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La versione di Sa

Sarà perché Babbo Natale ti ha lasciato quel prezioso biglietto, non t’importa se il viaggio sarà a chilometro zero. Stasera parti e lo farai comodamente annidato in una poltroncina rossa o appiccicato alla balaustra, prima galleria. Sarai al Sistina!
Il Teatro Sistina in via Sistina, visto dall’esterno

Scendi dalla metro a Piazza di Spagna e ti ritrovi nel cuore della Roma barocca. Preferisci i 135 gradini di Trinità dei Monti anziché il percorso da Piazza Barberini. Il teatro – ti dici – in fondo è come un’ascesa…

La scalinata di Trinità dei Monti addobbata a Natale

Un po’ come se fossi a Broadway a New York o nel West end londinese? Stasera tra tutte è Roma la mejola sua spacconeria è per te oggi un carico di entusiasmo ed umanità. Sei diretto al teatro tra i più famosi d’Italia celebre soprattutto per la programmazione incentrata sul musical, un cine-teatro quando nel ’49 fu inaugurato, opera di quel Piacentini “controverso” come indicano i manuali. Va in scena il Rugantino, l’incredibile commedia (o la tragedia?) musicale del duo Garinei-Giovannini, rappresentata per la prima volta al Sistina il 15 dicembre di cinquantuno anni fa.

 
La targa dedicata alla coppia Garinei-Giovannini all’ingresso del Sistina.
Sono ricordate alcune tra le più celebri canzoni da loro composte,
quali  Roma non fa’ la stupida stasera e Aggiungi un posto a tavola

Rugantino, er bullo, lo strafottente, ma in fondo giovane buono e amabile, che si fa eroe per amore. Rugantino come la maschera tipica del teatro romano il cui nome appunto nasce dal romanesco ruganza ovvero “arroganza”. Il faccione di Enrico Brignano, che ha raccolto il testimone da Nino Manfredi, Enrico Montesano, Valerio Mastandrea e Michele La Ginestra, dopo averti ammiccato più e più volte dai cartelloni pubblicitari, ti accoglie all’ingresso.

Lo sguardo di Brignano sulla folla all’ingresso del Sistina

Il più romano degli spettacoli nel teatro più romano di Roma” pensi ormai solo per iperbole mentre varchi la soglia. Nel continuo rimando tra fantasia e realtà, tutto appartiene all’epopea di questa città… Il boom economico e l’ottimismo del secondo dopoguerra, la roma papalina dell’Ottocento nel Rugantino, il potere noncurante e ottuso, la sera dei Lanternoni nel giorno del martedì grasso, Mastro Titta er famoso boja de Roma, Gnecco er Matriciano, i coltelli e il gioco della Morra, e poi Aldo Fabrizi, il maestro Armando Trovajoli, Bice Valori… Dentro di te epoche, personaggi e situazioni si intersecano come in un gioco in cui il tempo non vale più. 

 
Morto un Rugantino se ne fa ‘n antro
Roma è piena de rugantini, uno, dieci, cento.
Perchè noi romani semo tutti rugantino
Tutti co’ la voja de sembrà duri,screpanti,
gente che ce sanno fa’…

+Sa

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