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Di Lisbona, eleganza e veri viaggiatori

Dove vorreste viaggiare?

Il vostro viaggio vi porterà in famose località di bellezze nazionali ed estere.

Di Lisbona, eleganza e veri viaggiatori

Il Parque Eduardo VII di giorno

Parque Eduardo VII

Per me non esistono fiori in grado di reggere il confronto con la varietà dei colori che assume Lisbona alla luce del sole – Fernando Pessoa

Con quel pizzico d’ansia che mi assale ogni volta che sto ferma per qualche giorno e gli ultimi raggi caldi di un’estate che non mi vuole abbandonare, vi racconto la mia Lisbona.

Tre giorni passati a camminare sulla calçada portuguesa, il tipico pavimento mosaicato della capitale del Portogallo. Il caldo estivo mitigato dall’Atlantico, lo sferragliare di tram e funicolari e le canzoni malinconiche agli angoli delle strade hanno dato spazio alle mie fantasie di viaggiatrice più che nostalgica.

Una città dove la luce è proprio quella descritta dalle sublimi parole di Pessoa, in cui la notte è dolce, mai caotica. Lisbona non è per il divertimento sfrenato. È piuttosto per chi ama la riservatezza, per chi non disdegna il silenzio che riesce a insinuarsi tra le pieghe della vita cittadina.

Camminando su e giù per la città, si capisce cosa significhi vivere circondati da tanto spazio: quello che consentono i luoghi affacciati sull’oceano e quello di una metropoli che non conosce sovraffollamento. Lisbona – mi dice Wikipedia – ha poco più di 500.000 abitanti. Il paradiso per chi, come me, si è dovuto abituare alla condivisione coatta degli spazi tipica dell’Italia in generale e di Roma in particolare.

È meraviglioso raggiungere il centro attraversando il Parque Eduardo VII: è mercoledì mattina e quasi non c’è anima viva. Un belvedere verdissimo che guida lo sguardo verso il fiume Tago e il Marchese di Pombal, statua a cui mi sono particolarmente affezionata. In ogni luogo trovo dei punti di riferimento che me lo rendono familiare e questo marchese imponente, regale, rappresenta per me la città di Lisbona.

Il mio consiglio? Scarpe comode, intanto: benché Lisbona sia servitissima dai mezzi pubblici, è preferibile usare le nostre estremità per godere appieno delle sue atmosfere. Detto questo, un breve elenco di cose meravigliose che potete concentrare in tre indimenticabili giorni in questa parte del mondo:

Il Convento do Carmo

In pieno centro, in Largo do Carmo, piazzetta brulicante di vita.

Perché visitarlo? Perché nel 1755 Lisbona fu quasi completamente rasa al suolo da un terremoto violentissimo e il convento è l’unica testimonianza. Lo potete notare una volta entrati: i suoi archi gotici svettano direttamente verso il cielo, senza un tetto a frenarli.

Convento do Carmo, Lisbona

Tra le colonne, statue antichissime convivono con istallazioni moderne e il contrasto è riuscitissimo.

Annesso alla chiesa, il museo archeologico, custode di mirabilia di ogni epoca: dalle mitiche azulejos a reperti preistorici, dalle mummie peruviane a volumi sulla storia del paese.

Girare Lisbona a bordo del tram 28

Se avete poco tempo a disposizione per visitare Lisbona (ma anche se ne avete molto: l’esperienza è imperdibile), salite su questo mezzo storico. Un modo perfetto per vedere i punti nevralgici della città.

Io l’ho preso in Rua do Arco do Marquês de Alegrete non senza aver fatto una fila di circa mezzora. Di solito evito le file ma, in questo caso, valeva la pena fare un’eccezione.

Accanto a voi sfilerà la città, come fosse una pellicola: azulejos e murales, quartieri popolari come il Bairro da Graça e panorami infiniti.

L’Alfama, il più antico quartiere di Lisbona

Pittoresco di giorno (il tram 28, naturalmente, lo attraversa), romantico di sera. Mi avevano consigliato di cenare qui a ritmo di Fado ma ho preferito un ristorante mozambicano in R. de São Lourenço.

Perché l’Alfama e perché di sera? Per assaporare l’unicità della Cattedrale Sé, del castello e dei localini resi trendy dalla sua ex reputazione di luogo malfamato sotto le luci soffuse dei lampioni. Non chiedetemi altro: sarebbe come razionalizzare i motivi che spingono a passeggiare tra i vicoli di Trastevere.

LXFactory, ex complesso industriale nel quartiere Alcantara

Ho scoperto LXFactory grazie a Emanuela, blogger di Mogli in Viaggio, che vive in Portogallo da qualche mese. È merito suo se posso dirvi perché visitare un luogo del genere se si hanno a disposizione solo tre giorni.

I motivi sono tanti: intanto si trova sotto il ponte 25 Abril ed è pieno di locali dalle cui terrazze potete osservare questo serpente di ferro rosso che si snoda sul fiume Tejo. La zona è inoltre un coacervo di creativi e di progetti. Infine: in uno dei suoi bar/pasticcerie, si mangia una torta al cioccolato da urlo: chiedete di Landeau Chocolate e chiunque vi saprà indicare dove si trova!

LXFactory Lisbona

Praça do Comércio e oltre

La piazza simbolo di Lisbona, quella immensa, nel cuore della Baixa. Palazzi eleganti, portici raffinati e, di fronte alla statua del re José I, ancora il fiume.

Il fascino di questo luogo è superiore alla somma delle sue parti: basti considerare che da qui partivano e qui arrivavano i grandi navigatori, cui dobbiamo le maggiori scoperte geografiche dei secoli scorsi. Questo fascino è tangibile e io sono convinta che lo si debba alla Storia, ancora incastrata tra le barche, gli incavi bronzei del re e le finestre che si affacciano su questo immenso quadrato.

Praca do Comercio di notte

Attraversando il monumentale Arco da Rua Augusta, raggiungerete l’omonima via, una delle principali della città. Percorretela tutta e arriverete al Rossio, la mia piazza preferita. L’eleganza della fontana, l’armonia delle statue e la stazione: la più bella che abbia mai visto, con l’entrata Liberty a ferro di cavallo e quell’incredibile pulizia.

Sì, Lisbona è una città pulitissima. Qualità che, nella mia vita a Roma, rimpiango ogni giorno.

Qui, al Rossio, mi sono seduta a un tavolino della Padaria Portuguesa, dove ho assaggiato un dolce sublime che consiglio a tutti voi: il pane al cocco. Non riesco a trovare parole che si accordino con le mie papille gustative.

Le funicolari (dette anche elevadores)

Un altro mezzo da prendere almeno una volta. Io ho acchiappato al volo l’Elevador da Glória, per evitarmi la salita da Praça dos Restauradores al Bairro Alto. Anzi, diciamoci la verità: l’ho preso solo per il gusto di prenderlo.

Vuoi non salire a bordo di uno dei giallissimi simboli della città e osservare dalle sue panche di legno Street Art, personaggi di ogni tipo e binari serpeggianti?

Elevador da Gloria, Lisbona

Belem

Uno dei luoghi più dolci e famosi di Lisbona. Un paradiso erboso e monumentale, in cui trascorrere qualche oretta, almeno fino al tramonto, quando la luce rende tutto surreale. Qui si trovano:

La Torre di Belém. È un simbolo. Va visitata. Purtroppo io sono arrivata oltre l’orario di chiusura, accontentandomi di girarci intorno. È un’icona, non tanto per l’indiscutibile ma non imperdibile bellezza, quanto per il valore storico che l’ha fatta entrare a pieno titolo tra i patrimoni Unesco. Il suo pregio ha sempre a che fare con i navigatori di cui prima. Ora, se anche voi siete amanti dei viaggi, è impossibile che non vi si accapponi la pelle al pensiero del ruolo che ebbe nella storia delle esplorazioni.

Torre di Belem al tramonto

Il Monastero dos Jerónimos, tripudio dell’arte manuelina. Questo monastero è di una bellezza indescrivibile. I ghirigori architettonici sono di un virtuosismo unico, il chiostro è una poesia in pietra e avete tre tombe da onorare: la tomba del mio amato Pessoa e quelle del navigatore Vasco de Gama e del poeta Luís de Camões.

Il Monumento alle Scoperte. Pelle d’oca assicurata. Da lontano può sembrare un’insulsa, alta colonna in muratura. Da vicino, la prospettiva cambia: vi troverete, minuscoli, a osservare navigatori scolpiti su quella che sembra la prua di una nave, con gli stessi sentimenti di un turista inesperto e poco coraggioso, che non può che inchinarsi di fronte a chi ha sfidato onde mortali a bordo di navi tecnicamente inferiori a quelle di adesso. Quei velieri partivano a vele spiegate verso mondi incerti. Non c’erano selfie che tenessero o frasette da postare su Instagram per dimostrare un coraggio che i viaggiatori odierni possono solo sognarsi…

Il viaggiatore sta per concludere questo suo giro per Lisbona. Ha visto molto, ha visto quasi niente. Voleva vedere bene, forse ha visto male: è il rischio costante di qualunque viaggio – José Saramago

roberta

8 Comments

  • Bruna Athena

    Mi piace che tu abbia parlato anche di alcuni posti che, mi pare, siano meno noti di altri. Come sempre, mai banale Roberta!

    26 settembre 2017 at 15:50
    • Roberta

      Il complimento più bello ^_^

      27 settembre 2017 at 16:30
  • Silvia

    Aspettavo questo tuo post e ovviamente è stato un piacere leggerlo. Lisbona mi attrae tantissimo, sarà quel suo animo un po’ decadente, quella malinconia, i colori.. luoghi come LXFactory o la torre di Belem.. Sai quando ti senti in sintonia con un posto ancora prima di esserci? A me Lisbona ha sempre fatto questo effetto, spero davvero di riuscire a passarci qualche giorno a breve. Vorrei respirare l’aria di questi grandi esploratori, naviganti e viaggiatori, mi sarebbe piaciuto essere uno di loro! 😉
    Un bacio!

    26 settembre 2017 at 22:36
    • Roberta

      Te lo auguro di cuore Silvietta! E, nel caso, fammelo sapere. Perché io continuerò a partecipare ai tuoi viaggi 😉 Sia mai che un giorno…

      27 settembre 2017 at 16:31
  • Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Mi hai fatta sognare con questo post. Mi sono messa comoda sul divano e, grazie alle tue parole, ho lasciato che un’atmosfera suggestiva e frizzante, si impadronisse di me. Tu hai il potere di farmi viaggiare con le tue parole.. Focalizzo luoghi in cui desidero andare ma, la cosa bella, è che riesco a focalizzarli con il cuore, non solo con la testa. E guarda che non sto esagerando!
    Di Lisbona mi hai lasciato uno splendido quadro, che riprenderò in mano appena organizzerò un viaggio nella capitale portoghese. Senza dimenticarmi di cercare quelle suggestioni che tu descrivi così bene…Grazie!
    Baci,
    Claudia B.

    27 settembre 2017 at 18:32
    • Roberta Isceri

      Se riesco a farti viaggiare con le parole, ho vinto! C’è complimento più bello per un travel blogger? 😀

      27 settembre 2017 at 18:44
  • Melissa

    Che bel post…Lisbona la vorrei proprio visitare sai?!
    Adoro la sezione “come ti senti oggi” del tuo blog comunque 😀 !!!

    2 ottobre 2017 at 14:09
    • Roberta Isceri

      Grazie Meli! Anche se dà problemi di indicizzazione al sito, io tengo duro! 😁💪

      4 ottobre 2017 at 18:01

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