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Vi è piaciuto il mio articolo sul viaggiare terapeutico? Se la risposta è sì, continuate a leggere i suggerimenti di Alain de Botton attraverso la mia “penna”. Lo scrittore svizzero indica quattro luoghi per lui salvifici (del primo, la spiaggia di Pefkos, ho già parlato precedentemente) ma non c’è dubbio che si tratti solo di uno spunto per iniziare a vedere le cose in maniera diversa. Ecco gli altri tre consigli di viaggio…

Una scena di “Mangia, Prega, Ama” – titisule.com

1) Stazione di pompaggio, Isla Mayor, provincia di SivigliaPer prendere sul serio ciò che vi interessa

Avete presente Plaza de España, l’Alcazázar e il monumento a Cervantes? Ebbene, snobbateli: quello che conta, nella città spagnola, è seguire le proprie inclinazioni, quelli che l’autore chiama interessi latenti. Evidentemente tra i suoi ci sono le stazioni di pompaggio. Alla larga, quindi, dalla tirannia dei musei! Come? Semplice: superando il “senso di colpa da guida turistica”.
 
“Le cose di cui ci importa – ricorda il filosofo – non sono necessariamente citate su qualche guida”
Salina Grande – thephilosophersmail.com
2) Eastown Theatre, DetroitPer ricordarci che le cose cambiano in fretta
Detroit, città ormai fallita, offre le sue rovine agli amanti del dismesso (quanti fotografi si dilettano ogni giorno a fotografare case diroccate ed ex edifici funzionanti?). L’obiettivo è divenire “più consapevoli che il tempo è transitorio, che non dobbiamo fare affidamento sul futuro, che non possiamo contare per sempre sulla buona sorte”.
Triste, infatti, pensare che solo dieci anni fa la città americana pullulava speranze e felicità. Ma “lo scopo di questo viaggio non è farci sentire depressi, è farci assistere alla fragilità della vita“.
Eatown Theatre – Mike Boening PhotographyDi: Mike Boening Photography
3) Il negozio all’angolo, YokohamaPer vincere le inibizioni
 
Yokohama è una città ipermoderna, la più popolata del Giappone. Perché, dunque, andare in un anonimo negozietto quando è attraversata dalle immense arterie dello shopping? Per vincere l’imbarazzo, secondo de Botton. Sì perché trovarsi di fronte a un anziano commesso che non parla l’inglese e spiegare a gesti le nostre necessità non è impresa da tutti i giorni. Al diavolo Louis Vuitton, Apple o Vodafone… Viva i tabacchini e i vecchi internet point!
 
“Oggi avete comprato un pacchetto di biscotti al cioccolato Chocobi a forma di stelle. Avete fatto una battuta sulla pioggia. Il signor Nishimura vi ha fatto un sorriso smagliante. È un profondo correttivo. State rafforzando una capacità che vi servirà per tutta la vita
Un tabacchi giapponese – www.moma.org
Grecia, Spagna, Stati Uniti e Giappone. Ad Alain de Botton saranno per caso sfuggiti i tantissimi luoghi terapeutici d’Italia? A questo punto credo che dovrò sobbarcarmi io il compito, alla ricerca di angoli, strutture e scorci che aiutino a superare la tristezza, la boria o, semplicemente, la timidezza…

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