uno, in particolare, ha attirato la mia attenzione: quello erotico. Non chiedetemi di più.

Glamping Sava Hotel

Il glamping

Adesso mi aspetta un’esperienza magica: gita in barca verso l’isola di Bled. Idillio allo stato puro: il lago è trasparente e solcato da decine di anatre. La tranquillità che si respira, interrotta solo dal ritmico rumore dei remi, è assoluta. La temperatura è perfetta: mi basta una giacchetta aperta, nonostante il lago sia circondato dalle Alpi innevate.

Una volta sull’isola, vi consiglio di entrare nella bella chiesetta e suonare le campane. Ricordate però: bisogna tirare la fune tre volte.

[Merenda]

Tornata indietro, mi aspetta la famosa Bled cream cake per merenda. A prepararmela sono i pasticceri della catena SAVA Hotels, di cui fa parte anche il glamping.

Ragazzi, una bomba! Non so quante calorie si ingurgitino. So solo che quell’insieme segreto di panne e creme racchiuse in questo millefoglie richiede stomaco vuoto e papille pronte.

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La famosa Bled Cream Cake

[Cenare e dormire]

È ora di andare nel mio albergo: il Grand Hotel Toplice, quello dove Trump ha chiesto in sposa Melania (tanto per darvi un’idea…). Non poteva fare scelta migliore: il posto è a dir poco meraviglioso. Mobili antichi, vetrate che danno sul lago e una spa dove mi fiondo immediatamente.

La vera chicca dell’albergo, però, è il Julijana Restaurant, dove mi attende una cena gourmet a base di pesce. Una nota sui costi: vi sto parlando di luoghi indubbiamente eleganti ma i prezzi, rispetto all’Italia, sono più bassi.

Secondo giorno: da Radovljica a Pirano

Il secondo giorno inizia nella deliziosa Radovljica, cittadina medievale dall’aria pulita e dalle tradizioni intatte. Qui si trova il Museo dell’Apicoltura, molto ben tenuto e illuminante riguardo la vita delle api.

Se c’è una cosa che noterete in Slovenia sarà proprio la capacità di valorizzare qualunque cosa, proponendola con entusiasmo e grande cordialità ai viaggiatori. Questo, del resto, è il pregio dei paesi ancora non invasi dal turismo di massa: non danno nulla per scontato.

Radovljica

La chiesetta di Radovljica

Subito dopo, fate come me: andate da Gostilna Lectar, locanda dove si producono cuori di pan di miele. Naturalmente, mi metto anche io a farne uno (sotto la supervisione dei gestori del museo vivente) e devo dire che il risultato non è niente male.

[Il pranzo]

Mi fermerei volentieri qui per pranzo ma scopro che il ristorante a cui sono destinata è Vila Podvin, dove, tra le altre cose, assaggio un uovo di quaglia da brividi.

Dopo pranzo, ci si sposta in direzione di Pirano, sorta di Venezia slovena. Lo si nota dal campanile, costruito sulla base di quello di Piazza San Marco, ma anche dai palazzi. Il lungomare è speciale: le acque placide e trasparenti di questa parte di Adriatico assomigliano più a quelle di un lago.

Arrivo in Piazza Tartini, che prende il nome dal musicista di origini italiane (ma guai a dirlo agli sloveni, nonostante il cognome smaccatamente nostrano), il quale non si piegò mai alle ambizioni paterne, inseguendo per una vita le note musicali.

Pirano è una cittadina vivace, dall’aspetto perennemente estivo. Ti vien subito il desiderio di fermarti in uno dei caffè della piazza e di mangiare una bella frittura di pesce di fronte al mare. Si tratta sicuramente di una valida quanto nascosta alternativa a tanti luoghi su cui ripieghiamo per le vacanze.

[Cenare e dormire]

Torno in albergo (il Grand Hotel Bernardin), la cui struttura tradisce i fastosi interni. Ascensore e camere panoramici, velluti rossi e una bella spa. Cena al Restaurant Pečina, all’interno dell’hotel, dove regna sovrana un’eleganza d’altri tempi, fatta di camerieri in livrea e presentazioni appaganti per la vista, prima ancora che per il palato.

Terzo giorno – Dal castello di Predjama a Brda

Il Castello di Predjama: per capire di cosa si tratta, basta che guardiate le foto. Non è spettacolare? Io sono rimasta impressionata di fronte a quest’opera umana perfettamente incastonata nella roccia. Mi ricorda le storie di cavalieri medievali, re e regine, mi stimola paure ancestrali e curiosità.

Entro e visito le stanze. Con l’aiuto dell’audioguida, capisco qualcosa della storia di questo castello e immagino cosa volesse dire vivere così arroccati temendo l’arrivo del nemico. È un luogo dalla bellezza stupefacente e mi rifiuto di descriverlo oltremodo: in questo caso, le parole non arrivano dove invece arriva lo sguardo.

La mattinata prosegue con la visita alle Grotte di Postumia, le più grandi d’Europa. Vi consiglio caldamente di fare quest’esperienza: pensate che sono così profonde che, per i primi dieci minuti, le si devono percorrere a bordo di un trenino. Durante il tragitto, penserete di trovarvi in un romanzo di Jules Verne.

Milioni di anni hanno forgiato stalattiti e stalagmiti dai colori più vari, creando uno scenario che sembra studiato appositamente per sconvolgere.

Un unico consiglio: copritevi bene. Molto bene.

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Le grotte di Postumia

[Pranzo]

Perché non provare un ristorante dagli effetti speciali? Vado da Zemono, dove lo Chef Tomaž Kavčič mi fa assaggiare piatti a dir poco originali: dal brodo scomposto al finto caffè. Con una scenografia da fare invidia ai migliori teatri: dopo aver portato un cespuglio di ginepro a tavola, lo innaffia e dal contenitore si sprigiona un fumo profumato e denso che lascia basiti tutti quanti.

Se questa non è classe…

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Il ginepro fumante di Zemono

[Merenda]

Il pomeriggio è all’insegna delle degustazioni: sosta a Vipacco, dove visito un campeggio a gestione a dir poco familiare: il Kamp Vrhpolje è proprio il giardino dei proprietari. Qui potete piantare la tenda, fermare il vostro camper o, se ne rimangono di vuote, alloggiare in una delle stanze. Inutile dire che vengo accolta da varie leccornie fatte in casa: dai vini alle frittate, per una merenda sostanziosa.

Subito dopo, vado a casa dei produttori del buonissimo vino Lepa Vida e da Barkola Wines, azienda gestita da una giovane coppia che si occupa di tutto: dai salumi al vino, dal pane fatto in casa al rum.

Un altro aspetto bello della Slovenia è proprio l’età media dei gestori di aziende come queste che vi ho nominato. I trentenni hanno quell’aria seria di chi ha intrapreso da anni un’attività che ha tutta l’intenzione di portare a fondo. E poi l’accoglienza, che non ha eguali, e la lingua: tutti parlano un italiano perfetto.

[Dormire]

La sera alloggio in un agriturismo, Farm Štekar Snežatno. Dormo in una bella camera soppalcata avvolta dal silenzio delle colline circostanti, quelle che andrò a scoprire domani.

Quarto giorno – Da Brda a Venezia

L’ultimo giorno è arrivato ma non mi lascio sfuggire altri luoghi. Sono sempre più vicina all’Italia ma consapevole che pochi connazionali conoscono la dolcezza di questa natura.

Dopo una ripida scalata (quella alla Gonjače Tower di Brda), mi attendono altre degustazioni nel cuore di Šmartno, paesino ristrutturato alla perfezione. La Casa della Cultura, dove si tengono mostre ed eventi, mi propone i suoi olii, anche in abbinamento a una torta di cioccolato fatta in casa. Sulla fetta che mi spetta, versano dell’olio aromatizzato all’arancia e vi assicuro che l’effetto è strepitoso.

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Torta cioccolato e olio d’arancia

Da Medana Klinec, invece, mi offrono calici di vino bianco e rosso e ancora lui: il pane con l’olio evo della zona. Peccato non potermi fermare per pranzo: la trattoria, provvista di una fornita cantina, è davvero invitante.

Puntatina a Vila Vipolže, villa cinquecentesca rimodernata e oggi frequente scenario di matrimoni, e al Gredič Castle, dove mi fermo finalmente per pranzo. E che pranzo! Lo chef, manco a dirlo, è giovanissimo.

Villa Vipolže

Villa Vipolže

Il mio tour enograstronomico termina qua. Torno a casa a pancia piena, forse fin troppo. Sono però convinta che per conoscere a fondo un paese sia necessario partire dai sensi e il gusto è sicuramente uno dei più efficaci.

La conclusione che ho tratto è che la Slovenia si trova apparentemente dietro di noi. In realtà è un paese che corre. Voi che ne dite?

[La maggior parte delle foto è di Heidi Busetti per lo studio fotografico Devid Rotasperti]

10 Responses

  1. Roberta

    Della Slovenia conosco solo Bled e Lubiana, ma sono molto affezionata a questo Paese estremamente verde.
    Toglimi una curiosità, Roby, oltre a essere belle ed originali, le pietanze da Zemono sono anche buone? 🙂

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  2. Velia

    Che bel giro! E soprattutto, quante cose buone! 🙂 Press tour gastronomico?
    Io sarò da quelle parti a Pasqua, ho prenotato due notti tra Bled e il lago di Bohinj, tutta natura! 🙂 Vado in Slovenia spesso e devo dire che anche a me ha sempre colpito tanto, specie per il suo verde che non immaginavo assolutamente di trovare. Ciao bella!

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    • Roberta Isceri

      Anche tu amante della Slovenia? Guarda, il verde è sorprendente, la pulizia pure. E la cucina! Sarà che devono uscire da quella sorta di limbo turistico nel quale si trovano, anche se ultimamente è una meta gettonata. Un bacio Velia!

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