Vi siete mai chiesti quant’è culturale il vostro paese? Sì, tutti sappiamo quanto sia bella e ricca l’Italia ma chi mi sa dire con esattezza i beni culturali che importa ed esporta in tutta Europa?

Io l’ho scoperto tramite un’interessante infografica che mostra opere d’arte, libri, antichità “vaganti” per il continente. Il sistema è semplicissimo: una volta entrati nel sito, potete cliccare su un paese a piacere e scoprire cosa vende e compra maggiormente dagli altri Stati.

Io (che non a caso ho chiamato il mio adorato blog Italiaterapia) mi sto divertendo come una matta. E anche innervosendo, a dire la verità: scoprire che la Gran Bretagna esporta più beni culturali di noi è alquanto scioccante per me. Pare che insieme alla Germania, infatti, sia la nazione con il bilancio migliore nel rapporto tra esportazione e importazione.

Infografica culturale Shopalike

L’Italia culturale, invece, si piazza al quarto posto; il che non è un male di per sé ma se si considera il fatto che siamo pieni di opere d’arte fino alle orecchie, la cosa si fa un po’ deprimente. Forse ci siamo fermati al Rinascimento… Ad ogni modo, vi stupirete scoprendo che ciò che vendiamo e compriamo maggiormente sono prodotti tessili culturali (arazzi e tappeti preziosi, per esempio).

Altra notazione incredibile e, a modo suo, simpatica (mettiamola così): l’Islanda vende parecchie antichità, laddove per antichità si intendono manufatti di un’età superiore ai 100 anni. Volete sapere di cosa, al contrario, ha più bisogno? Di libri. Se volete farvi spazio così a nord, dunque, fateci un pensierino.

Se invece la Norvegia esporta opere d’arte à gogo, la Turchia (come prevedibile e al pari dell’Italia) va forte con i prodotti tessili culturali. Almeno qui ci siamo risparmiati una delusione culturale.

In tutto ciò, i fanalini di coda d’Europa sono – udite udite – Olanda, Austria e, per finire, Svizzera. Quest’ultima si conferma come un luogo al di sopra di tutti luoghi, neutrale anche in fatto di compravendite culturali. Si vede che la fonduta la fa ancora da padrona.

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2 Responses

  1. Stamping the World

    Ma che articolo interessante! In genere si pensa sempre e solo a quanto è culturale un paese dal punto di vista di cosa ha da offrire al visitatore, invece in questo caso lo studio porta da tutt’altra parte! Non avevo mai pensato alla mobilità dei beni culturali.
    Ora vado subito a spulciare il sito!

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