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Dopo aver visitato la bellissima Veroli, approdi in un un luogo altrettanto bello: è l’Abbazia di Casamari, dove stai per immergerti in un’atmosfera a dir poco mistica.
L’abbazia

Passerotti e rondini cantano la loro spensieratezza all’interno e all’esterno del monastero cistercense.

Scopri che l’Ordine cistercense, in realtà, nacque dal desiderio di tornare alla parola di San Benedetto. I Cistercensi, insomma, come benedettini particolarmente austeri, in quanto sorretti dalla volontà di ricongiungersi a Dio nella maniera più diretta possibile.

Sulla destra, la statua di San Benedetto
La Ciociaria ti riserva sempre più sorprese. Sbagliamo a recarci sempre nei soliti posti: l’Italia ha moltissimo da offrire e questa parte di Lazio sembra donare la sua preziosità solo a chi ha occhi per vederla.
Il chiostro, per esempio: le sue meravigliose geometrie, abbellite da fulgidi fiori, ti portano a immaginare i monaci mentre camminano e pregano. Non puoi fare a meno di chiederti cosa significhi vivere una vita di meditazione, una vita realmente diversa…
Il chiostro
Il chiostro
Appeso a una parete, un cartello indica il numero di rintocchi con cui vengono chiamati i monaci: un rintocco è per il cellerario, due rintocchi per il forasterario e così via…
Arrivi nel refettorio, da dove proviene il profumo della cena. I monaci la stanno ancora preparando, ognuno guidato dal ruolo preciso che ricopre all’interno dell’abbazia.
Il refettorio
Il misticismo che si respira qui raggiunge il suo acme all’interno della basilica, la cui architettura gotica esplode specialmente nelle altezze.

La luce del sole entra, calda, nella navata centrale, illuminando lo spirito. Dal coro arrivano alcune voci sommesse: è ora di pregare. Il sincretismo dei monaci ti arriva dritto al cuore. Le parole, incomprensibili dalla posizione in cui ti trovi, hanno l’effetto di un discorso già conosciuto, simile a quello che produce l’ascolto di una musica che – senza sapere il perché – tocca le corde della nostra anima.

L’ingresso della basilica

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