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La versione di Roby

Qualcosa ti dice che è bene che ti rilassi. Il prima possibile.
Abbattuta? Confusa? Arrabbiata? 
Per comodità preferisci definirti stressata, in modo da riunire la lunga serie di emozioni che ti flagellano in un solo termine. 
Approfitti della gita a Sermoneta, programmata già da tempo.
 
Centro storico di Sermoneta

Ti aspettavi uno dei tanti paesi medievali disseminati per l’Italia ma ti ritrovi a calpestare pietre linde, il cui biancore contrasta con i colori accesi delle bouganville e di altri fiori di cui ti sfugge il nome. 
 
Fiori colorati
 
Entri nella chiesa di San Michele Arcangelo, adibita a sala espositiva e rimani incuriosita da questo spazio consacrato e profano. Pochi scalini verso il basso e sei nella cripta, decorata da affreschi colorati, che si impongono sui muri spogli.
Affreschi della chiesa di San Michele Arcangelo
 
A Sermoneta c’è un silenzio interrotto poche volte dalle voci di turisti stranieri che non ti aspettavi di trovare qui. Gli anziani – che, chissà perché, si notano ancor di più negli spazi raccolti dei luoghi lontani dalla frenesia – conservano la memoria del tempo che passa.
Centro storico
Il caldo si fa sempre più soffocante. Ti dirigi al Castello Caetani e, in attesa che apra, opti per una sosta in trattoria, dove ti rifocilli con strozzapreti al pesto e capretto al forno
 
In lontananza: Castello Caetani
Una volta nel castello, sgrani gli occhi di fronte a quello che fu il set di “Non ci resta che piangere”, mitico film con Troisi e Benigni. 
Ma occhi e petto si dilatano soprattutto di fronte alla camera da letto padronale, che si trova al primo piano del Maschio, vale a dire la torre di avvistamento.
Guardi il letto a baldacchino, la culla e gli arredamenti intatti del Cinquecento e ti inquieti pensando che ciò che stai osservando in questo momento era una volta uno spazio riempito da vite vissute.
Camera da letto del Castello Caetani
Ti dirigi esausta al Giardino di Ninfa, a pochi chilometri da Sermoneta. Il caldo, adesso, è davvero sfiancante. Le acque limpide del parco, oltre a farti venire voglia di tuffarti, ti ricordano Ofelia, il quadro di John Everett Millais.

Il Giardino di Ninfa
Ofelia – John Everett Millais
Sei circondata dai fiori, da api che planano in mezzo a ciuffi di lavanda e dal romanticismo di Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onoraro Caeatani, alla cui sensibilità si deve oggi la meraviglia di questo sprazzo di verde e piante antiche che sorge sulle ex paludi pontine.
 
rob.isceri@gmail.com

 
 

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