Partenza in barca da La Spezia

Sono innamorata della Liguria.
Sono innamorata di La Spezia, città bistrattata da molti.

In realtà di Spezia (così viene chiamata dagli abitanti) ho già parlato in un articolo. Oggi, invece, voglio portarvi in barca con me sulle acque del Golfo dei Poeti, che già solo il nome…
La meta principale è Palmaria, isola limpida e selvaggia. La si può raggiungere sia in battello che affittando un’imbarcazione. Io ho provato entrambe le esperienze.

Indovinate cosa ho preferito?

Prima opzione: da La Spezia a Palmaria in battello

Raggiungere Palmaria in battello è emozionante. Del resto, state navigando nel Golfo dei Poeti, che non si chiama così a caso. Lasciandovi alle spalle le casette colorate di La Spezia, vi ritrovate a osservare a bocca aperta l’Arsenale Militare, Porto Venere e un vecchio forte che si trova in mezzo al mare.

Una delle mezzore più appaganti della mia vita: in lontananza, oltre ai colli liguri e alle montagne della Lunigiana, un branco di delfini! Salto sulla panca come una bambina e nemmeno ci provo a scattare delle foto. Per prima cosa la vita: non c’è social che tenga.

Una volta approdata sull’isola, rimango incantata: non mi aspettavo acque così chiare e uno scenario naturale che, a tratti, mi ricorda Creta. Vengo a sapere che esistono delle capre in libertà in un luogo che non è poi così piccolo come mi sarei aspettata.

isola di palmaria

Un sogno

In fondo vedo una caletta che sembra un miraggio. Voglio assolutamente andare lì ma non ho le scarpe adatte. La mia compagna di avventure mi presta le sue: lei raggiungerà la spiaggia a nuoto, mentre io trasporterò (non so ancora come) la mia e la sua borsa.

Mi isso sugli scogli e procedo malamente, visto il carico. Saltello un po’ e, quando il gioco si fa troppo difficile, entro in acqua. Peccato che il fondo non sia sabbioso ma composto da dolorosissimi ciottoli e quindi passo dagli scogli al mare con la grazia di uno gnu.

Non so come ma arrivo. Mi sdraio sfinita, godendomi il paesaggio e gli abitanti del luogo: i gabbiani.

L’isola di Palmaria ?

Un post condiviso da Roberta – Italiaterapia (@italiaterapia) in data:

Vi starete chiedendo come sia tornata indietro. Semplice: seguendo alcuni vecchietti intrepidi su per un sentiero che avevo sopravvalutato. Lascio a voi la parola… Pranzo a base di muscoli (per i profani: le cozze) e mi sposto in un’altra spiaggetta, dove termino la mia fantastica giornata. 

Consigli utili

Portatevi scarpe adatte agli scogli
Se partite da La Spezia, andate sul lungomare: lì troverete gli orari dei battelli
Scegliete la parte meno battuta dell’isola, che si chiama Pozzale. Quella di fronte a Porto Venere offre indubbiamente scenari meravigliosi ma per chi preferisce la solitudine è sicuramente migliore il percorso che ho fatto io

Da La Spezia a Palmaria in gommone

Questa è la versione alternativa, quella più selvatica e divertente. Partiti in quattro, siamo andati prima di fronte all’Isola del Tino, che però è interamente militare: non si può approdare ma fermarsi alla boa e lì spinneggiare come se non ci fosse un domani. Per me è stato emozionante rimettere maschera e pinne dopo anni: i fondali profondi mi fanno sempre una certa impressione. Un ottimo modo, questo, di superare le mie paure. Ho visto orate che voi umani…

Due ragazze e un gommone

Due ragazze e un gommone

Subito dopo, a pranzo alla Locanda Lorena, alla Palmaria. Questo ristorante è buono ma costosetto, quindi non dite che non vi ho avvisati. Pennicchella d’obbligo: si risale sul gommone e si sceglie una caletta semideserta dell’isola. [Aneddoto divertente: non me la sono sentita di fare a nuoto il tratto che mi separava dalla spiaggia a nuoto, perché avevo la pancia troppo piena. Soluzione: ho rapito due ragazzine che stavano remando con il loro mini-canotto e mi sono fatta dare uno stupefatto passaggio] Dopo aver dormicchiato nonostante gli insistenti garriti dei gabbiani in amore, ci dirigiamo verso Lerici. Qui troviamo una zona caratterizzata da rocce conficcate in acqua come buttate lì da qualcuno. Un paesaggio assurdamente esotico, meraviglioso. Vi svelo il nome: Caletta Fiascherino.

Luoghi esotici a casa nostra Un post condiviso da Roberta – Italiaterapia (@italiaterapia) in data:

L’esperienza del gommone è stata fantastica, esilarante – il mare era un po’ mosso – e particolarmente abbronzante. Tornare a La Spezia al tramonto, con il corpo rigenerato da una giornata piena di sale e sole, è felicità.

Vi è venuta un po’ di voglia? 😉

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6 Responses

  1. Lilly

    Il nome già attira ma poi vedere le tue foto…… se non fosse lontano ci andrei subito 😉

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  2. Silvia

    Caletta Fiascherino è troppo bella!! Sembra davvero di stare in’isoletta esotica, di quelle che spopolano su IG e che fanno invidia al mondo. 🙂 Mi piace moltissimo la Liguria e anche questa volta ho imparato qualcosa di nuovo per la mia prossima visita.
    ps: ottima scelta quella di rapire le ragazzine 🙂
    Un bacio cara!

    Reply

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