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Fare fotografie di viaggio non è così semplice come si potrebbe immaginare. Non basta immortalare paesaggi come se non ci fosse un domani per portarsi a casa un minimo di soddisfazione. La fotografia, secondo me, deve essere prima di tutto emozione.

Peccato che concetti come diaframma, lunghezza focale, grandangolo ecc. possono scoraggiarci, distraendoci da quello che vorremo ottenere con un semplice click, senza troppi problemi a interporsi tra noi e l’Arte.

Padroneggiare un po’ di tecnica, invece, è fondamentale. Dei tempi dell’università mi è rimasta impressa, negli anni, una frase: la creatività non può esprimersi senza paletti. Io, che ho studiato cinema, avevo sempre pensato che i registi fossero sì bravi a fare le riprese; ma che il vero responsabile di capolavori come Arancia Meccanica o Uccelli fosse il genio (naturalmente innato).

Niente di più sbagliato: perché ci sia armonia anche nelle nostre passioni, dovremmo ragionare come gli architetti: grande creatività e regole. Senza regole, la creatività è carne morta. Senza passione, le regole sono strumenti inutili.

Non sono un’esperta di fotografia ma, dal mio piccolo, autistico mondo di innamorata delle immagini, vorrei darvi qualche consiglio. Non aspettatevi un manuale ma suggerimenti nati dalla mia esperienza. Un’esperienza di cui vi mostro i primi, traballanti inizi.

Reflex o smartphone? Mirrorless o compatta?

Lo ammetto. Sono pigra. Troppo pigra. Quando parto, non sempre mi porto la reflex. I moderni smartphone fanno foto da urlo, per cui non sempre è necessario zavorrarsi con obiettivi e contro-obiettivi. Eppure… Non mi sento a posto con me stessa quando non parto con la mia fedelissima Canon.

Scattare fotografie con una relflex è un atto di concentrazione. Intanto bisogna appoggiare l’occhio sul mirino. Questo gesto (diverso dal guardare nello schermo di un telefonino) fa sì che ci siamo solo noi e l’oggetto da fotografare. Inutile che mi dilunghi sulle possibilità tecniche, infinitamente superiori a quelle del migliore iPhone.

Quando rivedo le mie fotografie, capisco subito che l’impegno che mi richiede la macchina fotografica ripaga i miei sforzi.

Non è fondamentale spendere centinaia e centinaia di euro. Posso però dirvi che la mia prossima scelta sarà probabilmente una mirrorless, in quanto meno ingombrante della reflex. La compatta è comodissima se non abbiamo in mente grandi effetti.

Pozzanghera nella caldara di Manziana al crepuscolo

Uno dei primi esperimenti: la caldara di Manziana (RM)

Prima osservare, poi scattare

Può sembrare scontato. Eppure una delle cose che mi sento ripetere da anni è: un bravo fotografo fa pochissime fotografie. E questo sapete perché? Perché il fotografo ha già nella mente la sua fotografia.

Questo non significa che non ci si debba affidare al momento. Significa “solo” allenamento. Allenamento dello sguardo e allineamento con mente e cuore.

Figura-sfondo

Seguite il principio gestaltico della figura-sfondo. In sostanza, secondo la Gestalt, la nostra percezione di ciò che avviene dentro e fuori di noi si può definire secondo quest’alternanza: in un certo momento, una cosa-sensazione-ricordo-fatto è in figura (in primo piano), mentre il resto rimane sullo sfondo. Nulla esclude che ciò che si trovava sullo sfondo divenga poi figura, mettendo in secondo piano il resto.

Così è per la fotografia: allenatevi scegliendo cosa mettere in primo piano e cosa in secondo. Si tratta di un esercizio bellissimo da fare in viaggio, perché permette di concentrarsi su un dettaglio, magari per altri ben poco importante. Isolare il particolare, l’attimo.

Primo piano di una statua della Centrale Montemartini

Statua della Centrale Montemartini

Questione di simmetria, baby

Non dimentichiamoci che la fotografia è prima di tutto estetica. Fare foto simmetriche potrebbe essere un ottimo esercizio (nonché un obbligo).

Ricordate cosa vi ho detto a proposito degli architetti? Creatività sì, paletti pure. No agli orizzonti storti, a meno che non vogliate ottenere un effetto particolare. Non abbondate in istrionismi artistici, però. Potreste sembrare dei narcisi.

Tre lampioni e un uomo affacciato

Lampioni

Le persone. Sì, le persone

Come si fa a fare foto di viaggio senza rubare qualche volto, un sorriso fugace, un movimento? Ovviamente con le dovute accortezze. Bisogna chiedere il permesso alle persone che fotografiamo.

Se però vogliamo foto spontanee, potremmo fare così: prima scattiamo, poi andiamo dal nostro modello, gli facciamo vedere il risultato e gli chiediamo se possiamo pubblicare la sua immagine sul nostro blog di viaggi.

Ragazzina davanti a un registratore di cassa

Ragazzina al mercato

Non accontentarsi della bellezza

Dico accontentarsi a ragion veduta. Il mondo è bello perché è vario, giusto? Allora perché volere tutte foto patinate e soggetti instagrammabili?

Avete presente la meravigliosa Diane Arbus? Lei fotografava solo freaks. Certo, era un po’ monomaniaca. Ad ogni modo, non esistono solo paesaggi mozzafiato, volti da modelle, corpi scolpiti, eventi indimenticabili… Esiste anche la “banale” quotidianità.

Donna che cammina al Parco degli Acquedotti

Al Parco degli Acquedotti

Ricordarsi dei luoghi dimenticati

Anche qui: va bene voler stupire con effetti speciali. Va bene farsi il selfie (…) nella piscina a sfioro del Marina Bay Sands di Singapore. Non dimentichiamoci, però, che esistono tante realtà che aspettano di essere scoperte. Siamo in un’epoca in cui vince chi è più colorato e chiassoso. E noi viaggiamo controcorrente!

Concentriamoci su una pietra, su un dettaglio per altri invisibile. I fotografi si accorgono di tutto ma non fotografano tutto. Fotografano ciò che può diventare una storia. E allora troviamole queste storie: il mondo ne è pieno. E non solo tra grattacieli e insegne luminose.

Dettaglio di Sermoneta

Un borgo come tanti

Se volete, date un’occhiata al mio account Flickr. E ditemi cosa ne pensate: secondo voi, devo riprendere in mano la macchina fotografica?

A proposito dell'autore

Roberta, professione travel blogger. Per me viaggiare significa uscire di casa e guardare il mondo con gli occhi di una bambina. Ecco perché qui leggerete di luoghi e di emozioni. Itinerari, consigli e - soprattutto - vagabondaggi...

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14 Risposte

  1. Silvia

    Un bravo fotografo scatta poche foto. Dovrei ripetermelo anch’io come un mantra, a volte mi faccio prendere dalla foga di immortale ogni cosa e mi ritrovo con centinaia di foto 🙂
    “Stranamente” abbiamo una cosa in comune 🙂 Anch’io a volte porto con me solo lo smartphone, specie se si tratta di pochi giorni e voglio viaggiare leggera.
    Un bacione Roby

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  2. Anna

    Quanti ottimi suggerimenti! Io al momento sono dotata di smartphone e GoPro, infatti non mi permetterei mai di definirmi fotografa😉con la reflex di mia sorella non ho resistito più di mezza giornata!!

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  3. Arianna

    Tanti ottimi consigli, anche per chi è già pratico ma a volte “dimentica” la vera essenza della fotografia.
    Buona giornata!

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  4. Francesca | Chicks and Trips

    Senza la mia Nikon non parto mai, per me non è un viaggio. Una volta, per sbaglio, l’ho lasciata sul divano di casa, non ti dico le tragedie! Volevo tornare indietro, ma avrei perso l’aereo. è stata una sofferenza incredibile O-o;

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  5. Raffi

    Che bello questo post. Ti prego continua a scriverne tanti tanti tanti sulla fotografia e sulle sue regole o suggestioni. L’ho divorato. Grazie

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  6. Dani

    Complimenti per le foto e per il post.
    Io non sono una fotografa esperta, ma cerco di fare del mio meglio. A volte però lo smartphone è molto più comodo della reflex, soprattutto per i viaggi brevi 🙂

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  7. Giulia|Little Miss Spaghetti

    Bell’articolo Robi mi e’ piaciuto! Verissima la cosa del “il vero fotografo fa poche foto!”. A volte dobbiamo immaginare di avere una macchina a rullino cosi ci impegneremmo a fare foto belle subito senza scattarne 300 dello stesso soggetto solo perche “si tanto poi le aggiustiamo”

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  8. Claudia

    Bei suggerimenti: anche io in vacanza mi porto sempre la zavorra di macchina più cavalletto e non potrei partire senza ma scatto anche tantissime foto con il telefonino perché sono più immediate, è possibile postarle subito su Instagram o Facebook mentre quelle scattate in raw devono essere lavorate ma anche questo è il bello: tornare a casa e viaggiare ancora un po’ nella visualizzazione, scelta e lavorazione delle foto…

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