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Dalla città di Pola, su consiglio di Adranka (proprietaria dell’appartamento in cui alloggio), mi dirigo a Premantura, sorta di penisola che termina con Punta Kamenjak. Per entrare occorre pagare un pedaggio, perché si tratta di un parco nazionale protetto.
Circondata da una macchia mediterranea insolitamente bianca (che solo in seguito associo alla polvere gessosa che attraversa questa riserva istriana), a un certo punto mi ritrovo di fronte ad altalene, giostre e panche fatte di tronchi, canne e fogliame. Decido di salire su un’invitante piattaforma, che si trova in cima a quello che un tempo era un albero, sottovalutando la difficoltà e la paura che mi prenderà una volta arrivata in alto.
L’ardua impresa

Giunta a destinazione e momentaneamente abbandonato il timore della discesa ormai prossima, osservo il panorama, all’interno del quale spicca un isolotto dominato dal faro. Classica veduta croata da cartolina- mi vien da pensare.

Premantura
Il tempo va gradualmente peggiorando: è la foschia a farla da padrona. Fatico a farmi piacere la prima parte in cui decido di fermarmi, una lunga e piatta scogliera che digrada verso un mare agitato.
Prima di cambiare destinazione, pranzo al “Safari”, originalissimo bar allestito nella boscaglia a mo’ di luogo preistorico.
Al Safari Bar
Aveva ragione Adranka: le parti più belle si trovano a est e a ovest della penisola, non a sud. In effetti è qui che si aprono scorci dominati dal famigerato verde del mare croato!
Il caldo soffocante, l’acqua cristallina e l’ombra di una tranquilla pineta (appena sopra a un altro delizioso bar: il Portich Beach) caratterizzeranno il resto del pomeriggio, che succhierò fino al minuto prima della mia partenza per Fiume.
Il MARE
Alla prossima avventura!

A proposito dell'autore

Roberta, professione travel blogger. Per me viaggiare significa uscire di casa e guardare il mondo con gli occhi di una bambina. Ecco perché qui leggerete di luoghi e di emozioni. Itinerari, consigli e - soprattutto - vagabondaggi...

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