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La versione di Roby

Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e l’erotismo. Cosa c’entrino i due geni indiscussi della Roma barocca con la sessualità è presto detto: la risposta ha il nome di Teresa, di cui tutti conoscono l’estasi, gelosamente custodita in Santa Maria della Vittoria.

Ma per arrivare al religioso orgasmo della santa, parti da Sant’Andrea al Quirinale, sede del noviziato della Compagnia di Gesù.
Cominci già a percepire una certa sensualità intorno a te.
 


Di questa (piccola) chiesa ti colpisce soprattutto la pianta ovale, cui fa da cappello una cupola a forma di ellissi. E poi i colori, soprattutto – non sai perché – il rosso e l’azzurro.
Fu Bernini a progettarla, nonostante non fosse un architetto. Egli era però un uomo pervicace e si mise a studiare di buona lena, traendo molti spunti dal rivale Borromini, in particolare dalla vicinissima chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, cronologicamente precedente.
 
Ma non ti va di decretare chi tra i due fosse il migliore: oggi vuoi rendere omaggio a entrambi, a partire proprio da Gian Lorenzo, che di Sant’Andrea progettò anche la sacrestia. E che sacrestia! Oltre ai superbi affreschi, puoi apprezzare le pareti in legno… 
 
… e il lavabo, disegnato per le mani dei preti.
 
Adesso sei nel seminario dei Gesuiti e precisamente nella sala in cui è ospitata l’eccezionale scultura di San Stanislao Kotska morente, opera di  Pierre Legros.
Dio mio, non sai dove guardare, se al broccato rosso sangue delle pareti o agli stucchi dorati che strabordano dagli spazi esigui. Trovi che il rococò (ti è sempre stato simpatico questo termine) e tutto questo lusso siano altamente sensuali.
 
Torni nel traffico e, se non fosse per lui, ti goderesti maggiormente Il Tevere e l’Arno, Giunone e Diana. O meglio, le quattro statue che li rappresentano in piazza delle Quattro Fontane.
 
Osservi la facciata di San Carlo alle Quattro Fontane, resa scura dallo smog, cosa che, eppure, non ti dispiace: ha un che di gotico la chiesa del Borromini.
 
Ed è qui che incontri la sua massima intelligenza: all’interno, infatti, scopri un chiostro totalmente bianco e isolato dagli inquinanti rumori dell’esterno, come se l’architetto avesse previsto l’acustica degli anni a venire.
 
Francesco l’outsider. Quando pensi al suo suicidio, ti sale una gran pena: sembra che i geni debbano sempre finir male. La cosa assurda è che le sue non sono mere opere architettoniche ma trattati di filosofia. Pochi sanno, ad esempio, che il chiostro di San Carlo si ispira alle teorie di Galileo.
Solo le massime personalità della migliore Italia sono riuscite a unire arte, scienza e filosofia come elementi di uno stesso insieme. 
Ti affretti verso Santa Maria della Vittoria, altro gioiello barocco. 
 
Eccola lì, la berniniana Teresa! Dolore o piacere traspaiono dal suo volto?  Ti piacerebbe osservarla più da vicino ma non ti è possibile andare oltre il cancello che la separa da te.
 
Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l’angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio 
Santa Teresa d’Avila, Autobiografia, XXIX, 13

rob.isceri@gmail.com

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