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Che dire? Un gatto nero – blogger come noi – ci ha nominate per i “Liebster Award”, un premio istituito in Germania per sostenere i blog ritenuti meritevoli. Evviva!
Noi, ovviamente, partecipiamo orgogliose, ringraziando Blackcatsouvenirs per aver scelto Italiaterapia, rispondendo alle dieci domande che ci sono state poste. Cominciamo allora!
 

[1.] Ti è mai capitato di dover finire un viaggio prima del previsto? Come mai?

Roby – Sì, il mio viaggio di nozze [sic!]. Eravamo a Nizza e svaligiarono il nostro camper. Tornammo in Italia con la coda tra le gambe. Per ripartire dopo poco, ovviamente! Alla volta delle capitali europee, a bordo della nostra normalissima macchina.

Sa – Se trascorrere in un letto d’albergo le 48 ore che avrei dovuto passare a spasso per Mosca è interrompere un viaggio, allora sì. Anche per me si trattava di luna di miele. Di ritorno dall’Uzbekistan, il viaggio proseguiva facendo tappa nella capitale russa per pochi giorni, ma febbre e convulsioni pensarono bene di terminare l’avventura. Così, ricordandola più per il letto affittato che per altro, lasciai Mosca, convalescente e in tempo per imbarcarmi per la meta successiva: la transiberiana.
 
Nizza
[2.] Qual è il peggior posto dove ti è capitato di dormire durante un viaggio?

Roby – Un albergo-bettola di Genova. Al posto di un letto matrimoniale, un materasso a una piazza e mezzo, di quelli che fanno rumore non appena ti ci appoggi. Un bagno piccolo e puzzolente e le voci equivoche di avventori non troppo nobili resero quel soggiorno un tantino inquietante. Ma almeno il mio gusto per l’avventura fu soddisfatto…

Sa – Ulan Bator in Mongolia, in un alberghetto trovato sul momento e che poteva ben fungere da motel. Camere gelide e decadenti, bagni in comune. Alla reception due brande su cui dormivano di notte le asiatiche a guardia della struttura.
Genova
 
[3.] Qual è stata l’esperienza di viaggio più divertente capitata quest’anno?

Roby – Divertente è una parola che non si confà molto ai viaggi di quest’anno.
Ci metto così tanto amore e convinzione nei miei percorsi che spesso – e a torto – rimane poco tempo per sentimenti più “leggeri”. Ad ogni modo, potrei citare la maschera di fango applicatami dal “pirata” – curioso personaggio ischitano – di fronte agli attoniti bagnanti di Sorgeto.

Sa – Quella itinerante per le coste della Sicilia è stata molto varia e per questo divertente. La lunga traversata nell’afa del meridione e il traghetto sullo stretto. Notti in tenda, in roulotte e in più appartamenti. I giochi con nonna Nadia, costretta poi a dormire sotto le stelle per fare spazio dentro casa alle nipotine in visita. La costante ricerca della spiaggetta perfetta, il pic nic al tramonto sulla sabbia di Cefalù. E il carroattrezzi che sulla via del ritorno ci ha soccorso sulla Salerno-Reggio aggiungendo avventura all’avventura, visto che mia figlia treenne anche al termine del viaggio diceva: “proprio una bella giornata!”. 
 
Sorgeto – Ischia
 
[4.] Qual è il souvenir più folle che hai comprato?

Roby – Forse una piccola e costosissima ceramica di Limoges, a Biarritz (Francia). Così, tanto per sfizio…

Sa – Una pashmina acquistata dai beduini sul Sinai in Egitto, e regalata. Per poi accorgermi che era made in China
 
Francia
 
[5.] Qual è l’animale più strano o tenero che hai incontrato durante un viaggio?

Roby – Il procione. Anzi, una famiglia di procioni! Erano appostati dietro la casa in cui alloggiavo a Berkeley (California).

Sa – Più teneri, i due gattini siamesi, abbandonati dentro a uno scatolone a Chora Sfakion a Creta, che ho coccolato e sfamato nei giorni passati là. Più strani, le foche nella penisola di Howth sopra Dublino, alle cui fattezze non sono mai riuscita ad abituarmi: il muso simile a quello di un cane e un corpo così scivoloso e allungato, tra il mammifero e il pesce.
 
Berkeley
 
[6.] Quale posto della tua città/zona NON consiglieresti a chi viene a visitarla?

Roby – D’istinto direi: la via Casilina. Mi rendo conto però che visitare le periferie di una grande città, per quanto pericoloso (in determinate fasce orarie) e non proprio divertente, può essere interessante e istruttivo. Ma solo per gli animi un po’ alternativi. 

Sa – Certo, la periferia romana non è troppo attraente visitata da soli ma è piena di storia, di vita e di sorprendendenti iniziative… 

I murales al Quadraro, nella periferia sud-est di Roma

[7.] Qual è il commento più strano che hai mai ricevuto sul tuo blog?


Roby – Nessuno. Ricevo solo commenti bellissimi. L’unica stranezza è stata quella di un editore di una rivista medica, il quale aveva desunto dal nome del blog la possibilità di collaborare…

Sa – Nella categoria itinerari della memoria, quello del parente di una vittima delle Fosse Ardeatine. La storia è viva, appartiene al presente…

Fosse Ardeatine


[8.] Quale libro o film ti ha ispirato per fare un viaggio?

Roby – “Le ceneri di Angela”, di F. McCourt, ha ispirato uno dei viaggi che mi sono ripromessa di fare al più presto: quello nella provincia irlandese. I libri di Tiziano Terzani, invece, uno dei miei articoli, quello su Orsigna – provincia di Pistoia – dove sono andata proprio qualche giorno fa. Il film “Uccelli”, di A. Hitchcock, è stato all’origine di una delle mie visite più belle: quella a Bodega Bay, California! La ricordo con vero amore…

Sa – “Il dottor Zivago” di Pastenak per il mio viaggio in Siberia, “Yacoubian Palace” di Al Aswany per introdurmi al Cairo, e “16 ottobre 1943” di Debenedetti per ripercorrere i luoghi del rastrellamento nell’ex ghetto di Roma, una passeggiata intima e personale nel cuore della mia città nel settantesimo anniversario di quella tragedia.
 
Una scena di “Uccelli”, di A. Hitchcock
 
[9.] Qual è l’ultima cosa che hai imparato viaggiando?

Roby – Ho imparato che cercare di rilassarsi a tutti costi è controproducente. Viaggio e vacanza sono due cose diverse e mentre la seconda mi ispira un po’ di ansia da prestazione (è strano, lo so), il primo, legato all’inquietudine di vivere, mi ricorda che l’imperfezione è piena di pregi. 

Sa – I bambini in viaggio costringono a semplificare a volte e a malincuore i percorsi, ma non per questo il viaggio diventa meno interessante. Col loro punto di vista così smaliziato e ingenuo, colgono dettagli che altrimenti sfuggirebbero e la loro passione per il racconto costringe a riflettere ancora di più su ciò che resta al termine del viaggio, che sedimenta, che si destruttura e ricostruisce attraverso la narrazione, e che si reinterpreta.


[10.] Che cosa hai avuto modo di imparare riguardo ai/al tuo/tua/tuoi compagno/a/i di viaggio che prima non sapevi?


Roby – Ho imparato a pesare le relazioni anche in base ai viaggi: alcune amicizie si sono rivelate dei flop proprio durante un viaggio mentre i rapporti più belli, alla fine, sono quelli che ho instaurato con gli sconosciuti…

Sa – Che sono degli ottimi compagni di viaggio! Ma questo già lo sapevo…
 
A questo punto tocca a noi. Nominiamo: 
 
* Elena, di Branditup Travel
* Giulia, di Bambiniconlavaligia
* Giorgio, di Luoghi pensanti
* Giuliana, di My therapy
* Caterina, di La favola sei tu 


Che il gioco prosegua!
E grazie ancora per il pensiero, carissimo gatto… nero!


+Sa

2 Risposte

  1. Serena Chiarle

    Grazie per aver partecipato al gioco e per avermi risposto in maniera così interessante!!
    Wow, la Transiberiana… uno dei viaggi dei miei sogni!!!
    (lo so che lo dico sempre, ma che ci posso fare se sogno molti viaggi??)
    Mi piace molto anche la riflessione su Viaggio & Vacanza, e sull'inquietudine del vivere… che sottoscrivo!!

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