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PARCO DEGLI ACQUEDOTTI. ESTERNO. POMERIGGIO 
 
Memorabile la scena in cui l’attrice di un discutibile spettacolo teatrale, nuda e bendata, si schianta volontariamente contro l’acquedotto romano, ferendosi alla testa.
 
Un’immagine tratta da “La grande bellezza”

Non hai certo intenzione di imitarla ma di godere appieno di uno spettacolo di natura diversa: quello offerto dal meravigliosoparco e da una di quelle giornate piene di sole e di vento, da resurrezione spirituale. 
Conosci già il posto ma anche questa volta rimani senza parole; ne esclami solo qualcuna, rendendoti subito conto della povertà del linguaggio.
 
Aspettavi il freddo da mesi. Finalmente il tuo corpo reagisce: il clima non è più quello informe degli ultimi tempi. Reazioni. Ecco ciò di cui hai bisogno. E cose nette. Non calduccio né freddino. Niente soli pallidi né pioggerelline. Ma luce! E gelo! E tempeste!
 
Intorno a te persone piene di vita e pecore scampanellanti e cani allegri, grossi e goffi. E lo stupefacente acquedotto, che osservi da ogni angolazione possibile.
 
E gente che scatta foto
 
E ombre disegnate
 
E capannelli adolescenziali
 
E cultura e natura, perfettamente fusi
 
E pappagalli verdi al tramonto
 
E coppie che immagini e speri innamorate
 
E luce. Ovunque luce… Macchiata a malapena da quel sassolino nella scarpa al quale, ormai, ti sei quasi affezionata. E se anche tu, come l’attrice alternativa de La Grande Bellezza, ti dessi una bella e risolutiva testata?
 
Continua…
 
rob.isceri@gmail.com
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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