Oggi vi porto in una cittadina colorata, ricca di storia ma proiettata verso il futuro: Troia (FG). Un nome che odora di mitologia, anche se alcuni lo collegano a una scrofa di cui vi racconterò a breve.

Seguitemi sui Monti Dauni.

10 cose da vedere e da fare a Troia

1) La sua cattedrale è su tutti i libri di scuola. Concattedrale, pardon. Non diciamolo troppo in giro, però (è tutta una questione di diocesi).

A colpirvi immediatamente sarà il rosone, che nasconde una curiosità: a differenza di tutti gli altri rosoni del mondo, divisi in 6 o 12 spicchi, lui ne ha 11. Insomma, un apostolo per spicchio, a esclusione di Giuda il traditore. Non solo numeri, però: se vi sedete su una panchina e alzate la testa, vi perderete tra i simboli sacri e profani della facciata. È un po’ come decifrare un codice.

Io vi consiglio di tornarci al tramonto, quando – da bianca – la chiesa diviene una palla di fuoco ricamata.

La cattedrale è insolitamente grande per la piazza che la ospita, così come è insolito che le chiese siano 13, viste le dimensioni del paese. Diciamo che la spiritualità non manca, come avrete capito dai miei racconti sui social.

Il rosone della concattedrale di Troia

La concattedrale di Troia

2) Passeggiate su via Regina Margherita. Troia si sviluppa su quest’unica strada, un tempo parte dell’Appia e quindi luogo di scambi e commerci. Un’anima che ancora si percepisce, camminando tra negozietti e golose pasticcerie. Io mi sono sentita come a casa, inebriata dall’aria pulita, dall’odore di legna e dalla tangibile socialità.

3) Assaggiate la cucina locale. Se, come me, amate i sapori antichi; se avete bisogno di ricordare (o di scoprire) il pane fatto in casa; se adorate sentirvi leggeri anche dopo un’abbuffata, date retta a me: fermatevi almeno in un ristorante del posto. A fine articolo, vi do qualche suggerimento. Ah! Ricordatevi di accompagnare ogni piatto con del buon Nero di Troia.

4) Scoprite i palazzi nobiliari. Troia, di primo acchito, potrebbe sembrarvi un paese alla buona. Ma se date un’occhiata oltre i portoni (tutti diversi l’uno dall’altro), scoprirete cortili e palazzi stupendi. Un esempio? Il municipio, un tempo dimora dei D’Avalos. Intorno a questo palazzo girano parecchie storie di fantasmi.

5) Uscite da via Regina Margherita: oltre a scoprire innumerevoli viuzze e chiese, potrete affacciarvi sul magnifico panorama. Una precisazione: Troia è estremamente ventosa. Raramente ho sentito venti così forti e ululanti. Del resto, si trova sulla cima di un colle ed è circondata, non a caso, da innumerevoli pale eoliche.

Sulle pale eoliche potremmo aprire un capitolo a parte ma vi confido il mio sentimento verso di loro: a me piacciono. Mi spiace per i detrattori ma quando, girando con la macchina, sbucavo da una collina per trovarmi di fronte a uno di questi moderni mulini a vento, mi sentivo positivamente sopraffatta. E poi il verde: una delle sfumature più vive e brillanti che abbia mai visto.

6) Fate caso alle case: di fronte a qualcuna di queste, troverete dei mazzetti di origano. Sapete cosa significa? Che i proprietari raccolgono frutta e verdura dai loro orti e la possono vendere ai passanti. Si tratta di un vero e proprio messaggio da cogliere al volo.

7) Arricchitevi in almeno uno dei suoi musei. Io sono stata al Museo Ecclesiastico Diocesano. Qui sono conservate testimonianze della cristianità troiana. Sono rimasta a bocca aperta nella sala dei Misteri: al suo interno, statue di cartapesta del ‘700, che fino a qualche anno fa sfilavano per il paese la sera del Venerdì Santo. Per non parlare della sala dei capitelli, che ospita il famigerato capitello delle quattro razze, una cui copia è oggi conservata al Metropolitan Museum di New York.

Statue di cartapesta nella sala dei misteri del Museo Ecclesiastico Diocesano di Troia

La Sala dei Misteri

8) Emozionatevi. Siete nella diciottesima tappa del cammino francigeno. Troia, infatti, si trova sulla linea che unisce Canterbury a Gerusalemme, passando per Roma e la Puglia. Luogo per camminatori dunque, se pensate che era anche punto di passaggio di transumanze.

9) Il nome: una leggenda vuole che la città sia stata fondata da Diomede, re di Argo. Siamo peraltro vicini alle Tremiti, chiamate anche isole Diomedee. Un’altra versione sostiene l’avvistamento di una scrofa (simbolo di fertilità) che allattava sette porcellini. Scegliete voi quella che vi piace di più. Quel che è certo è che Troia fu, a un certo punto della sua lunga storia, città della Magna Grecia prima, centro romano poi.

10) Assaggiate una Passionata: sul corso principale, proprio di fronte alla cattedrale, troverete la pluripremiata pasticceria Casoli. Di cosa si tratta? Di un dolce buonissimo, rivisitazione della cassata siciliana, a base di tre ricotte: di mucca, di pecora e di bufala. Non vado oltre, sennò svengo dalla fame.

Fila di passionate nella pasticceria Casoli

Ecco a voi la Passionata

E adesso passiamo a dove mangiare e dormire.

Ristoranti di Troia (provati da me)

1) Ristorante Pizzeria D’Avalos (Piazza della Vittoria, 9). Due consigli: il pan cotto (pane raffermo con rape, patate e aglio) e il cavicione, dolce a base di ricotta e cioccolato. Cucina tradizionale e delicata
2) Osteria Fra due Terre (Via San Leonardo, 6): lampacioni, fave e cicoria o zuppa inglese della casa? A voi l’ardua sentenza.
3) Osteria da Maria Neve (Via Iamele, 16): ottime le orecchiete con la crema di carciofi fatta in casa.

Dove dormire a Troia

Io ho “abitato” a Svegliarsi nei Borghi. Abitato, sì: avevo a disposizione un appartamentino proprio su via Regina Margherita e per me è stato come essere a casa. L’appartamento fa parte di un albergo diffuso delizioso.

Indimenticabile il vento che bussava alle persiane di camera mia. Indimenticabili le campane e i risvegli primaverili in pieno centro. Se amate sentirvi accolti, se l’asetticità non fa per voi, svegliatevi a Troia.

Se tutto questo non basta a convincervi, allora aggiungo un elemento importantissimo per descrivere la cittadina: il calore umano. A Troia, io e gli altri blogger siamo stati accolti dall’assessore al turismo Margherita Guadagno, che ringrazio per la lista che ho appena compilato (i viaggiatori, qui, sono considerati delle piccole celebrità).

Ringrazio anche i suoi genitori, per averci ospitato in casa loro, affinché vedessimo come si prepara un tipico pranzo pasquale. Potrei parlarvi per ore delle marmellata d’arance della signora Michelina (la mangio tutte le mattine a colazione).

Ringrazio anche la famiglia che mi ha ospitata la sera di Pasqua perché riprendessi la Processione del Bacio da una posizione privilegiata.

Sono solo cinque giorni e i contatti umani non si contano…

A proposito dell'autore

Post correlati

32 Risposte

  1. Simona Pasquino

    Siete stati accolti con amore dalla popolazione e adottati per qualche giorno. Si percepisce che vi siete sentiti a casa e questo rende un viaggio sempre piacevole e indimenticabile!

    Rispondi
  2. Raffi

    Che bei posti! le tue foto sono stupende e anche le tue descrizioni, sono così vive…
    Grazie di aver condiviso con noi questa esperienza di viaggio.

    Rispondi
  3. Alessia Arena

    adoro i rosoni delle chiese…questo della concattedrale è davvero bellissimo!
    continuando a leggerti poi, appena ho visto la Passionata ho iniziato a sbavare sulla tastiera…peccato che sono a dieta! 🙁

    Rispondi
  4. Federica

    Davvero tutti ottimi consigli..
    Non sono mai stata in questa zona, ma devo ammettere che mi hai incuriosita 😉

    Rispondi
  5. Sofia

    Troia la conoscevo solo per i riti della settimana santa e me ne sono sempre tenuta a distanza. Però adesso so che vale la pena andarci perché ha diverse cose belle da vedere. Grazie

    Rispondi
  6. Stefania - Prossima Fermata Giappone

    Sembra un posticino davvero delizioso, ricco di storia, cultura e gente stupenda! Si vede davvero dall’articolo che l’hai adorata e visto che non sono mai stata in Puglia, mi piacerebbe inserirla in un eventuale tour della regione!

    Rispondi
  7. Robi

    Sento tanto parlare del cammino francigeno ed è molto interessante che Troia ne sia una tappa. Adoro inoltre i posti semplici e pieni di calore umano come questo.

    Rispondi
  8. Valentina

    Dai mazzetti di origano appesi fuori dalle case ai musei e antichi palazzi nobiliari, passando per la Passionata… Direi che sono tutti eccellenti motivi per visitare questa misteriosa città di cui ancora non conoscevo nulla! Quando torno nella mia amata Puglia (e sarebbe anche ora!), non mancherò di gustarmela seguendo i tuoi preziosi consigli! 🙂

    Rispondi
    • Roberta Isceri

      Grazie Vale! Io sono a metà pugliese ma mi credi se ti dico che non ne sapevo nulla dell’esistenza di Troia prima di questo blog tour? Adesso sono grata di aver partecipato

      Rispondi
  9. Raffaella

    Il rosone della concattedrale è una meraviglia dell’arte. Non conoscevo Troia prima di leggere il tuo post, ma sembra davvero un paese incantevole (inclusa la Passionata!).

    Rispondi
  10. rosy

    Adoro la Puglia e nei tuoi racconti trovo sempre qualcosa di nuovo da vedere. Mi piace anche il fatto che dai due dritte su dove mangiare.

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata