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Sulle strade del Gutturnio DOC: un viaggio primaverile sui Colli Piacentini

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Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Sulle strade del Gutturnio DOC: un viaggio primaverile sui Colli Piacentini

Trascorrere un week-end alla scoperta dei Colli Piacentini e delle sue bontà gastronomiche può essere un’ottima idea per passare qualche giorno fuori porta in primavera. La lista dei prodotti da gustare nella provincia di Piacenza è davvero lunga, ma uno dei leitmotiv consigliati per organizzare un itinerario è sicuramente il Gutturnio DOC [http://www.poderecasale.com/gutturnio/], uno dei molti vini d’eccellenza della zona collinare di questa estremità dell’Emilia. Il Piacentino viene ricordato ancora troppo poco come una delle zone d’Italia al top nel settore enogastronomico (e anche come uno dei territori più belli del nostro Paese): andare alla scoperta del Gutturnio DOC è un ottimo rimedio a questo torto.

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Gutturnio DOC

Il Gutturnio DOC è un vero e proprio caposaldo della cultura enologica piacentina. Esso è stato tra i primi vini italiani ad ottenere la Denominazione d’Origine Controllata nel 1967. Studi storici hanno dimostrato l’esistenza di questo vino già in epoca Romana: si dice infatti che il suocero di Giulio Cesare, di origine piacentina, ne fosse particolarmente appassionato. Il nome Gutturnio, del resto, è proprio di origine Romana e deriva da gutturnium, che era una grande coppa d’argento usata per gustare il vino a fine cena in una sorta di rito collettivo che voleva sottolineare la bellezza delle convivialità.

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Il gutturnium

Sono passati 2000 anni da quell’epoca ma l’ospitalità piacentina non è cambiata, anzi: cibo, cultura e buon vino si intrecciano lungo le molte strade che attraversano le colline al confine tra Emilia e Lombardia. Un territorio così speciale nel quale crescono i due vitigni che, debitamente miscelati, danno vita al Gutturnio: si tratta del Barbera (molto diffuso in tutto il nord-ovest dell’Italia ed originario della zona di Nizza Monferrato, nel basso Piemonte) e della Croatina (che in questa zona e nella provincia di Pavia viene chiamata anche Bonarda, ma che nulla ha a che fare con la tipica Bonarda piemontese che tutti conosciamo). Entrambi i vitigni vantano origini e utilizzi molto antichi.

Un viaggio primaverile che abbia per protagonista il Gutturnio DOC non può che portarvi ad esplorare le colline nei dintorni di Ziano Piacentino, Vicobarone e Montalbo. All’inizio della bella stagione la zona è tutta un fiorire di prati e un mostrare le nuove foglie delle viti. I filari di questa zona della provincia di Piacenza occupano gran parte del territorio visibile agli occhi dei visitatore. Non a caso si ritiene che Ziano Piacentino sia il comune più “vitato” di tutta Italia e, stando a quando si mostra davanti ai nostri occhi, non ci sono dubbi a riguardo. Un’altro periodo particolarmente consigliato per un viaggio in questo territorio è l’autunno, dopo la vendemmia, quando le viti vanno a riposare e si tingono di colori caldi che solo la natura sa creare.

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I Colli Piacentini

Il Gutturnio DOC viene vinificato in 3 tipologie, che differiscono per metodo di produzione e durata d’invecchiamento: Gutturnio Frizzante, Gutturnio Superiore e Gutturnio Riserva. Questi magnifici nettari possono essere acquistati direttamente nelle aziende locali oppure gustati nei ristoranti e trattorie che costellano la provincia di Piacenza, luoghi preposti a deliziare gli ospiti con il meglio che questa zona offre.

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Le 3 tipologie di Gutturnio

Una curiosità per concludere: la tradizione vuole che il Gutturnio DOC Frizzante non venga servito in un bicchiere comune ma bensì in una scodella di ceramica bianca. Questo vino è perfetto per accompagnare due delle più celebri specialità della gastronomia piacentina: un bel piatto di pisarèi e fasó, (gnocchetti conditi con sugo di fagioli) seguito o anticipato a seconda delle preferenze da un vassoio di salumi, in particolare salame, coppa e pancetta. Il ricordo di un week-end on the road sulle colline piacentine si legherà per sempre a sapori e profumi che non si possono dimenticare.

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I salumi, ottimi compagni del Gutturnio

 

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5 Comments

  • Bruna Athena

    Mmmm vino e salumi, e chi resiste! Non conosco la zona, quindi prendo nota!

    5 aprile 2017 at 11:10
    • Roberta Isceri

      Fai bene… Effettivamente, anche io la conosco poco. Una delle mie prossime tappe 🙂

      5 aprile 2017 at 11:18
  • Robi

    Proprio ben pensato e scritto divinamente. Se non conosci ti raccomanderei vivamente, per scoprire un’ ottima tappa da aggiungere a questo mirabile articolo, Gossolengo con “Pergola”. Li la torta fritta (trattandosi loro di parmensi trapiantati nel piacentino) è ha regola d’arte. I salumi un must e l’ambientazione molto Italiaterapica

    1 luglio 2017 at 13:54
    • Roberta Isceri

      Ti ringrazio tantissimo, sia per i complimenti che per le dritte, che seguirò molto volentieri 🙂 Ciao Rob!

      3 luglio 2017 at 15:11
  • Robi

    Ho dimenticato LA VECCHIA Pergola
    e a regola d’arte senza . Chiedo venia e mi cospargo il capo di cenere…

    1 luglio 2017 at 13:58

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