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Puglia da non perdere. Puglia magica. Magica perché conosciuta ancora da pochi.

Se possiamo parlare di province meno famose, infatti, Foggia è una di queste. A esclusione del Gargano, pochi si avventurano tra i monti, i laghi e i borghi che si trovano sotto la sigla FG.

Io ho avuto la fortuna di visitare la parte meno patinata di Puglia: vi ho parlato tempo fa sia dei Dauni che di Lesina, luoghi che mi hanno ammaliata. Da metà salentina quale io sono, non mi ero mai inoltrata nel Foggiano. E infatti è questo il problema: Il Gargano, con la sua fama e la sua indubbia bellezza, oscura il resto, un po’ come accade tra Roma e il Lazio.

Lasciate allora che vi parli io di Lesina e dintorni.

Ci sono stata a maggio. La temperatura era perfetta: la pioggia torrenziale del primo giorno ha lasciato spazio a cieli tersi e tramonti che la Puglia sa regalare in abbondanza.

Puglia da non perdere: la Riserva Naturale Lago di Lesina (sacca orientale)

Corso d'acqua nella Riserva Naturale Statale Lago di Lesina

La Riserva Naturale Statale Lago di Lesina

Oltre alla bellezza del paese, sono rimasta affascinata dalla parte orientale della Riserva Naturale Lago di Lesina. In questo Eden lagunare potete trovare sia fauna stanziale che migratoria. A spiegarmelo è stato un ornitologo, che sciorinava specie come non ci fosse un domani: airone cenerino, fenicottero rosa, germano reale, ecc.

Purtroppo, l’accesso è possibile solo per scopi scientifici ed educativi (per le scuole, principalmente). Motivo per cui mi ritengo molto fortunata: a pochi blogger, compresa la sottoscritta, è stata data la possibilità di visitare questi luoghi. L’ingresso, infatti, è consentito solo sull’argine, per fare birdwatching.

Ovviamente, io e i miei compagni di viaggio abbiamo costeggiato la laguna in silenzio, per non disturbare gli uccelli. Inutile dirvi quanto io adori queste accortezze e quanto abbia sognato, in quel momento, di mollare tutto e diventare un’ornitologa.

Qui era tutta una palude, un tempo. Poi venne l’epoca delle bonifiche e oggi si può passeggiare sotto il livello del mare in tutta tranquillità, grazie a degli impianti che impediscono l’allagamento.

Ischitella

Puglia da non perdere: la facciata del castello di Ischitella

Castello di Ischitella

Una mattina siamo andati a Ischitella, borgo a pochi minuti di treno da Lesina. Ischitella è dominata da un castello, che venne distrutto dal terremoto del 1600 e rifatto più volte. Un sopravvissuto, considerato che subì anche un incendio nel 1800. Costruito più volte sulle sue stesse macerie, appare oggi come una sorta di Fenice locale.

Il paese è a forma di ferro di cavallo, tagliato al centro dalla scalinata che porta alla Chiesa Madre. Le stradine si dipanano come spine di pesce intorno a lei.

Pare che il nome del borgo sia dovuto all’albero Ischio, nome volgare che si riferisce alla quercia bianca e di cui questa parte d’Italia abbonda.

La lingua non sembra neppure più pugliese ma una specie di molisano. Facile dedurne il perché: questa era terra di brigantaggio, in passato.

La devozione a San Michele è tangibile: tanti piccoli santi spuntano qua e là tra una casa e l’altra, a ricordare la vicinanza con Monte Sant’Angelo, famigerato luogo di pellegrinaggio situato sulla Via Micaelica.

Il cuore del borgo, curiosamente, si chiama “la sottana”, in quanto è la parte più bassa.

Fuori dal paese, si trova la Chiesa dell’Annunziata. In mezzo a un prato curatissimo e con vista lago, è importante per la storia che si racconta sulla sua costruzione. Ci fu un maremoto, in tempi biblici, voluto da Dio perché il popolo non era buono. Una ragazza di nome Nunzia stava filando e, date le circostanze, lanciò il suo gomitolo per salvare un ragazzo. Dio si commosse e fermò il maremoto. Dopodiché venne creata la chiesa.

Facciata della Chiesa dell'Annunziata di Ischitella

Chiesa dell’Annunziata

All’interno si trova un crocefisso, ritrovato dentro a una grotta da alcuni pescatori che volevano proteggersi da un temporale e poi salvato dalle invasioni saracene.

Una curiosità: in passato, per chiedere la pioggia, ci si flagellava. Le radici di questa usanza sono ancora vive, visto che il 23 aprile di ogni anno i credenti fanno una camminata da Ischitella alla Chiesa dell’Annunziata, ricordando la necessità di acqua in queste zone arse dal sole mediterraneo.

Anche questa è la mia Puglia da non perdere.

Cagnano Varano e la Grotta di San Michele

Uomo che prega nella Grotta di San Michele, a Cagnano Varano

Grotta di San Michele

A pochi chilometri da Ischitella, sorge un borgo di pescatori: Cagnano Varano. Vale la pena venire qui, foss’anche per visitare il museo del territorio e della cultura lagunare. Per ricordarci le tante sfaccettature del nostro Sud Italia, che non è esclusivamente mare.

Poco fuori dal paese, la suggestiva Grotta di San Michele, richiamo a Monte Sant’Angelo.

Cosa fare a Lesina e dintorni

Ragazza che accarezza delle bufale

Io e le bufale

Avete voglia di visitare un caseificio storico? Andate a La Bufalara, che si chiama così per la presenza di 300 bellissime bufale, le quali vivono qui non in allevamento intensivo ma in semi-libertà (solo se cammina molto, il docile animale produce latte più buono).

Se, invece, vi incuriosiscono di più gli ottimi pomodori locali, fare un salto all’azienda Turco. Il signor Turco ce ne ha fatti vedere un sacco, che ha assicurato essere diversi tra loro. A me sembravano tutti uguali e solo a un certo punto mi sono resa conto di quanto il mio occhio sia poco allenato a notare la biodiversità.

“Le piante di pomodori sono come le figlie femmine”, assicura Turco. Come loro, infatti, hanno necessità di cure e a grande attenzione. Del resto, “il terreno è come una persona”. Insomma, qui il contatto con la natura la fa da padrone. Terapeutico questo scambio a cinque sensi tra uomo e pomodori, tra uomo e bufale.

Ad Apricena, invece, c’è una cava che lavora ed esporta in tutto il mondo la pietra bianca locale. Sì, quella che vedete decorare quasi tutti i paesi e le città di Puglia.

Se vi va di fare un salto al mare, infine, potete andare a Marina di Lesina.

Ogni ultima domenica di maggio potete assistere alla festa patronale: San Primiano viene portato in laguna e anche qui ho avuto un grosso privilegio. A bordo di una barca locale, ho “inseguito” il santo all’ora del tramonto, assistendo a un’usanza sentita e toccante, che conferma lo stretto rapporto che in questa zona c’è tra l’uomo e la natura.

Processione di San Primiano sul lago di Lesina

Processione di San Primiano

Dove mangiare

I miei posti preferiti:

Vi convince questa Puglia da non perdere?

 

 

A proposito dell'autore

Roberta, professione travel blogger. Per me viaggiare significa uscire di casa e guardare il mondo con gli occhi di una bambina. Ecco perché qui leggerete di luoghi e di emozioni. Itinerari, consigli e - soprattutto - vagabondaggi...

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