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Lesina è un piccolo comune del Foggiano. Situato alle porte del Gargano, racchiude in sé le caratteristiche della Puglia che non ti aspetti: quella dei laghi, dei parchi ornitologici, della zuppa di anguille.

No, la Puglia non è esclusivamente sole-mare-amore: è a causa del pre-giudizio (ciò che pretendiamo di trovare prima ancora di visitare un luogo) che rischiamo di perderci molto del mondo. Per questo, oggi voglio parlarvi di una Puglia differente…

Lesina: natura e gusto

Vista del lago di Lesina, con pontile in legno

Il lago di Lesina

Arrivo un mercoledì mattina, sotto la pioggia battente di uno strano maggio. Tre quarti d’ora di macchina dalla stazione di Foggia ed eccomi di fronte a una laguna dai toni surreali. Acqua scura e leggermente increspata, e un orizzonte diverso, attraversato da gabbiani e altri uccelli.

Insolita quest’atmosfera pugliese. Noto subito un invitante pontile in legno e qualche casa colorata che affaccia sul lungolago. C’è silenzio: i pugliesi, qualunque sia la provincia di provenienza, non sono abituati a tutta questa pioggia.

Insieme al resto del gruppo, visito il CNR-ISMAR (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine). Si parla dello stato di salute delle lagune e dell’importanza della ricerca per il mantenimento della biodiversità. Raffaele D’Adamo, il responsabile, ci spiega che qui vengono studiate la produzione di mitili e la qualità del mare (Lesina confina con l’Adriatico).

Il CNR-ISMAR, però, serve anche alla promozione di un territorio ancora poco conosciuto. E quale modo migliore, se non passando attraverso il cibo? Ecco allora che scopro la salicornia, gustosa verdura che cresce sulle sponde del lago di Lesina. Un prodotto che ho modo di assaporare più volte, persino sulla pizza! Per non parlare della bottarga locale, che non proviene dal tonno, bensì dal mugil cephalus, pesce di cui queste acque abbondano. La vera bottarga – così ci viene detto.

Per non parlare della mortella, liquore simile al mirto, e – soprattutto – dell’anguilla, regina della cucina lesinese. Una ricetta tradizionale la vuole cotta insieme ai lampacioni, sorta di cipollotti amarissimi. Se volete mangiarla al ristorante, sappiate che dovete prenotarla. Questo perché, purtroppo, sta diminuendo drasticamente in tutto il mondo.

Il CNR-ISMAR è anche provvisto di una centralina del vento. Dovete sapere, infatti, che questa è una zona amata da chi pratica kitesurf e windsurf. Gli sportivi possono collegarsi a questa centralina via telefono per prevedere come sarà il vento.

Lesina: le tradizioni

La parrocchia della Ss. Annunziata di Lesina, illuminata a festa

La parrocchia della Ss. Annunziata illuminata a festa

Dopo il pranzo a base di pesce, ci dirigiamo verso la parrocchia Ss. Annunziata. Il centro di Lesina è molto caratteristico. Lo si nota per le case basse, le persone affacciate ai balconi e le bandierine rosse e blu, che ricordano la devozione al patrono San Primiano, festeggiato solennemente il 15, 16 e 17 maggio. I festeggiamenti, però, continuano fino all’ultima domenica del mese, quando la statua viene portata nel lago a bordo di un’imbarcazione, affinché benedica simbolicamente la stagione di pesca e la natura. Di questo, però, vi parlerò in un altro post.

L’atmosfera di festa è resa tangibile dalle classiche luminarie pugliesi che, spente di giorno, si accendono di mille colori al crepuscolo. Mi ricordano tanto l’infanzia, quando per me si trattava solo di un’usanza un po’ kitsch. Da piccola passavo spesso l’estate a Squinzano (LE), il paese di mio papà. La sera andavamo “alla villa” (così si diceva), piazzale sovrastato da un palco su cui suonava l’orchestra. Tutt’intorno, le tipiche luminarie.

Oggi vedo tutto questo come un tesoro inestimabile, di cui prendersi cura e da far conoscere a chi pugliese non è.

A spiegarci le tradizioni religiose locali è don Luca. Patrimonio di ogni viaggio, per me, sono proprio le persone che mi trovo ad ascoltare tutt’orecchi. Don Luca non è del paese ma racconta con orgoglio la propria fede nel santo: è a lui che si è affidato, mentre il paese affidava a lui la propria chiesa.

Ci porta in sagrestia per mostrarci alcune foto fatte con i tre ultimi Papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. È giovane, Don Luca, e simpatico. Mentre racconta al gruppo alcuni aneddoti per umanizzare queste tre figure, un piccolo coro di giovani sta facendo le prove.

La sera vado a dormire con un profondo senso di pace, ripensando ai pescatori locali, che hanno insegnato le tecniche a tutte le lagune d’Europa. Provo un misto di pena e stima per quelli di un tempo, i quali (per sfuggire ai controlli padronali) nascondevano le anguille nei loro paioli, ricoprendole di verdure. Siccome l’uomo ha sempre fatto di necessità virtù, da allora è nata la zuppa di anguille, che si mangia ogni 24 dicembre.

Oggi si pesca da settembre a Natale, con la marotta (tipica imbarcazione) e la paranza, una rete di sbarramento. Se vi interessa questo mondo sommerso, non perdetevi la festa della paranza, che si tiene a novembre. Scoprirete così che, per fare delle fotografie interessanti, in stile McCurry, non è necessario spingersi in Sri Lanka. Cerchiamo di accorgerci di quello che ci circonda, perché l’Italia è ricchissima di tradizioni.

Prima di addormentarmi, penso alle parole di qualcuno, che poche ore prima mi ha detto: “Lesina è una bellezza non scontata ma tutta da scoprire”.

Una frase azzeccata, che mi mette in pace con i miei viaggi, da sempre basati sulla ricerca di luoghi e storie differenti.

Presto tornerò su questi schermi per parlarvi dei dintorni di Lesina, di eccellenze culinarie e di altre scoperte. Mi aspettate?

Dove dormire e dove mangiare a Lesina: i miei consigli

Facciata del B&B Liù di Lesina

Il B&B Liù

  • La Cruna del Lago: ottima (ottima!) pizzeria sperimentale, dove ho avuto modo di assaggiare impasti a base di curcuma e condimenti originali, come quello con la salicornia. Per palati raffinati.
  • Io ho dormito nel bellissimo B&B Liù: in un palazzo d’altri tempi, stanze romantiche e colorate e risvegli accompagnati dal verso delle rondini

 

 

 

A proposito dell'autore

Roberta, professione travel blogger. Per me viaggiare significa uscire di casa e guardare il mondo con gli occhi di una bambina. Ecco perché qui leggerete di luoghi e di emozioni. Itinerari, consigli e - soprattutto - vagabondaggi...

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20 Risposte

  1. Simona Pasquino

    Quel lungo pontile sulla laguna sembra dare una sensazione di estrema libertà. Essere lontani dal molo e trovarsi al largo sulla laguna ha un che di speciale . Ho sempre vissuto la pesca dal punto di vista delle città costiere, in laguna sembra tutto più intimo e legato al passato. Immagino Lesina come un microcosmo dove sopravvivono tradizioni, pescatori e biodiversità. Una Puglia fuori dal comune.

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    • Roberta Isceri

      Hai colto l’essenza di Lesina, Simona. Intanto ci si sente davvero come sospesi. E poi hai proprio ragione: l’intimità, il legame con il passato, sono ciò che la caratterizza

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  2. Falupe

    Sabato pv sarò proprio lì e inizierò il mio tour pugliese dal Gargano. speri di ricevere, almeno in parte, la tua esperienza 😉

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  3. Maria

    I tuoi racconti sono sempre precisi e puntuali. Devo però fare un appunto a chi ti ha detto che la salicornia cresce solo a Lesina.

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  4. Silvia

    Sai che questa lettura mi ha lasciato un senso di serenità mista a malinconia? Serenità per la pace che credo si respiri a Lesina, per le sue tradizioni e per la sua gente, malinconia perché realtà come questa sono sempre più rare (e quindi anche più preziose). Mi hai anche incuriosita moltissimo con la pizza con la salicornia!! (invece ammetto di non potercela fare con l’anguilla…)
    Mi mancano davvero molte zone della Puglia, finora ho fatto solo il tour “classico” del Salento, ma rimedierò! Intanto ho segnato anche Lesina nella to-do-list.
    Un bacione Roby

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    • Roberta Isceri

      Grazie Silvia, commenti sempre pensati e toccanti. Hai ragione, viene malinconia anche a me. Basta andare a Lesina, però, e fare una passeggiata su lungolago, per percepirne tutta la solarità

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  5. Raffi

    Leggendo il titolo di questo post ne sono subito stata attratta. Io abito vicino a un fiume che si chiama Lesina. E’ un piccolo affluente del fiume Brembo, in provincia di Bergamo. Mi ha fatto sorridere questa omonimia e mi è venuta voglia di andare a visitarlo. Ovviamente non per il nome, ma per le foto e le descrizioni che ho trovato nel tuo post. Grazie. 🙂

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  6. Anna

    Eh già Roberta, la Puglia nn è solo mare. Quanti pregiudizi ci facciamo tutti, forse causa anxhe del web. Comunque quanto é bello questo posto, il pontile sul lago mi da un senso di pace. Mi siederei li semplicemente ad ammirare, guardare l acqua che sembra immobile, nel silenzio. Bellissimo post Roberta e bella scelta di luogo.

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  7. Simona

    Una parte di puglia che ancora mi manca e che spero di riuscire a visitare presto. Assaggiai i lampacioni in Daunia ma la salicornia ancora no e come sai a me piacciono tantissimo i piatti tipici quindi ho un motivo in più per scoprire le meraviglie di Lesina! Avevo seguito il tuo tour e avevo già deciso che era una destinazione da mettere in lista, ora ne ho avuto la conferma definitiva!

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    • Roberta Isceri

      Sono felice che tu mi abbia seguita 🙂 Sono certa che Lesina e dintorni ti piaceranno. Del resto, ormai sei stata chiamata a conoscere la Puglia, cara…

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  8. Marina

    Splendido! Tradizioni culinarie totalmente peculiari di quest’angolo di Puglia! Non sapevo che vi fossero le anguille, né che la salicornia fosse commestibile!

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  9. Daniela

    Grazie per avermi fatto scoprire questo angolo di Puglia a me ancora del tutto sconosciuto. Ma questa zuppa di anguille com’è? A me fanno un po’ impressione e non le ho mai provate.

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  10. Laura

    L’Italia ha davvero tanti luoghi nascosti e ancora intatti che sono rimasti fuori dai circuiti turistici (a volte bisogna dire per fortuna). Grazie per avermi fatto scoprire questo angolo di Puglia.

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  11. Valeria

    Guardando le foto e basta non avrei mai detto che fossero della Puglia! Sembra un luogo molto tranquillo e rilassante 🙂

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