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Un giorno a Porto tra colori e saudade

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Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Un giorno a Porto tra colori e saudade

Un giorno a Porto è sufficiente a lasciarmi basita: la città portoghese è un concentrato di bellezza oggettiva e atmosfera.

Qui la tradizione va a braccetto con le architetture avveniristiche e il risultato è invidiabilmente armonioso (lo dico da italiana che vive a Roma).

Sfatiamo un mito, intanto: il vero nome non è (come pensano in tanti) Oporto: sono gli inglesi che hanno dato l’avvio a questo fraintendimento. “O”, in portoghese, è un articolo che precede anche i nomi di paesi e città. Gli amici anglosassoni, quindi, hanno pensato che O Porto fosse Oporto.

La prima cosa che mi colpisce è l’aria. Quell’inconfondibile aria oceanica, che sa tanto di libertà . E i colori: la sera in cui arrivo, il bluette del crepuscolo si confonde con quello delle azulejos, le tipiche piastrelle che abbelliscono case e chiese del Portogallo. Altre parole per descrivere l’atmosfera di Porto non ne trovo. L’intangibilità delle emozioni che una città può suscitare in noi raramente trova espressioni adeguate, oltre alle esclamazioni del momento.

Se vi fidate di me, seguite i consigli che sto per darvi, considerando che io ho avuto poco più di un giorno a disposizione per visitare questa città.

Colazione al Majestic Cafè

Colazione al Majestic Cafe

D’accordo: pagare cappuccino e cornetto 10 € non è il massimo. Ma siete al Majestic Cafè, bar storico. Avendo a disposizione un solo giorno a Porto, non posso perdermelo.

Se volete vivere le atmosfere della Belle Époque, non vi resta che venire in Rua Santa Catarina e sedervi agli stessi tavoli di artisti, letterati e politici di inizio ‘900. Tra l’altro, la mia brioche, accompagnata da un po’ di manteiga (burro), è uno schianto!

Spuntino alla Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau

Casa Portuguesa do Pastel do Bacalhau: bambolina con bicchiere di Porto

Campo Martires da Patria 108: una piazzetta gremita di persone e negozi colorati.

Tra questi ultimi, la Casa Portuguesa do Pastel do Bacalhau si distingue per gli interni e il profumo che raggiunge le mie narici. Si tratta, con ogni probabilità, di un posto pensato per i turisti (i prezzi non sono portoghesi) ma la bontà del pastel è innegabile.

Golose polpette ripiene di baccalà e formaggio, accompagnate da un bicchiere di Porto, sfileranno sotto i vostri occhi ormai drogati. Sicuramente questo è un esempio del perfetto connubio tra tradizione e sagge operazioni di marketing.

Di fronte a questo paradiso gastronomico, si trova la Torre dos Clerigos, simbolo inespugnabile della città. Ad agosto, infatti, la fila per salire è infinita e io mi limito a visitare la meravigliosa chiesa barocca.

Passeggiata per il centro storico 

Queste non sono azulejos: in realtà sto posando per una fabbrica di piastrelle 😂

Un post condiviso da Roberta – Italiaterapia (@italiaterapia) in data:


Un giorno a Porto può essere pochissimo o tantissimo, a seconda delle emozioni messe in ballo. Quello che faccio io è passeggiare per la città a pancia piena (ma mai abbastanza) ed ecco i punti che tocco:

Il Passeio dos Clérigos Garden

Da Campo Martires da Patria (quella del pastel de bacalhau), io e l’altra metà di Italiaterapia ci dirigiamo al Passeio dos Clérigos Garden, un idilliaco giardinetto creato nel 2014, che offre una visuale perfetta sulla Torre dos Clerigos.

Poco più in là, Praça de Gomes Teixeira, con l’Igreja do Carmo e l’Igreja dos Carmelitas Descalços. La prima delle due, in particolare, si fa subito notare: ricoperta di azulejos all’esterno e in stile rococò all’interno.

Le chiese portoghesi mi colpiscono proprio per questo: sembra che architetti e artisti non abbiano tenuto a freno nulla della loro immaginazione. Basta osservare le volute ma anche le statue religiose: tutto è passionale e fiorito. Scordatevi il Romanico e lasciatevi andare ai ghirigori di questa cultura apparentemente riservata.

I Jardins do Palácio de Cristal

Un giorno a Porto. Ragazza con pavone nei Jardim do Palacio de Cristal
Da Praça de Gomes Teixeira ai Giardini del Palazzo di Cristallo il passo è breve (o quasi). Dovete sapere che tra le prime cose che visito di una città ci sono proprio i suoi parchi. Se c’è qualcosa che conservo nella memoria, anche a distanza di anni, sono le aree verdi di un luogo.

Ciò che mi colpisce dei Jardins do Palácio de Cristal non è il palazzo che ha dato loro il nome (architettonicamente trascurabile, se non bruttino) ma i pavoni che girano liberamente tra le persone e la meravigliosa vista sul fiume Douro. E io sorrido felice quando ho così tante cose a disposizione.

Alla foce del Douro

Un giorno a Porto. Ragazza alla foce del fiume Douro
Che sorpresa meravigliosa questa! Scendiamo dai Giardini del Palazzo di Cristallo e, una volta arrivati a Cais das Pedras (sulla riva settentrionale del fiume), balziamo sul tram n. 1. I tram, in Portogallo, sono quelli della trazione: gialli fuori, tutti in legno dentro, sferragliano per le strade evocando il passato.

Giunti al capolinea (Rua do Passeio Alegre), ci ritroviamo con una situazione meteorologica totalmente diversa rispetto a pochi chilometri prima: una nebbiolina si alza dall’acqua, che a questo punto è un mescolarsi di fiume e oceano. Mi incappuccio e cammino verso quelli che sembrano gli Inferi. Il Faro Molhe domina imperioso la scena. Un giorno a Porto non può prescindere da questo luogo.

È inutile: la natura è la mia terapia. Camminare qui, con i capelli spettinati dal vento selvaggio, è un balsamo sulle mie ferite e continue elucubrazioni.

Pranzo alle Cantine Taylor’s

Un giorno a Porto. Terrazza delle cantine Taylor's
Tra i must di Porto ci sono indubbiamente le sue cantine. Io ho sentito spesso parlare di Taylor’s. Stomaco brontolone e gambe stanche, riprendo il tram, cui aggiungo un percorso in taxi. E mi si apre un paradiso: vista sul ponte Dom Luis I e un terrazzo elegante in cui rifocillarmi con stuzzichini e vini di qualità.

Non si tratta di un vero pranzo (sono le 15 passate) ma questo stravolgimento di orari fa pienamente parte del mio modo di viaggiare.

Una volta uscita, vengo sgridata dal proprietario di una cantina portoghese per aver visitato la rivale inglese. Del resto, la Gran Bretagna ha avuto un ruolo molto importante nella produzione di questo vino dolce. Il perché è presto detto: nel 1703 il Trattato di Methuen diede il permesso al Regno Unito di importare vini portoghesi a un tasso ribassato. Da allora, gli inglesi adorano dire di aver inventato il Porto. Ma le cose non stanno esattamente così, nonostante la gran quantità di anglosassoni che qui si trasferirono, dando i loro nomi a molte cantine.

Mi perdonino i produttori portoghesi…

Il Jardim do Morro

Vista dal Jardim do Morro
Altro giardino, altra storia. Dopo una breve passeggiata dalle cantine Taylor’s al lungofiume brulicante di allegria e bancarelle bellissime, decido di salire al Jardim do Morro, che offre il più bel panorama sulla città. Ci arrivo ansimando (è tutto in salita) ma lo spettacolo che mi offre mi ripaga della fatica.

Mi siedo sul pratino all’inglese, ascolto Sting (stanno allestendo uno spettacolo) e mi faccio accarezzare dal vento fresco. Alla mia destra, poco più in alto, il Mosteiro da Serra do Pilar, che io purtroppo trovo chiuso. Del resto, ho solo un giorno a Porto e non posso pretendere troppo. A voi basti sapere che il complesso è Patrimonio Mondiale UNESCO.

Per fortuna che posso almeno affacciarmi dalla terrazza, con cui guardo incantata la città e il quartiere Ribeira.

Il Ponte Dom Luis I

Il ponte Dom Luis I visto dai Jardim do Morro
Come vi ho raccontato nellarticolo precedente, il ponte Dom Luis I ha delle affinità con la Tour Eiffel. Fu infatti progettato da Théophile Seyrig, allievo proprio di Eiffel.

Camminare su questo ponte maestoso è un’esperienza da non perdere, a meno che non soffriate di vertigini. Attraversare “a piedi” il fiume Douro è emozionante e vi sentirete piccoli piccoli in confronto a pilastri e visuali di fronte a cui potete solo escalamare “obrigado!”.

Cena da A Sandeira

E poi capiti in Rua dos Caldeireiros 85. Qui scopri un ristorante vegano piccolo piccolo e a prezzi onestissimi. Pur non essendo né vegana né vegetariana, decidi di fermarti e rimani sorpresa dalla bontà dell’insalata (…) e del dolce a base di yogurt. Piatti semplici dagli ingredienti genuini: il top.

Sappiate che in alta stagione c’è la fila fuori, complici le dimensioni e la freschezza degli alimenti. Ma ne vale assolutamente la pena.

Passo il resto della serata continuando a camminare come se non ci fosse un domani. Un giorno a Porto è sufficiente a incantarmi, esaltarmi, regalarmi il buonumore. Dai locali alle chiese, dalle strade linde ai parchi, dai ponti al fiume e all’oceano. Come posso descrivere meglio l’aria che si respira in questo cuore pulsante di vita e saudade?

roberta

2 Comments

  • Silvia

    Non so spiegarmene il motivo, ma leggere questo articolo mi ha rilassata, mi sono immaginata seduta al Majestic Cafè mentre fuori il cielo fa le bizze. Il tuo viaggio in Portogallo mi ha convinta ancora di più che devo andarci, c’è un’atmosfera che mi chiama.. Ti faccio solo una domandina: a posteriori dedicheresti a Porto del tempo in più o un giorno è sufficiente?
    Un bacione!

    10 settembre 2017 at 17:23
    • Roberta Isceri

      Hai colto alla perfezione l’atmosfera 💙 A posteriori dedicherei più tempo a Porto, certo. O meglio: mi sono bastate due notti perché da un viaggio on the road non mi aspetto approfondimento. Di certo, a Porto tornerei molto volentieri. Credo che due giorni pieni siano sufficienti se sei una fan sfegatata delle camminate. Come me 🤣😘

      12 settembre 2017 at 10:25

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