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La versione di Sa

Tiepide e assolate domeniche di un inverno troppo stanco – quest’anno – per farsi a lungo trovare. Quando dici “è tempo di primavera”, quando non ne puoi più di sentirti compresso tra le pareti e ti viene chiesto con insistenza di spezzare la noia di evadere di andare di fare di inventare di suscitare novità (bambini anch’essi smaniosi di godersi il weekend?), non ti resta – a Roma – che una fuga: il MAXXI. Un gioco architettonico di curve e specchi, dove l’antico si specchia nel contemporaneo…

 

Ben più ricercato e bizzarro di un parchetto, più contenuto rispetto a un parco. Il cortile del Museo nazionale delle arti del  XXI secolo meglio noto per l’acronimo MAXXI, col sole si trasforma in puro spazio gioco. Basta avere uno skatebord o pattini o bicicletta o anche solo un gessetto…

 
Non resisti, fai anche tu della vasca al centro di una gabbia il tuo fugace bersaglio… ma le installazioni esterne sono speciali attrazioni soprattutto per loro, i bambini, seppure qualche addetta del museo avvisi di trattarle con assoluto riguardo. Ma che ne sanno loro, i tuoi figli, dell’arte se non per lo stupore da questa interazione?
 


Del continuo vociare, alcuni anziani della zona sono venuti a cercare compagnia.

 
Guardi il lato esterno visionario ed estremo, ecco cosa ha potuto la fantasia di una donna nonché, nel suo campo, una diva! Ti riferisci all’architetto, l’anglo-irachena Zaha Hadid… La complessità spaziale non è certo tipica di un quartiere nato nei primi del Novecento per usi industriali e militari. La facciata, proprio a metà di via Guido Reni, è invece quella del palazzo originario. La osservi dallo specchietto dell’auto quando il cielo già si fa scuro.


+Sa

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