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LUNGOTEVERE. ESTERNO. MATTINA. 
«Quando sono arrivato a Roma, a 26 anni, sono precipitato abbastanza presto, quasi senza rendermene conto, in quello che potrebbe essere definito “il vortice della mondanità”. Ma io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire»
 
Un’immagine tratta dal film

Tranquilla, non hai fatto la stessa fine di Jep Gambardella. Non dal punto di vista della mondanità, quantomeno. Tu, l’antimondanità per eccellenza … Però, come lui, fiancheggi il Tevere (a pohi giorni dalla piena). Pensierosa e in cerca di eleganza vera
Ti viene in mente la camminata di Servillo: mani incrociate dietro la schiena, postura eretta e una falcata inconfondibile. Un’eleganza sola, però, che osserva la variegata umanità lungoteverina dall’alto della sua inaccessibilità. 
 
Un’immagine tratta dal film
È domenica mattina e, camminando lungo il tratto De’ Cenci, ti rendi conto di quanti microcosmi sia composto il mondo. C’è quello dei solitari
 
… e c’è quello dei soli.
 
Ci sono i fanatici della corsa (non li capirai mai …)
 
… e gli amanti della bicicletta.
 
Ci sono cose che sembrano persone
 
… e persone che si confondono con le cose.
 
E poi gli scorci
 
… e parole da ricordare.
 
La Sinagoga, sotto un cielo sempre più cupo
 
… e mondi che, pur vicini, non si toccano.
 
Ma i colori tornano sempre…
 
rob.isceri@gmail.com
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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