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 La versione di Roby

È venerdì santo e sei a Civitavecchia, dove sta per svolgersi la mistica processione del Cristo Morto. L’aria è frizzante e si respira atmosfera di festa, anche se in un giorno così lugubre per i cattolici.

La statua lignea di Cristo giace inerme sul letto e tutt’intorno ci sono decine di incappucciati. Ti senti una reporter d’assalto, perché di questa serata devi saper cogliere il mistero ma non sai se ne sei all’altezza, anche perché ti gira la testa in mezzo a tante persone, vigili, carabinieri, autorità e bambini che ridono perché stanno per interpretare la loro parte.
 

Le Tre Marie sono piegate ai piedi della croce. Fa freddo e ti raggiunge da lontano l’aria di mare. Respiri e ti muovi, fremendo in mezzo al popolo…
 
In piazza Leandra arrivano forti folate di spiritualità. Sono tutti concentrati per recitare la loro parte e chissà se si tratta davvero di una recita. 
I sorrisi, intanto, mascherano il cielo plumbeo e l’imminente sofferenza dei penitenti incatenati.
 
Parte la marcia funebre di Chopin, partono uomini, donne e bambini resi irriconoscibili dai cappucci bianchi che svelano solo gli occhi concentrati. Parte il rumore assordante delle catene e un brivido corre lungo la tua schiena, impedendoti per un attimo di proseguire con le fotografie. Misticismo.
 
Sai che questa è un’usanza che si tramanda di padre in figlio ma ti chiedi se in mezzo a tanti fantasmi ci siano anche persone piene di sensi di colpa e bisognose di espiare i peccati. Ammirazione.
 
Tutti scendono e tu insieme a loro. La banda accompagna con le sue note questo mesto camminare, animato dal profumo di pesce di Civitavecchia. Ti allontani dal corteo, che pian piano si sta sciogliendo verso uno scenografico finale. Le piazze della città sono animate dai fuochi dei soldati che accompagnano Gesù e tu senti di aver fatto pienamente parte di questo mistero pasquale. 
 
rob.isceri@gmail.com
 
 
 
 
 

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