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La Cascata delle Marmore nella sua essenza

“La scelta c’è dove c’è confusione. Per la mente che vede con chiarezza non c’è necessità di scelta, c’è azione”

Come dare torto al filosofo Jiddu Krishnamurti? Peccato che queste parole abbiano contribuito, insieme ad altre, a creare dentro di te uno spesso strato intellettuale, che nel tempo si è sempre più solidificato.

Insomma, conosci i pensieri degli uomini più saggi ma non sai metterli in pratica. Non potresti semplicemente essere, scorrere come fa ancora oggi la Cascata delle Marmore?
 
Cascata delle Marmore
Vorresti essere acqua e, ogni volta, prendere la forma dell’ambiente in cui ti trovi. Hai sempre pensato che questo sia il più felice degli elementi naturali, perché sa adattarsi ma, allo stesso tempo, scavare la roccia.
Sì, l’acqua è malleabile, impetuosa e la natura intorno a te ti ricorda quanto sia importante non ristagnare.
 
Cascata delle Marmore
Meravigliose Marmore. Le tue gambe sono toniche per i tanti scalini che hai percorso in discesa fino alla radura in cui hai deciso di ristorarti. Mille primaverili piumini volano intorno a te e al tuo panino e sembrano quasi neve tardiva. Ma la tua mente ha deciso di non placarsi, nonostante il piacere, fisico e spirituale, che la natura ti dona.
 
Cascata delle Marmore
Sono le ore 14 e il getto della cascata diminuisce all’improvviso. Riprenderà tra due ore – così ti dicono i custodi. Ti immagini una specie di deus ex machina stringere l’immenso rubinetto con le sue possenti mani. 
 
Cascata delle Marmore
Le nuvole si alternano al sole, il fresco al caldo umido. Una panchina di pietra e un libro scolpito ti ricordano la presenza di Byron durante il suo Gran Tour in Italia del 1827.
 
Cascata delle Marmore
Sono le 16 e il dio misterioso riapre i rubinetti. I tuoi umori, oggi, ti tengono in ostaggio. Ma la cascata, di nuovo libera di gettarsi dalle alture, ti scuote.
La confusione si mette da parte, anche solo per un attimo, e il tuo petto si apre di fronte a uno spettacolo unico che affascina “l’occhio col Terrore – impareggiabile cateratta,orribilmente bella!” (Lord Byron).
 
 
 
 
 

 

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