Condividi questo articolo

A spingermi verso una destinazione sono quasi sempre le suggestioni. Nel caso di Devon e Cornovaglia, oltre alle foto di Instagram, a farla da padrona è stata Virginia Woolf. Una scrittrice che adoro, Virginia, i cui Momenti di Essere mi hanno fatto sognare a lungo St Ives e dintorni.

Il viaggio: Exeter-Bolventor

Il viaggio è stato particolare: Roma-Londra via British Airways, Londra-Exeter via pullman (National Express). Non disdegno i lunghi viaggi, anche quando si tratta di luoghi relativamente vicini. Ho risparmiato un po’ di soldi grazie a questa combinazione di Vologratis, che mi ha permesso di fermarmi una notte all’andata e una al ritorno nella città del Devon e di osservare il paesaggio inglese dai finestrini di un pullman dotato di ogni comfort.

Exeter mi ha colpita immediatamente con la sua affascinante aria British. Complice un alberghetto ricoperto di moquette e generoso di pancake, mi sono sentita subito a casa. Ho passeggiato la sera tra le vie di questa città delicatamente illuminata e visitato l’immensa cattedrale il mattino dopo.

Quale imponenza la cattedrale di Exeter! Circondata da un giardino all’inglese, è all’interno che si mostra in tutta la sua magnificenza. Il prezzo del biglietto è irrisorio (circa 5 pound). Se decidete di visitare la chiesa, vi ritroverete avvolti dalla bellezza e dalla storia gloriosa di questo paese in men che non si dica.

Senza saper leggere né scrivere, ho cominciato a camminare, senza dare nemmeno un’occhiata agli opuscoli che mi avevano consegnato in biglietteria. Ho lasciato che i miei occhi vagassero, padroni di se stessi. Amo la storia dell’arte ma amo ancora di più farmi permeare da ciò che vedo senza troppe nozioni a fare da filtro. E così mi sono trovata a zigzagare tra le immense colonne, sotto al mastodontico organo e all’interno di piccole cappelle ricolme di statue e oggetti votivi.

La cattedrale di Exeter, se posso dirlo, mette in soggezione. Ha tre navate ma la sua struttura è dispersiva. Cammini come con i piedi felpati, timorosa nonostante nessuno ti impedisca nulla. Perché è questo il bello dell’Inghilterra: seguire le regole per civiltà e non per imposizione.

Uscendo, si possono ammirare tanti fiori colorati, case ricoperte di edera e le mura romane, di cui si può seguire il tracciato (io, per mancanza di tempo, mi sono concentrata unicamente sulla zona della cattedrale).

A Exter abbiamo noleggiato una macchina e ci siamo diretti, finalmente, a Bolventor.

Prima di arrivare a destinazione, abbiamo fatto sosta a Burgh Island, un isolotto separato dalla terraferma per via delle maree, a seconda dell’ora. Proprio a Burgh Island ho cominciato ad annusare l’aria dei paesaggi che mi aspettavo da questo viaggio: ho visto l’oceano e le scogliere prendere forma e avvertirmi che di lì a poco gli spettacoli si sarebbero susseguiti numerosi di fronte ai miei occhi.

Ho raggiunto l’isola a piedi, camminando su una spiaggia popolata da qualche surfista. Arrivata in cima, ho lasciato che capelli e pensieri venissero accarezzati dal vento.

Selvaggia come me: ecco com’è Burgh Island. Mi sarei fermata per un altro po’ ma il Jamaica Inn aspettava il mio arrivo.

Burgh Island

Burgh Island

Dove dormire in Cornovaglia: il Jamaica Inn

Ora vi chiederete: come fa un hotel a chiamarsi Jamaica Inn se si trova nel bel mezzo della brughiera? Il perché è presto detto: la brughiera della Cornovaglia era zona di passaggio per i pirati che arrivavano sulle coste da paesi lontani come la Jamaica. In questa terra di mezzo si smerciavano beni di ogni tipo e il piccolo museo annesso all’hotel lo testimonia.

Turismo letterario e cinematografico in Cornovaglia

Insomma, sì, ho dormito in un luogo profumato di crochi e ruberie da libro d’avventura. E proprio al Jamaica Inn è stato ambientato l’omonimo romanzo di Daphne du Maurier, che parla proprio di quest’affascinante e spaventoso momento della storia inglese. Il mio amato Hitchcock, invece, ne fece un film, che a quanto pare non ebbe successo.

Il Jamaica Inn sorge in mezzo al nulla. Si tratta di un grande complesso, isolato dal resto del mondo da chilometri e chilometri di verde. Proprio come piace a me.

Non appena ho messo piede al suo interno, ho subito colto l’atmosfera delittuosa del romanzo. Pochi dettagli a delinearla: dei manichini, qualche targa…

Se volete sapere com’è proseguito il mio viaggio in Cornovaglia, aspettate il seguito. Da oggi, potete anche iscrivervi alla newsletter! La trovate in alto a destra 🙂

Ragazza con manichino femminile al Jamaica Inn

Io e la protagonista di “Jamaica Inn”

 

A proposito dell'autore

Roberta, professione travel blogger. Per me viaggiare significa uscire di casa e guardare il mondo con gli occhi di una bambina. Ecco perché qui leggerete di luoghi e di emozioni. Itinerari, consigli e - soprattutto - vagabondaggi...

Post correlati

17 Risposte

  1. Anna

    Wow, ho letto ‘pirati’ e i miei occhi brillano di felicità!! Direi che è un tema da approfondire! Più che altro ricordi di quand’ero piccola, adoravo le storie di pirati, facevo scorpacciata di letture in estate! Questo posto farebbe la mia gioia

    Rispondi
  2. Simona Pasquino

    Quello tra Devon e Cornovaglia è un on the road che mi è rimasto particolarmente nel cuore per gli incredibili paesaggi e per i luoghi visitati. Quando ho visto la foto col manichino mi sono detta “ehi,ma qui ci sei stata!” Piccolo davvero il mondo a volte!

    Rispondi
  3. Monica

    Ma dai! La casa di Rebecca, la prima moglie? Mi sarei divertita tantissimo a stare in quell’hotel, bellissimo! Io ho visto anche il film di Hitchcock!

    Rispondi
  4. Dani

    Che zone favolose! Non conosco l’Inghilterra al di fuori di Londra, ma un viaggetto così lo farei proprio!

    Rispondi
  5. Falupe

    Paesaggi mozzafiato e leggende fanno della Cornovalgia una meta ambita da ogni viaggiatore. Il desiderio di questo viaggio è nella mia mente da sempre. Priama o poi…

    Rispondi
  6. Claudia

    La Cornovaglia è una di quelle mete che ho chiuse nel cassetto, mi segno il Jamaica Inn per un pernottamento perché mi ispira molto.

    Rispondi
  7. Raffaella

    Attraverso le tue parole si può percepire l’atmosfera di questi luoghi, oserei dire, da favola. Confesso che non ho mai (ingiustamente) provato molto interesse per questa zona, ma più ne leggo più mi incuriosisce. Se poi mi garantisci tonnellate di pancakes, mi sento obbligata!

    Rispondi
  8. Valentina

    Proprio come te, anche io tendo sempre a scegliere le mie mete di viaggio seguendo istinto e suggestioni! E da amante della nostra Virginia quale sono, Devon e Cornovaglia figurano proprio nei miei futuri progetti di viaggio. Il tuo sembra essere stato un bellissimo itinerario on the road, le tue parole mi hanno letteralmente trasportato nell’atmosfera magica e misteriosa di quei selvaggi luoghi! <3

    Rispondi
  9. Sara

    Wow, il tuo racconto è davvero molto coinvolgente, fa venire voglia di partire subito per la Cornovaglia. E’ una zona che non conosco per niente!?

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata