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La versione di Roby

Bisogna essere intelligenti per venire a Garbatella; anzi, sulla Circonvallazione Ostiense. Non sto esagerando ma solo mutuando le parole di Gesualdo Bufalino sulla sua Ragusa: «una certa qualità d’animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia». Sulla circonvallazione non si trova nulla di tutto ciò: né tufi silenziosi né persiane sigillate. Solo (lasciandosi alle spalle la Cristoforo Colombo e avvicinandosi alla fermata della metro) un grande scorcio sul gasometro, divenuto celeberrimo grazie allo sguardo bohemienne di Ferzan Ozpetek.
Fino a circa un anno fa era questa l’unica attrazione di una via altrimenti scialba, il cui susseguirsi di case popolari, bancarelle e una gran quantità di negozi da parrucchiere allietava ben poco l’occhio del viandante.
Finché i lavori per il ponte di Calatrava non hanno cominciato a scuotere le coscienze sonnecchianti, sopratutto quelle degli anziani, che costituiscono ad oggi la parte più consistente di questo quartiere. Da marzo 2012, il ponte (che serve a collegare la circonvallazione con la via Ostiense) si snoda armonioso verso il basso. L’esperienza più bella è camminarci quando il cielo è terso: il suo biancore e la forma a vela gli conferiscono l’aspetto di una nave, complice la brezza marina che ogni tanto inonda di profumi la nostra capitale. Non importa se sia bello, brutto o globalizzato (Calatrava lavora assiduamente ovunque): la sua presenza possente ti regala l’illusione di vivere in una metropoli futuristica, quale Roma non è.

Se poi si percorre via Girolamo Benzoni fino alla fine, da un annetto ci si può imbattere in altre due novità e in un gioco di parole: Eataly ed Italo. E pensare che, fino a poco tempo fa, Piazzale XII ottobre 1492 era un luogo da evitare. Passandoci accanto, potevi scorgere gruppi di uomini dall’aria poco raccomandabile, intenti a fare chissà cosa. Oggi invece puoi comprare il sale rosa dell’Himalaya o arrivare a Milano in tre ore!

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