Condividi questo articolo
 
Sei in Piazza Istria, nei pressi di Sant’Agnese – Annibaliano, nuovissima fermata della metro B di Roma. È grigio, il tempo.
Ti consoli, in una bakery ormai celeberrima, con pane all’avena, uovo in camicia e una fetta di torta latte e lime. Ma ti senti un’estranea in questa zona.
Sarà per questo che vivi la visita a Sant’Agnese Fuori le Mura con un miscuglio di sentimenti indecifrabili. 
 
Cortile interno
 

 
Fu Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, a volere una chiesa dedicata alla santa cui era devota.
Già, la morte dei santi. Eventi tristemente concreti ma ammantati da leggende che consentono eterne fedeltàSant’Agnese la casta, Sant’Agnese l’integerrima…
Mandata in un postribolo e poi al rogo, si poté ucciderla solo con la decapitazione.
Percorri il labirintico cortile, sotto il quale corrono quattro catacombe, per arrivare di fronte a una grata che ti separa dalla chiesa paleocristiana.
Sì, perché Sant’Agnese Fuori le Mura è un esempio della stratificazione dei monumenti romani, simili a cipolle che, strato dopo strato, rivelano infine il loro cuore.
Resti della chiesa paleocristiana
 
 
Sposti la tua attenzione sul Mausoleo di Santa Costanza.
 
Il Mausoleo di Santa Costanza
 
 
L’ingresso è segnato dalle palme. Il buio incede e tutt’intorno si diffonde una luce calda. Le piante ti ricordano Betlemme e i Re Magi e tu vieni colta da un’improvvisa atmosfera natalizia
Bambini ovunque, oggi, che giocano in questo cortile e ti ricordano il chiasso dell’oratorio che frequentavi da piccola. 
 
Palme di fronte all’ingresso del Mausoleo
 
 
Pare che l’affresco interno alla cupola non sia di grande pregio. Peccato sapere che abbia sostituito preziosi mosaici medievali. Del resto, si sa: nel ‘600, epoca in cui Papa Urbano VIII fece restaurare la chiesa, l’arte medievale non godeva di ottima stima. 
 
L’interno della cupola
 
Però, poco più in là, altri preziosi mosaici ricoprono le volte del deambulatorio. Ormai imbarbariti rispetto a quelli dell’antica Roma e più simbolici che rappresentativi, dispiegano pavoni, agnelli e pappagalli, putti e ghirlande. 
 
Mosaici del deambulatorio
 
 
La copia del sarcofago ligneo di Costanza rimane lì, nel silenzio, a interrogare ieraticamente i passanti.
 
Particolare del sarcofago di Costanza
 
 
E dire che nel XVII secolo si pensava che questo fosse un tempio dedicato a Bacco! Ecco perché il Mausoleo divenne ritrovo di artisti fiamminghi che, dopo nottate intere passate a far bagordi, vi si recavano all’alba in occasione dell’ammissione di un nuovo membro. Guardi un frammento di muro, i cui graffiti testimoniano le barbariche mani.
 
Graffiti barbarici
 
 
Le lanterne, tutt’intorno, rendono al luogo un’atmosfera da ritrovo cavalleresco.
 
Il deambulatorio illuminato dalle lanterne
 
 
Quando esci è buio. Ti rechi alla chiesa nuova, ultima parte del complesso di Sant’Agnese. Alla tua destra, una Madonna si fa notare da dietro un cancello. Lumini rossi e inquietanti conferiscono una luce soffusa a questa sorta di grotta tempestata di targhe votive. 
Hai le ginocchia bagnate: non avresti dovuto piegarti sul gradino di marmo a rubare fotografie da un’immagine sacra. 
 
Particolare della grotta esterna
 
 
È ora di entrare. Le colonne marmoree conducono il tuo sguardo verso l’altare, sovrastato dal mosaico dorato di Sant’Agnese. Lo sfondo e le figure raffinate dichiarano la loro provenienza ravennate. 
Una veloce visita alla tomba di Sant’Agnese e sei pronta a tornare a casa. Dall’oscurità di una chiesa oggi vuota all’oscurità della notte, illuminata solo dalle luci dei negozi ancora aperti e dai fari delle macchine.
 
Abside della chiesa nuova  
Tomba di Sant’Agnese
 
rob.isceri@gmail.com 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Italia Terapia