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La versione di Sa

Nota per i boschi, le streghe e le fate. Placida e serena anche ammantata di grigio, e fresca. Paziente anche quando c’è il vento e la pioggia si fa insistente. Una terra – come dire – “acqua e sapone” sarà perché storicamente fuori dalle grandi rotte commerciali e militari o perché troppo vicina alle popolari Romagna, Toscana, e Umbria. E forse per questo la osservi con crescente curiosità e sorpresa. Sei nelle Marche.
all'orizzonte il profilo di 4 alberi
Procedi tra i colli da Matelica a Camerino passando sotto l’ombra della rocca nota per essere la Rocca d’Ajello. 

paesaggio collinare, sulla destra il profilo della rocca


Nubi basse e nebbia fine modulano l’orizzonte.

con nubi e nebbia fine


Più oltre, a sud, Visso coi monti Sibillini, la catena montuosa che deve il nome alle profetesse note già nell’antica Grecia e Roma, con l’oracolo della Sibilla Appenninica in una grotta, antro dell’inferno. Ma ora davanti a te hai solo dolci le colline


e campi lavorati.

Tutto ti sembra nuovo. Eppure questi paesaggi già li hai visti negli scatti tipografici di chi reputi idealmente tra i tuoi maestri, Giacomelli. Senigallia, la sua città natale, non è in fondo così lontana – ti dici. Questa natura per prima ha provato la sua fantasia e ha lasciato che i suoi verdi si tramutassero in bianchi e neri altamente contrastati.


Procedi e intanto ripassi ciò che sai. Più in là sul mare, Recanati diede i natali all’eclettico Leopardi e là fu composto L’infinito. E dal premio Nobel, Carducci, prendi la dedica che diventa per te come un saluto:

“Così benedetta da Dio di bellezza di varietà di ubertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che arridono
 


+Sa

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