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Oggi ti senti un po’ confusa: domani è il tuo compleanno e sei indecisa sul da farsi. Diverse voci ti chiamano, come fossero sirene. A cui cedere o dalle quali difendersi?

Intanto arrivi a Montecassino, vecchio ricordo. Il pullman sale su per le curve e non riesci a fare a meno di provare paura, vista l’altezza. Paura e meraviglia: indiscutibile la bellezza del panorama.

Una volta arrvata, ti attendono decine di palloncini, che sembrano piccole lune, a ricordarti il Cammino di San Benedetto, di cui Montecassino è tappa fondamentale.

I palloncini “di San Benedetto”

“Pax”: dice tutto la parola che campeggia all’ingresso. Soprattutto se si pensa che l’abbazia, nel corso dei secoli, è stata distrutta e ricostruita per ben quattro volte. L’ultima risale alla Seconda Guerra Mondiale.

L’ingresso dell’abbazia

Dove un tempo sorgeva il tempio dedicato ad Apollo, oggi c’è un chiostro fiorito, al centro del quale troneggia un gruppo bronzeo con al centro San Benedetto, che – si dice – morì proprio qui, sorretto da due monaci. La particolarità consiste nel fatto che si tratta di un regalo del cancelliere K. Adenauer nel 1952. Sensi di colpa mai sopiti?

Il chiostro con il gruppo scultoreo donato da Adenauer

Addentrandoti nel cuore dell’abbazia, raggiungi il chiostro bramantesco, poiché ispirato al celeberrimo architetto. Qui spicca il biancore, cui fanno da mistico contrappunto alcune placide colombe. 

E pensare che poprio in questo punto sorge la statua di Santa Scolastica (gemella di Benedetto), di cui la colomba è simbolo e che comparve in sogno al santo, a premonire la morte della sorella.

Chiostro bramantesco

Una croce compare tra gli alberi, parte integrante del panorama: è il cimitero dei polacchi, i quali – paradossalmente – bombardarono Montecassino per liberarla. Da chi? Dai tedeschi, che, su disposizione di Hitler, istituirono la Linea Gustav su una montagna vicina. Il loro scopo era impedire agli Alleati di passare oltre.

Polonia liberatrice, dunque.

Il cimitero militare polacco

Oltrepassi la Loggia del Paradiso, da cui osservi, in lontananza, la biblioteca. Un luogo forgiato dalla forza di volontà dei monaci benedettini, grazie ai quali è arrivato fino a noi quasi tutto il sapere greco e romano: furono proprio loro a trascrivere i testi fondanti di quella cultura europea che possiamo vantare in tutto il mondo.

[La confusione va e viene, sostituita dal bianco e dall’azzurro accecanti, dall’arte, dalla storia e dal viavai dei turisti]

Entri nella basilica.

La Basilica di San Benedetto

Qui ti assale lo stupore, nel vedere la ricchezza che trabocca dalla chiesa. Solo le volte sono “scarne” ma pare che si attenda l’opera di un famoso pittore, a riempir gli spazi vuoti.

L’interno della basilica

Adesso è tempo di uscire. Giunta l’ora di pranzo, ti avvii verso il pullman che attende te e gli altri blogger; ma ti fermi un po’ sulla soglia, perché gli occhi assorbano curve e altezze gioiose.

All’uscita

Non resta che provare a seguire la Regola di San Benedetto, i cui precetti – semplici e complessi allo stesso tempo – rimangono senza tempo… Che possano aiutare i confusi come te?

Selfie di tutti i blogger con l’abate di Montecassino

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