Città della Pieve (PG) è un microcosmo fantastico: non conta nemmeno 8000 abitanti ma ha, in sé, ciò che di più bello è stato prodotto da mano umana negli ultimi secoli.

In questo post vi parlo della mia esperienza e – tra le righe ma non troppo – vi consiglio cosa fare se avete un paio di giorni a disposizione.

#Zafferiamo a Città della Pieve

Sono stata invitata nel borgo umbro da Città della Pieve Promotion e, mentre ringrazio – senza piaggeria alcuna – le strutture in cui ho avuto la fortuna di essere ospitata, desidero portarvi con me nella mia esperienza.

Arrivare in un luogo lastricato da foglie secche di tutti i colori e circondato da case e chiese di mattoni rossi è un salto a pie’ pari nell’autunno delle fantasie più belle.
Due ore e passa di macchina da Roma e una serie di paesaggi che si snodano sotto ai tuoi occhi, dalle strade invase di macchine della capitale ai colli isolati dell’Umbria.

Ho subito capito che si sarebbe prospettato un fine settimana caldo, di quelli che sanno di copertina e tisana fumante.

Città della Pieve: giornata di sole con poche nuvole

Così è stato. Dopo aver fatto la conoscenza (dal vivo) dei miei colleghi d’avventura, ho fatto un tuffo tra i sapori dell’Umbria, a partire dal cocktail di benvenuto a base di vini biologici (e naturali) di Cantina Fontesecca.
Sapete cosa ho scoperto? Che produrre vino biologico è relativamente facile: è con il vino naturale che si torna alle origini, perché all’uva viene aggiunto poco e nulla.

I colori, vi dicevo.
Ecco, se volete assaporare il meglio di questa bellissima stagione, immaginatevi di osservare il vostro rosé dalla trasparenza di un bicchiere attraverso il quale filtrano rossi, gialli e marroni circostanti.

Profumo di pane appena sfornato.
Cielo terso che si avvia verso il tramonto.
Atmosfera di casa.

Tutto questo è stato come una carezza che mi ha introdotto nell’atmosfera pievese.

Cenare e dormire a Città della Pieve

Ragazza che sfoglia un catalogo seduta al tavolo

Prima di cena, mi sistemo nel mio appartamento all’interno di Podere Umbro. Un casale immerso nella natura, dove a farla da padrone è l’immenso cane maremmano, che si aggira dolce tra gli ospiti. Adatto a chi non ne può più degli spazi angusti della città.

Perché è questo il bello dell’Umbria: lo spazio. Ve ne accorgerete al mattino, quando a svegliarvi non sarà la tv ma il paesaggio che vi si aprirà davanti una volta aperta la finestra.

Per cena, tutti da Coppetta! Vi consiglio di assaggiare la panna cotta allo zafferano. Del resto, io sono un’amante dei mix e adoro osare. Chiunque proponga accostamenti insoliti come questo è il benvenuto.

Città della Pieve: una città slow

Il giorno dopo mi dedico alla scoperta della città, bandiera arancione Touring Club.
È un borgo slow, Città della Pieve e, come tale, va vissuto con lentezza, scovandone piano i mille tesori nascosti.

Questi tesori sono il frutto del passaggio di popoli diversi e di ciò che hanno lasciato qui in eredità: Etruschi, Longobardi, Romani l’hanno resa il prototipo perfetto della migliore Italia dall’età etrusca al Rinascimento.

Il mio tour, comunque, si chiama #zafferiamo, perché Città della Pieve è anche la patria di questa spezia benedetta, elisir di lunga vita, capace di dare sapore a più piatti di quanti immaginiate.

La mattina, infatti, inizia all’orto cittadino, dove questo fiore viola viene coltivato da tempo immemorabile. Purtroppo, a causa della siccità di quest’anno, la fioritura è in ritardo di qualche settimana.

sfioratura delloo zafferano

Una volta uscita, mi dirigo verso Vicolo Baciadonne, una delle vie più strette d’Italia! Sappiate che vi prenderà in castagna: se da un lato sembra largo abbastanza da farvi passare comodamente, a un certo punto si restringe a sorpresa. Capirete, quindi, perché il nome “baciadonne”.

Un’altra perla rara è Palazzo della Corgna, edificato da Ascanio della Corgna, personaggio storico dal grande carisma. Dal chiostro alle sale del piano superiore, tutto trabocca arte e ricchezza.

Di fronte, si trova la cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio. Non potete perdervela per nulla al mondo: al suo interno, due opere del Perugino e del Pomarancio.
Purtroppo (o meglio: per fortuna) non è possibile scattare fotografie.
Da parte mia, posso solo dire: la Bellezza. Non so se avete idea di cosa significhi trovarsi al cospetto di artisti di una tale rilevanza storica.

Città della Pieve sotto il sole

Durante il tour, ho anche avuto modo di visitare tre luoghi non sempre accessibili ai turisti:

  1. Prima di tutto il teatro “Accademia degli Avvaloranti”. Ho avuto la fortuna di metterci piede mentre una bambina prodigio suonava il pianoforte. Quando si dice trovarsi nel luogo giusto al momento giusto…
  2. Poi c’è quella meraviglia di Santa Maria dei Servi, chiesetta un po’ decentrata, che nasconde qualcosa di “infotografabile”. Ebbene, questa chiesa nasconde al pianterreno dei reperti etruschi provenienti dalla tomba di San Donnino – Poggiovalle. Tra questi reperti, due sarcofagi (di cui uno ancora da scoperchiare) e tre statue così vive da commuovere. Potete accedervi solo con una visita guidata dell’associazione archeologica Pulfnas. Per tutte le informazioni di cui necessitate, rivolgetevi all’ufficio turistico della Rocca.
  3. Dagli Etruschi all’arte contemporanea: dovete sapere che a Città della Pieve esiste lo Spazio Kossuth, dedicato agli amanti delle opere contemporanee ma figurative. Nulla di astratto, dunque, ma statue in resina che rappresentano per lo più le passioni di questo autore tedesco. Wagner e Mozart sono tra le prime che vedrete, perché Kossuth era anche un musicista. I vostri occhi si troveranno a seguire mani che si inerpicano su corpi che diventano improvvisamente teste.

Dopo tutte queste camminate, arriva l’ora di cena: al ristorante Zafferano Pievese io e i miei compagni veniamo deliziati da altri piatti a base di zafferano, dal riso alla torta di mele.
Il riso allo zafferano potrebbe suonarvi banale ma se vi dico che qui potrete mangiare chicchi al dente mantecati con burro e pistilli (e non con la polverina commerciale) cambierete idea.

Per ripercorrere il mio itinerario o anche decidere di farne un altro, andate al link della mappa di Città della Pieve.

Conclusioni…

Ragazza che prepara i pici

Arriva domenica mattina ed è ora di fare un ultimo giro sotto le nuvole di questa giornata autunnale, che sbiadiscono un po’ i colori ma non l’umore.

Davanti alla rocca, mi cimento nella preparazione dei pici allo zafferano. Ecco la terapia del giorno: mettere le mani in pasta.
Devo dire che preparare i pici (spaghettoni fatti a mano) è meno facile di quanto si pensi: dosa bene, mettici energia ma non troppo, abbi pazienza…

Insomma, un blog tour non è mai solo un blog tour. Come un viaggio non è solo una vacanza.
Metteteci il cuore ovunque voi andiate. Apritevi alle esperienze.
Perché i luoghi vanno vissuti per poter essere amati. E io ho adorato Città della Pieve!

Per qualunque informazione su questa splendida cittadina, non esitate a studiarvi il sito di Città della Pieve, con tutte le novità e le cose più accattivanti da fare e da vedere. Oppure iscrivetevi al gruppo Facebook.

P.S.: Un ringraziamento speciale va al Consorzio dello Zafferano, che ha regalato a noi blogger dei cofanetti di legno del Cantiere 56 contenenti alcuni prodotti tipici: zafferano, fagiolina del Trasimeno e olio extravergine d’oliva dell’Umbria.

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8 Responses

  1. Silvia

    Che meraviglia questi colori, sono quelli caldi dell’autunno che amo ❤
    Adoro l’Umbria e ci sono stata varie volte ma non sono mai stata a Città della Pieve (shame on me!), l’ho scoperta seguendoti suo social in questi giorni è soprattutto ho capito che nasconde dei tesori che meritano una visita.
    Adesso però voglio la ricetta dei pici! ?

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    • Roberta Isceri

      Silvietta, i pici si fanno solo con acqua e farina. Impasta come se non ci fosse un domani, fai riposare mezz’ora in frigo e poi taglia la pasta con un coltellaccio in tanti pezzi omogenei (il più possibile). Ogni pezzo va allungato e arrotolato con olio di gomito ? Ah! Ad acqua e farina noi abbiamo aggiunto una soluzione a base di acqua e zafferano puro ?

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  2. Bruna Athena

    Sono stata in Umbria quasi 2 settimane fa, ad Assisi, ed è stato un breve viaggio con qualche imprevisto. Benché non sia amante degli imprevisti, sono riuscita a godermi tutto, proprio perché sono stata un po’ “costretta” alla lentezza. Credo che l’Umbria sia la regione da vivere lentamente per antonomasia! Ho seguito il vostro tour e mi ha divertita il fatto che vi abbiano messe a fare la pasta: è una cosa che piacerebbe tanto fare anche a me! Come sempre, non basta vedere i posti che tutti vogliono vedere: bisogna toccare con mano la terra che calpestiamo!

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  3. Falupe

    E’ uno dei Borghi umbri che preferisco; gli edifici in mattoni li adoro, al punto da coprire qualche parte di muro della mia abitazione.

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