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Appia Antica: “Fratello, ricordati che devi morire”. Se una strada può essere riassunta da una frase, è con quella dei Frati Trappisti che possiamo definire il senso di questa via. La quale non è soltanto un’esplosione di tesori per la vista ma anche una via mistica, data la quantità di sepolture che la percorrono da Roma a Taranto.

Il bello è che non c’è nulla di macabro in tutto ciò: siamo noi occidentali ad aver dimenticato la morte, una realtà ben presente invece nel cuore degli antichi Romani. Se si lasciano da parte il profumo di erbe selvatiche, le ville sontuose e il selciato che dà la misura delle lunghe camminate dei soldati che si recavano in battaglia, rimane un’aura di mistero da decifrare.

A partire dal Mausoleo di Cecilia Metella, un’incredibile costruzione circolare, dedicata alla moglie di Crasso, figlio del famoso Marco Licinio Crasso. 

 
Mura del Mausoleo di Cecilia Metella

Mausoleo di Cecilia Metella

È ammirandone la bellezza, circondata dai pini a ombrello tipici della capitale, che cominci a ricordare che per i Romani era importante dialogare con i morti. Le molteplici tombe disseminate sulla via servivano infatti a ricordare ai passanti di cogliere l’attimo e che prima o poi, appunto, sarebbero dovuti morire anche loro.

Circondata da tanti monumenti, come il Catrum Caetani, che si impiantò sul mausoleo nel XIII secolo e la Chiesa di San Nicola, che si apre al cielo per via della mancanza di una copertura, ti senti catapultata non solo in un’altra epoca ma in tutt’altra realtà. 

 
Chiesa di San Nicola, Appia Antica

Chiesa di San Nicola

 

Le agavi crescono rigogliose ai piedi dei tanti ruderi, come la Torre di Capo di Bove, mentre le macchine imponenti e i loro passeggeri, generalmente altolocati, passano indifferenti alla morte, magari indossando un paio di Ray-Ban. 

 
Torre di Capo di Bove

Torre di Capo di Bove

 

Ma gli antichi Romani avevano un altro modo di dimostrare il censo di appartenenza: riempiendo le tombe di oggetti appartenuti al defunto, affinché nell’aldilà non ci fossero dubbi sulla sua provenienza. Anche perché l’aldilà, per i nostri avi, non era un gran bel posto: non c’erano angeli né nuvole cariche di anime ma un fiume da attraversare e un ambiente, l’Ade, tutt’altro che accogliente.

E mentre cammini torcendo il collo a destra e a sinistra per scorgere le antiche vestigia, non è improbabile che dal sottosuolo arrivi una vocina che ti sussurra all’orecchio “carpe diem”…

 
Lastricato dell'Appia Antica

Camminare sull’Appia Antica


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