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Farfa: saresti dovuta venire prima, in mattinata. Perché lei, la domenica pomeriggio, è svuotata di tutti i fedeli. – Ancora meglio, pensi parcheggiando accanto alle poche auto rimaste. 
 
L’ingresso dell’abbazia

Perché, nel silenzio pomeridiano, puoi scorgere alcuni monaci che, curvi sui loro pensieri, entrano ed escono dall’abbazia benedettina, noncuranti della solitudine.
 
Monaco solitario
 
L’aria è fresca, il cielo è ingrigito da nuvole piatte all’orizzonte e l’atmosfera placida, come si conviene al luogo. Ti attrae la vita appartata dei monasteri. 
Profumi balsamici ti raggiungono sul ciottolato di fronte alla chiesa. 
Varchi la soglia ma l’interno è buio. Strizzando un po’ gli occhi, riesci a scorgere un meraviglioso affresco alle tue spalle, mentre le tre magnifiche navate si aprono impudicamente di fronte a te.
 
L’interno poco illuminato dell’abbazia
È l’ora del crepuscolo, quando il cielo non è ancora blu. Tra poco sarà buio e, per quanto piccolo sia il borgo, devi affrettarti se vuoi ancora vedere qualcosa nitidamente.
 
Di fronte alla chiesa
Luminarie di Natale ancora spente corrono da un muro all’altro. Case di suore devote?
Entri nell’erboristeria del monastero, dove compri un po’ di cioccolata, che sgranocchierai sulla via del ritorno, mentre un grosso gatto ti fa inspiegabilmente le fusa.
 
Un gatto particolarmente affettuoso
È un luogo senza tempo, questo, di quelli che piacciono a te, perché lasciano spazio all’immaginazione. L’immaginazione… attività feconda che ti accompagna da sempre. A che servono le cataste di legna ai lati della via se non a farti pensare preti in preghiera di fronte a un camino medievale?
 
Cataste di legna
E a che serve la fantasia se non a creare sculture colorate e all’apparenza inutili nel parchetto adiacente l’abbazia? Uno spazio esiguo dove ogni pianta ha il nome di un pianeta, come indicano i cartelli posti alla base dei tronchi. Perché il parco vuole ergersi a planetario qui.
 
Una delle sculture del parchetto
Guardi il mondo da un oblò in cui tristezza e speranza si accoppiano continuamente.
Nel parchetto di Farfa
Circondata da qualche volto triste o arrabbiato, volgi lo sguardo verso il tramonto, perché lì c’è ancora qualcosa che chiama. 
 
Tramonto
 
rob.isceri@gmail.com
 
 
 
 
 
 

4 Risposte

  1. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Quando ho visto il post su FB (sempre in ritardo, ma da due settimane funziono in differita), ho subito pensato a San Pietro, la basilica di Perugia.
    Non ho letto il titolo, solo aperto il post. E mi sono ritrovata un un posto sconosciuto, molto suggestivo, con un’atmosfera irreale.
    Che spettacolo Roberta! Metterò da parte l’idea per una visita. E assolutamente lontana dalla ressa del mattino.
    Mi piace avere i posti che visito tutti per me, almeno un poco, dato che in genere devo condividerli con folle oceaniche!
    Una magia questo articolo..
    Claudia B.

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