Valencia, città di sorprendente bellezza, mix perfettamente riuscito tra antico e moderno (per non dire avveniristico): le architetture per cui è conosciuta dai più continuano a sorprendere a distanza di anni dalla loro realizzazione.

Ragazza di fronte alla fontana del Turia in Plaza de la Virgen Valencia

Plaza de la Virgen

In mezzo al loro biancore abbacinante, i tetti antichi di cattedrali ed edifici storici.

Sono arrivata a Valencia una sera di agosto, dopo tante ore passate in macchina. I viaggi on the road sono stancanti, oltre che eccitanti, e la prima cosa che ho fatto in città è stato mangiare una crepe di grano saraceno. Lo so, non è esattamente un piatto tipico valenciano, ma tant’è.

Mi sono fermata solo due giorni nella mia città spagnola preferita ma posso ritenermi soddisfatta. Lo dico per convincermi, ovviamente: anni or sono, ho trascorso qui una settimana per imparare lo spagnolo e sette giorni mi sembrarono ben misera cosa.

Valencia, infatti, è una città da vivere. Mi ha entusiasmato come pochi altri luoghi e ora vi faccio scoprire perché.

La cattedrale di Valencia

Tre statue nel museo della cattedrale di Valencia

La prima cosa da visitare è lei. Appena l’ho vista, mi è venuta subito in mente Lecce. In effetti, tra gli stili con cui è stata costruita spicca il Barocco e quel colore giallastro, così caldo, non poteva non richiamare quello della città pugliese.

Dovete sapere che la cattedrale di Valencia è insieme antichissima, modernissima e misteriosissima. Antichissima perché sorge su un tempio romano. Modernissima per il museo avveniristico al suo interno. Misteriosissima perché in una cappella si conserva nientepopodimeno che il Santo Graal. O almeno così si dice.

Bellissimo il portale, notevole la struttura. Ma quello per cui si viene qui è il calice dorato opportunamente protetto da una teca che si trova sull’altare. Ovviamente lo si può ammirare tenendosi a debita distanza, pena – credo – l’amputazione delle mani.

Forse, come me, non siete amanti di croci e oggetti religiosi vari ma vi assicuro che il museo val bene una visita. L’ingresso in cattedrale si paga ma, inclusa nel biglietto, c’è l’audioguida in italiano, che vi spiega tutto punto per punto, museo incluso.

La Street Art di Valencia

Ebbene sì: sono un’opera d’arte ?

Un post condiviso da Roberta – Italiaterapia (@italiaterapia) in data:


Terminata la mia oretta culturale, mi sono diretta In Plaza de La Virgen, dominata da una poderosa fontana con il fiume Turia al centro e i canali di irrigazione (rappresentati da donne) tutt’intorno.

Da lì al Barrio del Carmen il passo è breve. Il Barrio del Carmen è un quartiere radical-chic, prima popolare e ora di tendenza. Come tutti i luoghi del genere, non possono mancare manifestazioni artistiche d’avanguardia ma la street art della città spagnola ha poco a che spartire con quella cui siamo abituati. Molti muri del barrio sono infatti a opera dell’artista Julieta. I cuori si sprecano…

Tra una foto e l’altra di fronte a bambine fiabesche e tigri colorate, mi fermo a mangiare tapas da La Pilareta, storico bar valenciano. Un bancone in legno, qualche tavolo e decine di piccoli, prelibatissimi piatti. Anche se devo dire che non ho adorato le cozze locali, che in tutta Valencia sono spesso cucinate al vapore. Onestamente le preferisco alla Tarantina 😀

In giro per Valencia

Interno della Lonja de la Seda, Valencia

Dopo essermi rifocillata, visita obbligata alla Lonja de la Seda, dove un tempo si vendeva, appunto, la pregiata seta.

Un luogo opulento, oggi patrimonio dell’umanità, che vi lascerà senza parole tra le sue colonne tortili e gli alti soffitti che hanno visto per anni mercanteggiare uomini di tutto il mondo.

E dopo questa intensa mezza giornata, è la volta di un po’ di relax: affitto quindi una bicicletta vicino al mio albergo e decido di pedalare per un paio d’ore nei giardini del Turia. Sì, quelli che Calatrava ha segnato per sempre con la Città delle Arti e delle Scienze.

ragazza che pedala nella città delle arti e delle scienze valencia

Un pomeriggio stupendo, trascorso tra laghetti, piante di ogni tipo, ciclisti e famiglie.

La bicicletta è stato il mezzo perfetto per raggiungere la zona simbolo di Valencia, che una volta raggiunta è… wow!

Vi trovate di fronte a delle specie di balene che giganteggiano su acque artificiali. Anche se non avete tempo di visitare il museo o l’acquario, vi assicuro che vale la pena fermarsi qui, anche solo per osservare queste strutture, così perfettamente integrate nell’ambiente.

La giornata è stata fin troppo piena. A cena merito una bella paella, ma non valenciana (a base di pollo e coniglio). Opto per i frutti di mare, anche perché mi trovo proprio di fronte all’immensa spiaggia della città. Da Gabbeach è buona, anche se penso che le specialità, qui, siano altre.

Valencia: da non perdere


A Valencia non perdete poi Plaza de Toros: la sua struttura rimanda a quella del Colosseo ed è l’arena nella quale si disputano le “amateodiate” corride.

La zona in cui sorge è meravigliosa, per via dei suoi elegantissimi edifici, la quantità di studenti e le palme.

Il mio ultimo pranzo a Valencia? Di fronte al Mercato Centrale. Questo mercato coperto è un immenso crocevia di persone che vanno e che vengono, che vendono e comprano. Sapevo che per mangiare sarebbe stato meglio uscire (onde evitare fregature per turisti) e così ho fatto. Boatella Tapas si è dimostrato all’altezza delle mie aspettative ^_^

Prima di ripartire, ho dovuto fare una cosa importantissima: tornare nella Città delle Arti e delle Scienze e provare la waterbike, barchetta a pedali con cui divertirmi nel laghetto artificiale. L’ho vista il giorno prima e non me la lascio certo sfuggire. E vai di pedalata impanicata! Ciò che sembrava facile si è rivelato una piccola fonte di tensioni: ho capito di rischiare un tuffo involontario sentendo le urla di una dignitosissima signora finta a testa in giù…

E con questa comica scenetta, saluto la mia adorata Valencia. Sono sicura che ci tornerò. Anche perché, se c’è una città al mondo dove vorrei vivere ora è proprio lei.

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2 Responses

  1. Silvia

    Avevo sempre associato Valencia solo alla Città delle Arti e delle Scienze, ma capisco che è molto di più. Penso che mi piacerebbe moltissimo, quasi quasi do’ un’occhiata ai voli, mi dà l’idea di essere una fuga perfetta per un lungo weekend.
    ps: La terza foto è splendida, davvero!

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  2. Roberta Isceri

    Ciao Silvia, grazie 😀 Hai visto che murales allucinante? Comunque sì, devi andare a Valencia. Sono sicurissima che ti piacerà, perché una città elegante ma divertente, a dimensione umana ma ricca di cose da fare e da vedere

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